Saper vincere dominando è una virtù per pochi, ma saper soffrire e difendere il bottino quando la vettura non risponde come dovrebbe è il marchio di fabbrica di chi punta al titolo. Sul selettivo asfalto del circuito “Ricardo Tormo” di Valencia, il penultimo round del TCR European Endurance si è rivelato un weekend all’insegna della strenua resistenza per Paolo Palanti. Al volante dell’Audi RS3 LMS TCR curata dal Team Casals Motorsport, in equipaggio con e Cristian Carinci, il pilota classe ’69 scuola ASD Living Kart di Maurizio Jeropoli ha stretto i denti di fronte a un passo gara inferiore a quello dei rivali diretti, chiudendo al quarto posto al termine di una trasferta complessa ma preziosissima per l’economia del campionato.

A tracciare un bilancio estremamente lucido e onesto dell’appuntamento spagnolo è lo stesso Paolo Palanti: “Tirando le somme a fine weekend, possiamo ritenerci soddisfatti: l’obiettivo prioritario era limitare i danni e ci siamo riusciti. Sin dalle prime sessioni non siamo riusciti a trovare la quadra sul piano della competitività pura, non eravamo abbastanza performanti. I primi due equipaggi hanno meritato ampiamente le posizioni di vertice perché avevano un passo nettamente superiore al nostro”.

Una mancanza di ritmo cronometrico a cui si sono sommati alcuni episodi sfavorevoli durante la prima manche. Un contatto in pista ha infatti innescato una pesante reazione a catena: penalità con annesso drive-through da scontare in pit lane e una sosta supplementare ai box per ripristinare una gomma danneggiata. Un imprevisto che ha scavato un solco incolmabile rispetto al treno di testa, precludendo l’assalto a quel podio che rappresentava la soglia massima raggiungibile in pista.

Una disamina che Palanti affronta senza cercare alibi: “Il terzo gradino del podio era assolutamente alla nostra portata, ma abbiamo commesso degli errori noi alla guida. In Gara1, soprattutto io, sono incappato in un contatto che ci è costato caro tra sanzione e rientro anticipato ai box per sistemare una ruota. Questo ci ha fatto scivolare al quarto posto con un distacco incolmabile dai primi tre. La verità è che non siamo riusciti a intervenire sulla vettura per farla andare più veloce: il nostro passo era quello e più di tanto non potevamo fare. Abbiamo perso una piazza reale dalla terza alla quarta per una nostra sbavatura, ma oltre il podio non saremmo comunque potuti andare”.

Nonostante le difficoltà tecniche riscontrate sui curvoni valenciani, la missione principale è stata centrata: la vetta della classifica generale del TCR European Endurance resta saldamente a portata del binomio Palanti-Carinci. Il verdetto finale per l’alloro continentale verrà emesso a metà novembre sul tracciato “Marco Simoncelli” di Misano Adriatico, teatro dell’ultimo e infuocato round stagionale caratterizzato dal coefficiente moltiplicatore di 1.5, pronto a rimescolare le carte e ad assegnare un punteggio pesantissimo a ogni piazzamento. La concentrazione si sposta dunque sull’appuntamento romagnolo, dove ogni minimo dettaglio farà la differenza:

“A livello di graduatoria siamo ancora lassù in testa – conclude Palanti –, con un nuovo pretendente al titolo che si è rifatto sotto. In realtà, arrivare a questo punto con un punto in più o in meno cambia poco: la resa dei conti sarà a Misano, dove il punteggio a coefficiente 1.5 farà tutta la differenza del mondo. Arriveremo al gran finale carichi, concentratissimi e pronti a giocarcela. L’avversario sarà tosto e giocherà praticamente in casa, considerando la profonda conoscenza della pista da parte del team che lo supporta. Se a Valencia non siamo riusciti a compiere il salto di qualità sul rendimento della macchina, da qui a metà novembre dovremo lavorare sodo per presentarci con un pacchetto competitivo e azzerare ogni errore. Siamo ancora primi e, viste le premesse del weekend, non potevamo chiedere di meglio”.

Calendario TCR European Endurance

VALLELUNGA (Italia): 17-19 aprile
SLOVAKIARING (Slovacchia): 5-7 giugno
VALENCIA (Spagna): 25-27 settembre
MISANO (Italia): 113-15 novembre

Matteo Carraro

Articolo precedenteLa “Top11 varesotta” del Girone D – Quando Chessa inventa, la Castellanzese vola. Impresa Solbiatese, Varesina out

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui