
Voltare pagina, cambiare marcia e farlo con una decisione incrollabile. Dopo il raduno di sabato presso il Centro Sportivo di Cairate, in casa Varesina quest’oggi è scoccata ufficialmente l’ora del nuovo corso. Un cambio di passo quasi epocale, segnato dall’addio a Marco Spilli dopo tredici anni sulla panchina rossoblù e dall’inizio dell’era targata Daniele Angellotti. L’imperativo è chiarissimo: cancellare una stagione vissuta ben al di sotto delle aspettative, archiviata con una salvezza stiracchiata ai playout, e rivendicare con forza un ruolo da assoluta protagonista nel prossimo campionato di Serie D. La società non si è nascosta, rispondendo sul campo prima ancora che sul pallone: la rivoluzione estiva messa a segno dal direttore sportivo Andrea Scandola ha portato in dote un mercato di primissimo ordine, capace di abbinare profili di categoria superiore alla consueta, eccellente valorizzazione dei giovani talenti.
A guidare questa rinascita, un impianto societario che continua a viaggiare a ritmi e standard da professionismo puro. Con uno staff tecnico altamente profilato ed efficiente e la certezza di poter lavorare in strutture d’eccellenza (il centro sportivo di Cairate, ad esempio, è un autentico gioiello e fiore all’occhiello della collezione rossoblù), la Varesina ha già lanciato un messaggio chiarissimo a tutte le rivali. Le basi per un futuro da vertice sono state gettate; ora la parola passa al campo.
Prima però è tempo delle classiche dichiarazioni di inizio stagione, affidate, per la parte dirigenziale, a Max Di Caro, il Direttore Scandola e a mister Angellotti.
DI CARO
UNA STAGIONE DI CAMBIAMENTI: “È una stagione molto importante perché abbiamo cambiato tanto. Con Scandola ci abbiamo messo poco a riprendere il filo del discorso interrotto due anni fa. L’ho trovato sinceramente maturato e cresciuto, anche se siamo coetanei. Ha vissuto due anni in una piazza importante, dove ha dovuto affrontare e gestire diversi problemi, e l’ho ritrovato molto cresciuto. Sono davvero contento che sia tornato qui. In questo mese e mezzo di lavoro abbiamo fatto tante cose insieme e in tempi molto rapidi. Il mister raccoglie un’eredità pesante: tredici anni con Spilli hanno creato un legame solidissimo. Con Daniele, però, abbiamo trovato subito un ottimo feeling. Dal punto di vista tecnico avremo modo di conoscerci ancora meglio, ma ho ritrovato nel suo modo di lavorare e di gestire il campo tante caratteristiche simili a quelle di Spilli. Sono molto felice che sia qui e che raccolga questa eredità. Da oggi, però, il paragone con Spilli finisce qui. Questa è una storia nuova, un capitolo nuovo. Ringrazierò sempre Spilli per ciò che ha fatto in questi tredici anni e per la straordinaria esperienza che sta vivendo, ma oggi inizia un nuovo percorso e mi auguro che possa essere duraturo. Ormai siamo abituati a lanciare tanti giovani nel professionismo e l’auspicio è che possano continuare a trovare quello sbocco. Se ci riusciranno passando dalla Varesina, saremo tutti contenti.”
IL PROGETTO VARESINA DI QUESTA STAGIONE: “L’anno scorso avevamo un progetto incentrato sui giovani e loro hanno sbagliato davvero poco. Le cessioni lo dimostrano. Maddalon ha un potenziale enorme e oggi riteniamo che il percorso in Serie D sia quello giusto per consacrarsi. Abbiamo tanti giovani, sia cresciuti nel nostro settore giovanile sia arrivati da fuori. Ne faremo giocare molti e il mister è perfettamente d’accordo. Rispetto all’anno scorso abbiamo investito su giocatori di grande esperienza, che possano accelerare il percorso di crescita dei ragazzi. Abbiamo tre classe 2010 in rosa, tanti 2009 e un 2008. Insomma, ci sono tanti giovani da far crescere e questa non è solo una responsabilità del mister e dello staff, ma di tutta la società.”
SCANDOLA
COME TORNA RISPETTO A DUE ANNI FA E LE SCELTE SUL MERCATO: “Torno più maturo, con qualche capello bianco in più (ride, ndr). Alla Pro Sesto è stata un’esperienza importante che mi ha fatto crescere e che mi ha permesso anche di conoscere il mister. Abbiamo costruito una squadra che segue la linea dell’anno scorso. Ci sono tanti giovani che vogliamo valorizzare. Per quanto riguarda i nuovi arrivi, abbiamo fatto anche delle scelte umane: Banfi, Pedone e Polenghi portano con sé la mentalità di lavoro del mister, maturata negli ultimi mesi e nell’ultimo anno. Senza dimenticare Manicone, che era già con noi e che a gennaio avevamo lasciato partire, ritrovandolo qui oggi con grande piacere. Abbiamo poi inserito giocatori di categoria come Tomas, Ferrante, Tentoni e Bianchetti. Ho avuto la fortuna di trovare tanti giovani già sotto contratto e questo ha reso più semplice il lavoro sugli under. La vera fortuna è stata aver mantenuto negli anni i rapporti con tante persone: questo ha velocizzato tutte le dinamiche del lavoro quotidiano.”
SUL MERCATO: “Ci manca ancora poco: un secondo portiere e un under mancino, possibilmente in difesa, che stiamo cercando. In attacco la volontà è quella di aggiungere qualcuno se dovesse presentarsi un’opportunità. Vogliamo anche valutare i giovani, che sono molto bravi: Vitale, per esempio, è un giocatore importante per noi. Se dovesse capitare un’occasione di valore, che possa completare la squadra dal punto di vista delle caratteristiche, ci penseremo. Anche il girone potrebbe influenzare alcune scelte: aspetteremo questi sette-dieci giorni per capire dove saremo inseriti e, se servirà fare qualcosa, lo faremo. Chiaramente stuzzica l’idea di un girone con tutte le squadre varesotte. Vedremo. È normale che vogliamo disputare un campionato di alta classifica. L’obiettivo è riportare la Varesina a lottare per i primi posti. Il mio sogno è riprendere il cammino di due anni fa: sappiamo che non sarà facile, ma ci proveremo. Questo deve far parte del DNA della squadra.”
ANGELLOTTI
I PRIMI GIORNI DI LAVORO E LA SCELTA DI SPOSARE IL PROGETTO VARESINA: “È stato tutto molto semplice. Il rapporto con il direttore Scandola ha velocizzato il mio inserimento. Il primo incontro con tutta la famiglia Di Caro è stato molto piacevole, c’è stata subito empatia. Non ho mai avuto altri pensieri se non quello di venire qui: è un progetto serio ed è quello che cercavo dopo tanti anni trascorsi nello stesso posto. Questi primi tre giorni sono stati positivi anche perché metà della squadra la conoscevo già. Al di là di questo, la possibilità di creare un certo tipo di squadra e di spogliatoio è la cosa più importante. Guardiamo prima all’aspetto umano e poi a quello tecnico, valutando ciò che i ragazzi hanno fatto negli ultimi anni. Stiamo lavorando per accelerare la conoscenza reciproca, soprattutto tra i più grandi e i più giovani, che magari arrivano da una stagione più complicata. Speriamo che i senior riescano a trascinare tutti per fare grandi cose: è quello che ci aspettiamo.”
L’EREDITA’ DI SPILLI, PESO O OPPORTUNITA’? “La vedo come un’opportunità. Ricevere una scelta del genere dopo tanti anni significa che la società ripone fiducia in te. Cambiare dopo tredici anni non è semplice e scegliere una persona che possa dare continuità al lavoro svolto è ancora meno semplice. La vivo come una bella responsabilità. Mi fa piacere. Ho sempre visto Spilli come una persona che ha fatto cose importanti e lo prendo come esempio per quello che ha saputo costruire.”
SULLA SQUADRA CHE VEDREMO IN CAMPO: “Abbiamo costruito una squadra che, secondo le nostre idee, possa metterci nelle condizioni di stare nelle prime posizioni. È una squadra strutturata per giocare con il 4-2-3-1, propositiva, capace di dominare il gioco e di attaccare con equilibrio. Cercheremo di avere sempre il pallino del gioco, di non mollare mai fino alla fine e di fare in modo che tutti i ragazzi sappiano sempre cosa fare in campo. Non sono un allenatore che si fossilizza su un solo sistema di gioco: il periodo della stagione, le assenze, gli infortuni e gli avversari possono cambiare le carte in tavola, ma le idee sono molto chiare. Se riusciamo a creare un’identità comune, in cui tutti sanno cosa vogliono e cosa devono fare, allora la squadra lo percepisce.”
Parola, poi, ai giocatori, con tre di quelli che saranno chiamati ad essere protagonisti e guide della squadra, ossia Manicone, Tentoni e Banfi.
MANICONE
LA RIPARTENZA DOPO IL FINALE DELLA PASSATA STAGIONE CHE LO HA VISTO PROTAGONISTA: “È un po’ riduttivo parlare soltanto del singolo. Sono arrivato a gennaio e la squadra era in difficoltà. Sono stato contento di tornare: la società mi ha riaccolto benissimo e, quando si parte con questi presupposti, è tutto più facile, anche perché conoscevo già l’ambiente. Da lì fino all’ultima partita è stato un percorso impegnativo. Sapevamo quale fosse il nostro obiettivo e siamo riusciti a raggiungerlo. Ogni martedì ci trovavamo nello stanzino con il mister, che è sempre stato il primo a crederci e a trasmetterci la convinzione che salvarsi fosse possibile. Così è stato. È bello ripartire con una nuova stagione e nuove ambizioni qui alla Varesina, dopo un’annata difficile che ci ha aiutato a forgiare il nostro carattere.”
UN GIORNE CON TUTTE VARESOTTE: “Sarebbe sicuramente stimolante. Sappiamo cosa significa giocare un derby e, se ci saranno altre squadre della zona, affrontare queste partite sarà sempre molto stimolante.”
BANFI
LA SCELTA VARESINA: “Di sicuro avere due figure di riferimento come Scandola e Angellotti, con cui ho lavorato l’anno scorso, è stato importante, anche perché con loro ho realizzato il mio record di gol. Sapere che alla Varesina c’è un progetto importante mi ha stimolato molto a venire qui. Se sono arrivato è perché voglio fare qualcosa di importante. La società crede molto in questo progetto e questo mi ha convinto.”
SUI GIOVANI PRESENTI IN SQUADRA: “Vedo tanta potenzialità e voglia di lavorare. È bello lavorare con ragazzi che apprendono e mettono in pratica quello che gli insegni. I giovani sono importanti tanto quanto i giocatori più esperti.”
TENTONI
SUI PERCHE’ DELLA SCELTA: “Senza dubbio mi hanno convinto il progetto e l’ambizione della società. Sono ambizioso quanto loro e, quando si è presentata questa opportunità, l’ho colta con grande entusiasmo. Devo ringraziare il Varese perché per me è stato un anno di rilancio. Se oggi sono qui è anche grazie a loro, che mi hanno aiutato a rimettermi in gioco e mi hanno permesso di puntare a qualcosa di ancora più importante. Li ringrazio, ma adesso inizia un nuovo percorso. Qui c’è tutto per disputare un campionato di vertice e toglierci grandi soddisfazioni.”
VARESINA 2026-27
STAFF
Allenatore: Daniele Angellotti
Collaboratore tecnico: Gianni Garghentini
Responsabile area performance: Athos Trecroci
Preparatori atletici: Jacopo Luchi e Nicolò Carabelli
Preparatore dei portieri: Mario Vella
Massoterapista: Riccardo Martini
Medico: Fabrizio Mura
Osteopata: Davide Vuolo
Magazziniere: Orlando Merlin
ROSA
Portieri: Federico Di Gristina (2010, dall’U16 Elite); Lorenzo Maddalon (’08, confermato); Gabriele Re De Paolini (’09, dalla Juniores)
Difensori: Simone Azzali (’07, dal Crema); Fabrizio Ferrante (’95, dalla Casatese Merate); Filippo Martinoia (’08, confermato); Alessio Medina (’08, dalla Juniores); Riccardo Ornaghi (’07, fine prestito al Gozzano); Mirco Rettore (’04, dall’Oltrepò); Luka Tomas (’92, da L’Aquila)
Centrocampisti: Niccolò Nicora (’09, dall’U17 Elite) Alex Pedone (’94, dalla Pro Sesto); Alessandro Polenghi (’03, dalla Pro Sesto); Pietro Rizzolo (’10, dall’U17 Elite); Lucas Serraglia (’08, confermato); Tommaso Tentoni (’97, dal Varese)
Attaccanti: Stefano Banfi (’00, dalla Pro Sesto); Guillermo Busto (’95, dal Ligorna); Christian Bianchetti (’03); Josè Carlos Manuel Caleia (’08, dal Rangers U20); Alessandro Grassano (’09, dal Seguro U17); Matteo Grassi (’08, confermato); Carlo Manicone (’98, confermato); Paul David Okaleme (’09, dall’Aldini U17); Lorenzo Vitale (’10, dall’U16 Elite)
AMICHEVOLI
Sabato 1 agosto: Como Primavera – Varesina (Rovello Porro, ore 18.00)
Sabato 8 agosto: Varesina – Chiasso (Venegono Inferiore, orario da definire)
Giovedì 13 agosto: Varesina – Borgosesia (orario e luogo da definire
Alessandro Burin/Matteo Carraro



























