
Dopo settimane di lavoro e test precampionato, il Rugby Varese è pronto a fare sul serio. Domenica 18 ottobre, alle 15.30, i biancorossi esordiranno nel campionato di Serie B affrontando il San Mauro, in una sfida che metterà subito alla prova la squadra.
Alla guida del gruppo c’è coach Musazzi, chiamato a raccogliere l’eredità di coach Mamo nel segno della continuità, senza rinunciare a introdurre nuovi elementi sul piano fisico e organizzativo. Tra il recupero di giocatori importanti, la crescita dell’intesa tra prima squadra e Cadetta e la valorizzazione dei giovani del territorio, il Varese si avvicina al via con fiducia e voglia di dimostrare il proprio valore.
Abbiamo fatto il punto con l’allenatore biancorosso sulla preparazione estiva, sull’identità della squadra e sugli obiettivi per la nuova stagione, a partire dall’impegno di domenica contro un avversario attrezzato.
Coach Musazzi, com’è andato questo periodo di lavoro?
“All’inizio abbiamo avuto qualche problema di presenze, ma poi il gruppo è cresciuto. Al torneo di Calvisano di sabato scorso abbiamo fatto molto bene, affrontando una squadra di alta classifica in Serie B e tenendo testa alla sua fisicità. Il risultato finale, 31-7, non rispecchia del tutto la partita che abbiamo disputato: abbiamo retto molto bene in difesa e siamo riusciti anche a realizzare una bella meta. L’ultimo test precampionato ci ha dato ulteriore fiducia. Stiamo inoltre recuperando alcuni giocatori rispetto alla passata stagione, come Pandozy, e il ritorno di figure esperte può fare la differenza”.
Che gruppo si sta creando?
“L’amalgama si sta formando molto bene. Siamo sempre una cinquantina di persone ad allenarsi, perché abbiamo unito gli allenamenti della prima squadra e della Cadetta, con l’obiettivo di avvicinare sempre di più quest’ultima al gruppo della Serie B. Per i ragazzi della Cadetta è sicuramente uno stimolo importante rispetto agli anni scorsi, quando erano molto più distanti dalla prima squadra. Sono davvero contento della coesione che si sta creando all’interno del gruppo”.
Cosa manterrà e cosa cambierà rispetto alla gestione di coach Mamo?
“Abbiamo scelto di dare continuità a molti aspetti del gioco. Il lavoro portato avanti in quattro anni da coach Mamo ha dato risultati positivi sul piano tecnico e non avrebbe avuto senso stravolgerlo, anche perché ho fatto parte del suo staff nelle ultime due stagioni. Abbiamo svolto un’estate di lavoro intensa, fermandoci soltanto per tre settimane. Abbiamo puntato molto sulla preparazione fisica per colmare il divario di fisicità nel reparto degli avanti, lavorando sulla forza e sulla corsa: sono aspetti sui quali è più difficile intervenire durante la stagione regolare. Parallelamente, abbiamo cercato di migliorare l’organizzazione complessiva della squadra”.
Qual è l’obiettivo realistico per questa stagione?
“Sinceramente, oggi è difficile dirlo. Sarà un campionato tutto da scoprire. Siamo una realtà locale, e questo è un aspetto positivo sotto diversi punti di vista: condivido la politica del club, che punta a valorizzare i giovani del territorio. Allo stesso tempo, ci troveremo di fronte squadre strutturate e di grande valore. Quello che posso assicurare è che venderemo cara la pelle. L’anno scorso abbiamo lasciato per strada alcune partite che, con maggiore aggressività, avremmo potuto vincere. Domenica affronteremo subito una squadra molto attrezzata, ma credo che quest’anno non ci siano avversari ingiocabili”.
Alessandro Burin


























