Per qualità e ambizione l’Azzurra Mozzate non poteva (non può) certo appartenere ai bassifondi della classifica del Girone V di Seconda Categoria. Tifosi, avversari e addetti ai lavori ne erano ben consapevoli, ragion per cui la scelta maturata da Fabio Bulzoni di fare un passo indietro non è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Da elogiare, comunque, il gesto di un tecnico che fin dal principio ha sempre avuto a cuore le sorti di questo gruppo e che tuttora è consapevole di come l’Azzurra mossa togliersi enormi soddisfazioni.

La squadra è passata dunque al suo vice Raffaele Izzo che, chiaramente, non ha portato stravolgimenti, ma quando si registra un avvicendamento in panchina i giocatori sono portati per natura a reagire. E la scossa è arrivata. Contro un Ardor in rampa di lancio, l’Azzurra Mozzate ha dimostrato il suo valore riuscendo a strappare la prima agognata vittoria stagionale. 1-2 al triplice fischio, tre punti che valgono l’attuale quota 5 dopo cinque giornate di campionato e che aprono soprattutto ad un cammino da percorrere con sorriso e fiducia.

“È stata una liberazione – ammette Marius Stefan Sava, difensore classe ’01 che (in attesa del rientro dall’infortunio di Mattia Tronu) sta indossando la fascia da capitano –. Abbiamo sempre lavorato bene, l’alchimia di gruppo non è mai venuta meno e, pur essendo una matricola, sapevamo che potevamo lasciare un segno in campionato. Abbiamo semplicemente continuato a credere in noi, siamo rimasti uniti e abbiamo conquistato un primo grande obiettivo; adesso, però, non è certo finita qui”.

Affrontavate un’Ardor in salute, reduce da una serie positiva, e voi venivate da giorni particolari: che partita è stata e come l’avete approcciata sul campo?
“Siamo scesi in campo con la ferma convinzione di dover fare bene, esattamente come cercavamo di fare anche nelle uscite precedenti, ma la vera differenza si è vista nell’atteggiamento: eravamo stanchi di non raccogliere punti e avevamo una voglia feroce di vincere. Abbiamo imposto la nostra impronta fin dai primi minuti con un ottimo approccio. Poi l’episodio del rigore parato dal nostro portiere a inizio gara ci ha dato una carica ulteriore per crederci fino in fondo”.

Come avete vissuto in spogliatoio la settimana di transizione e cosa vi ha detto mister Izzo?
“Il mister ci ha subito tolto pressione: ci ha detto che non dovevamo portarci dietro alcun peso domenicale, perché ogni partita ha una storia a sé e dovevamo solo continuare a lavorare come abbiamo sempre fatto. Ci ha ricordato che la voglia deve partire soprattutto da noi giocatori, perché lo staff prepara il piano in settimana, ma poi la differenza la fa chi scende sul terreno di gioco. Martedì ci siamo confrontati a lungo per assorbire la situazione, allenandoci per un’ora ma con grande intensità, grinta e determinazione, come se nulla fosse successo. Lo stesso spirito lo abbiamo replicato giovedì. Il gruppo è sano e ha reagito nel migliore dei modi”.

Ora il calendario propone una serie di incroci diretti: cosa vi ha dato tatticamente il nuovo assetto e dove potete arrivare?
“Il passaggio al nuovo modulo ci ha certamente agevolati, valorizzando le qualità tecniche della rosa: abbiamo più libertà di manovra e gli elementi offensivi possono esprimere maggiore fantasia e incisività. Da ieri sera abbiamo iniziato a studiare la prossima avversaria (il CAS Sacconago, ndr), preparando la gara nei dettagli come sempre. Vogliamo allontanarci in fretta dalla zona calda, ma la nostra ambizione non è fermarsi a una misera salvezza: quest’estate non siamo partiti con quell’idea, il traguardo reale è posizionarci stabilmente nella parte alta della graduatoria”.

Condividi la sensazione che la classifica attuale non rispecchi il reale valore del gruppo?
“Assolutamente sì, i bassifondi non ci appartengono e ritengo che diversi risultati delle prime giornate siano stati bugiardi. Rispetto tutte le formazioni affrontate e riconosco la forza di realtà come Vanzaghello e Cassano, ma il nostro livello tecnico non è inferiore a nessuno. Una tranquilla metà classifica ci spetta di diritto, ma con qualche sacrificio e la giusta costanza possiamo spingerci decisamente più in alto. È l’obiettivo che ci siamo prefissati a inizio stagione”.

Con l’infortunio di Tronu porti tu la fascia al braccio: che significato ha per te dopo oltre due anni in questa squadra?
“È un grande onore e una bella responsabilità. Tre stagioni fa avevo iniziato a Olgiate, ma per questioni di lavoro trovavo poco spazio; a gennaio, parlando con Riccardo Morena, sono approdato qui. La squadra allora era ultima in classifica, ma si vedeva subito che c’era una caratura tecnica ben diversa. Ho trovato un gruppo eccezionale sia dentro sia fuori dal rettangolo verde: la dimostrazione è che siamo rimasti praticamente lo stesso blocco unito fino a oggi conquistandoci il salto dalla Terza alla Seconda”.

A livello individuale hai già trovato anche la via del gol: qual è il tuo bilancio di questo avvio e cosa chiedi a te stesso?
“So che posso dare ancora di più rispetto a quanto mostrato finora, ed è anche la ragione per cui mister Izzo ha puntato forte su di me quest’anno. Al di là del rendimento difensivo, punto a dare un contributo costante sul piano del morale e della personalità: cerco di guidare i compagni da dietro, far sentire la mia voce e tenerli concentrati senza farsi innervosire. Anche nelle domeniche in cui la prestazione tecnica può essere meno brillante, la mia priorità resta dare la carica a tutti, lottare su ogni pallone e difendere con le unghie la nostra porta”.

Matteo Carraro

Articolo precedenteCampionato A2 di Ginnastica Ritmica: ottime prove per Polisportiva Varese e Kinesis. Virtus Gallarate di rincorsa
Articolo successivoBiagio accademico: Morrone MVP del settembre biancoblu

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui