Si chiude con un quinto posto mondiale l’avventura della Nazionale italiana di basket 3×3 FISDIR in Thailandia dal 1° al 5 novembre. Un risultato che racconta solo in parte il valore di un’esperienza internazionale fatta di difficoltà, emozioni, reazioni e soprattutto crescita. Per il Vharese, però, questo Mondiale ha un significato ancora più speciale. Il motivo è semplice e straordinario allo stesso tempo: tutti e cinque gli atleti convocati per rappresentare l’Italia provenivano dalla società varesina. Omar, Julio, Vincenzo, Latif e Saliou hanno vestito la maglia azzurra portando con sé il lavoro, la passione e il percorso costruito quotidianamente all’interno del Vharese. Un motivo di enorme orgoglio per tutta la società che ha visto cinque dei propri ragazzi confrontarsi con alcune delle migliori realtà internazionali della pallacanestro inclusiva.

UN TORNEO INIZIATO IN SALITA, MA FINITO IN CRESCENDO. L’avventura mondiale non era iniziata nel migliore dei modi. Le prime due partite avevano evidenziato alcune difficoltà di adattamento al ritmo e all’intensità delle avversarie. Dopo la sconfitta di misura contro la Polonia per 16-13, era arrivata una seconda battuta d’arresto per 21-7. Un avvio complicato nel quale gli azzurri hanno dovuto fare i conti con l’aggressività degli avversari e con una precisione al tiro che ha spesso fatto la differenza. Il gruppo non si è arreso e, partita dopo partita, ha saputo trovare maggiore fiducia, intensità e consapevolezza dei propri mezzi. Ai quarti di finale è arrivata la sfida contro la Francia, una delle grandi favorite per la vittoria finale. L’Italia ha saputo rimanere in partita, cedendo soltanto per 11-7 e dimostrando di poter competere anche contro avversari di altissimo livello. La vera svolta è arrivata nella fase successiva con una splendida vittoria contro l’Australia Gold. Una prestazione di carattere e qualità: Omar si è reso protagonista di una prova straordinaria, Vincenzo ha fatto la differenza con due triple pesantissime, Julio si è confermato preziosissimo per equilibrio, generosità e spirito combattivo, mentre Latif ha dominato sotto canestro, impreziosendo la partita con una spettacolare schiacciata. Anche Saliou ha messo a disposizione della squadra atletismo ed energia, contribuendo a una prestazione collettiva di grande spessore. L’ultimo atto ha regalato un’altra grande soddisfazione: la vittoria contro la Polonia, proprio la nazionale che aveva superato gli azzurri nella gara d’esordio. Una rivincita sportiva importante, che ha permesso all’Italia di chiudere il Mondiale al quinto posto e, soprattutto, di certificare la crescita mostrata durante tutta la competizione.

TAVIAN: «ORGOGLIOSI DEI RAGAZZI, ORA CONTINUIAMO A SOGNARE». Grande la soddisfazione di Andrea Tavian, allenatore del Vharese, che ha seguito da vicino il percorso dei cinque atleti in questa esperienza mondiale. “Sono molto soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi. Non era scontato affrontare una competizione di questo livello e confrontarsi con nazionali così preparate. Abbiamo iniziato con qualche difficoltà, ma la cosa più bella è stata vedere la squadra crescere partita dopo partita, acquisire fiducia e riuscire a esprimere il proprio potenziale. La vittoria contro l’Australia e quella finale contro la Polonia sono state due grandi soddisfazioni, ma sono orgoglioso di tutti e cinque, perché ognuno ha dato il proprio contributo”.
Tavian sottolinea soprattutto il significato della presenza di un gruppo interamente proveniente dalla società varesina.
“Per il Vharese è motivo di enorme orgoglio aver portato cinque atleti su cinque in Nazionale. È il riconoscimento di un lavoro che parte da lontano e che coinvolge tanti ragazzi, tecnici e persone che credono in questo progetto. Tornare da un Mondiale con un quinto posto è importante, ma ancora più importante è l’esperienza che i ragazzi hanno vissuto e il bagaglio che porteranno con sé”.
Infine, uno sguardo al futuro e a un obiettivo che potrebbe rappresentare il prossimo grande traguardo.
“Mi auguro che questa esperienza possa essere un primo passo, un avvicinamento a un sogno ancora più grande: le Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Sappiamo che la strada è lunga e che c’è ancora tanto lavoro da fare, ma esperienze internazionali come questa servono proprio a crescere, a confrontarsi e a costruire ambizioni. Noi vogliamo continuare a lavorare per dare a questi ragazzi opportunità sempre più importanti”.

IL QUINTO POSTO È SOLO UN PUNTO DI PARTENZA. La Thailandia lascia in eredità un quinto posto mondiale, ma soprattutto un bagaglio di esperienza che sarà prezioso per il futuro. Cinque ragazzi, cinque atleti cresciuti nel Vharese, cinque storie che si sono intrecciate sotto la stessa maglia azzurra. Un risultato che premia il lavoro della società, dei tecnici, dei volontari e di tutte le persone che ogni giorno contribuiscono alla crescita di questo progetto sportivo. Il Mondiale si chiude, ma la voglia di migliorare e di inseguire nuovi traguardi rimane intatta. Per il Vharese la soddisfazione è enorme: non capita tutti i giorni di poter dire che cinque atleti su cinque della propria società hanno rappresentato l’Italia in una competizione mondiale. E adesso, con Los Angeles 2028 sullo sfondo, il sogno può continuare.

M.G.

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