Dalla gioia per la conquista della Coppa Italia al tetto del mondo nell’arco di una manciata di giorni. C’è una fortissima matrice varesotta dietro la storica impresa della Nazionale Italiana di baseball per ciechi e ipovedenti, che sabato 3 ottobre si è laureata Campione del Mondo sul diamante toscano di Castiglione della Pescaia, trionfando nella 3ª Blind Baseball International Cup targata WBSC.

Un cammino perfetto che ha visto protagonisti assoluti atleti, tecnici e dirigenti legati a doppio filo a Saronno e Malnate, capaci di spingere l’Italia verso la più dolce delle rivincite contro Cuba, riscattando la sconfitta patita nella finale di Londra 2024.

DALLA FESTA DEGLI HURRICANE AL SOGNO AZZURRO

La marcia verso l’oro iridato è partita subito dopo la vittoria in Coppa Italia da parte dei CISV Hurricane Saronno, accolti al rientro dal commovente “Tunnel dei vincitori” allestito dalle ragazze dell’Under 18 del Softball Saronno e celebrati dalle parole del presidente Massimo Rotondo. Pochi istanti per metabolizzare il successo e la punta di diamante degli Uragani, Fabio Trombini (classe 2006, ribattezzato lo “Squalo”), è salito sul treno della Nazionale.

La fase a gironi si è trasformata in una vera e propria prova di forza: l’Italia ha travolto Olanda (20-0), Chinese Taipei (8-0) e Pakistan (15-1). In semifinale, contro una solidissima Gran Bretagna trascinata dal fuoriclasse Matthew Cliff, gli azzurri si sono trovati sotto per 1-4 nella parte centrale dell’incontro. A quel punto è scattata la reazione: sospinta da una formidabile rimonta d’orgoglio e dall’entusiasmo della tifoseria, la compagine italiana ha ribaltato la situazione chiudendo sull’11-4 e staccando il biglietto per la finalissima.

A scaldare l’atmosfera sugli spalti toscani c’era una caldissima delegazione degli Hurricane CISV Saronno: papà e coach Trombini, mamma Simona e i compagni di club Sirio, Cammarota e Carubelli con lo striscione “Shark Attack”, attirando perfino la simpatia e le richieste di foto ricordo della delegazione di Taiwan. Fondamentale anche la perfetta intesa nello staff tecnico coordinato dal manager Marco Corazza: l’energia della mental coach messinese Emilia Ammirato, l’alternanza in pedana con Boscardi e soprattutto il lavoro millimetrico di Francesco Volo (Malnate), preziosissimo nel telecomandare le basi rubate dei corridori azzurri attraverso la guida sonora delle palette.

LA FINALISSIMA: CUBA AL TAPPETO PER 10-4

Nel match per il titolo, andato in scena alle ore 16.00, si è rinnovata la sfida contro i campioni in carica di Cuba. Una partita ad altissima tensione emotiva: i caraibici sono partiti forte sbloccando subito il punteggio, ma l’Italia ha risposto presente ribaltando lo score sul 3-1 con due eliminati a tabellone. Cuba ha piazzato un nuovo controsorpasso portandosi avanti sul 4-3, ma al quinto inning gli azzurri hanno scatenato il loro potenziale offensivo: con un formidabile big-inning da 5 punti l’Italia ha spaccato in due la contesa, blindando poi l’oro con altri due sigilli nella sesta ripresa per il definitivo 10-4.

TROMBINI ANCORA “TOP PROSPECT”: LA DEDICA DEL CAMPIONE

Il Mondiale di Fabio Trombini ha sfiorato la perfezione. Gettato nella mischia nei momenti di massima pressione, lo “Squalo” ha offerto una prova sontuosa sia in difesa (spaziando da esterno destro a terza base fino all’interbase, collezionando oltre 30 assistenze) sia nel box di battuta, trovando colpi profondi capaci di scavalcare il muro avversario. Nel corso delle premiazioni, accanto al riconoscimento di MVP andato all’ex compagno di club Danny Olivieri, Trombini è stato insignito a soli vent’anni – e per la seconda edizione consecutiva – del prestigioso premio come “Top Prospect”, miglior giovane del torneo internazionale.

Un talento cristallino accompagnato da una straordinaria umiltà. Ripercorrendo la battaglia della semifinale, lo stesso Trombini ha voluto rimarcare il peso del sostegno ricevuto da bordocampo: “Quando ci siamo trovati in affanno di fronte all’incredibile tenacia della Gran Bretagna, è stata la voce del nostro pubblico a scuoterci, dandoci la carica giusta per ritrovarci e ribaltare la partita“. A mente fredda, ancora travolto dall’adrenalina per il titolo mondiale appena conquistato, il giovane fuoriclasse ha poi voluto dedicare un pensiero sincero a tutta la famiglia degli Hurricane: “Ero letteralmente su un altro pianeta dopo aver raggiunto questo traguardo, ed è un immenso onore aver potuto dare il mio contributo a questo sport. Ma l’onore più grande resta quello di far parte della mia squadra, che mi ha supportato con un affetto incredibile sia dagli spalti che a distanza. In ogni giocata sul campo mi sono portato nel cuore il percorso fatto insieme: le difficoltà superate, i momenti più duri e le gioie che abbiamo conquistato giorno dopo giorno. Questo legame è stato fondamentale per spingermi fin qui: grazie davvero a tutti per aver tifato per me“.

Redazione

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