
A distanza di un mese esatto da quel 29 settembre che ha scosso l’ambiente biancoverde, il divorzio tra la Valceresio e Marco Zanetti è ormai un capitolo metabolizzato, ma che merita una lettura serena e costruttiva. Un esonero arrivato come un fulmine a ciel sereno, con la squadra (imbattuta tra amichevoli pre-season, campionato e Coppa), affidata prima ad interim a Christian Pellegrino e passata poi nelle mani di Antonio Quartodecimo, fresco del suo primo squillo vincente nella sfida infrasettimanale di Coppa Lombardia.
Oggi, smaltite le scorie dell’immediatezza, a parlare è proprio Marco Zanetti. Lo fa con la consueta schiettezza di chi mastica calcio da oltre quindici anni e vanta centinaia di panchine alle spalle, ma soprattutto con la totale trasparenza di un rapporto umano con i vertici societari rimasto immutato. “L’ho vissuta con grande serenità d’animo – racconta l’allenatore –, perché stavamo portando avanti un percorso tecnico, tattico e di crescita del gruppo assolutamente in linea con le aspettative. È normale che la modalità dell’esonero, arrivato via telefono poco prima dell’allenamento e senza un confronto preliminare a quattr’occhi, sul momento mi abbia lasciato perplesso“.
La quadratura del cerchio è arrivata nei giorni scorsi attraverso un faccia a faccia disteso e chiarificatore: “Giovedì scorso ci siamo seduti al tavolo per oltre due ore con Marchesi e Cantelmo: abbiamo parlato a lungo con la massima trasparenza, definendo ogni dettaglio e ribadendo una reciproca stima sincera e profonda. C’è un rispetto totale per la società e per i suoi dirigenti, persone splendide con cui mi sono trovato benissimo sin dal primo giorno. Credo che un confronto del genere sarebbe stato più utile se anticipato rispetto alla scelta definitiva, ma il calcio vive di dinamiche veloci. Nel nostro mestiere l’esonero fa parte del gioco: è capitato ad amici e colleghi ben più blasonati di me di essere sollevati dall’incarico persino da primi della classe. Sono tappe che ti completano e ti formano“.
Resta, inevitabilmente, l’analisi del contesto di campo in cui è maturata la frattura: “Trattandosi di un progetto completamente rifondato, con tanti volti nuovi, forse serviva un pizzico di pazienza in più nell’approfondire la situazione, soprattutto a fronte dei risultati positivi che stavano arrivando: in otto partite, considerando anche il pre-campionato, non avevamo mai perso. Quando arrivo in una piazza porto con me un bagaglio d’esperienza e una metodologia improntata sulla massima pretesa e sulla cultura del lavoro. In un gruppo giovane e assemblato da zero, può capitare che determinati ritmi o una certa mentalità non vengano subito metabolizzati da tutti o che qualcuno possa sentirsi inizialmente disorientato“.
Un percorso in cui la definizione degli orizzonti e la condivisione degli obiettivi rimangono basilari: “Per costruire basi solide all’interno di una nuova avventura è indispensabile il rispetto dei ruoli e una visione comune a 360 gradi, affinché la squadra riceva un unico messaggio chiaro e compatto. Se dopo un pareggio la mia lettura vede due punti persi mentre per altri si può parlare di buon punto, si crea inevitabilmente un disallineamento. Io pretendo tanto perché guardo lontano e già dopo i successi estivi avevo intravisto delle possibili insidie: ho espresso le mie perplessità a viso aperto, forse troppo, e forse la mia colpa è stata quella di anticipare i tempi“.
Nessun rimpianto o sassolino da togliere, comunque, nei confronti dello spogliatoio: “Ho allenato ragazzi encomiabili, che si sono sempre messi a disposizione con impegno. Penso a leader esperti come De Luca, con cui il rapporto è stato splendido fin dall’inizio contrariamente a certe voci infondate, o a elementi di spessore come Baldaro che mi hanno manifestato vicinanza anche dopo la separazione; anche gli altri ragazzi hanno sempre dimostrato massima disponibilità“.
Sulle prospettive stagionali nel Girone Z, Zanetti ha le idee chiare: “Vincere il campionato credo sia un traguardo difficile: vedo Valcuviana e Cantello davanti a tutte a giocarsi il primato, hanno qualcosa in più e se prendono il largo sarà dura riprenderle. Alla Valceresio ho pronosticato circa 45 punti: la rosa ha qualità e ampi margini per fare un’ottima stagione e attestarsi a ridosso delle prime posizioni“.
Chiusa la parentesi di Arcisate, lo sguardo è già rivolto al domani: “Guardo molte gare tra Piemonte e Lombardia e mi tengo costantemente aggiornato: sono alla finestra in attesa di un progetto stimolante. Nel frattempo porto avanti il mio percorso formativo: il prossimo traguardo a cui tengo particolarmente è l’iscrizione al corso per conseguire il patentino UEFA A“.
Matteo Carraro





























