
Istinto e passione, una semplicissima domanda rivolta a mamma e papà, una scintilla che scatta in maniera naturale ed ecco servito l’inizio di un sogno. Vittoria De Wolf la corsa ce l’ha nel sangue. Metro dopo metro, ostacolo dopo ostacolo, la giovanissima e promettente atleta classe 2013 ha già scritto pagine importanti della sua fin qui breve carriera, ma ha ancora tantissimi traguardi da raggiungere. E tagliare il traguardo a braccia alzate, come fatto domenica ad Arcisate, non può che essere il modo migliore per farlo.
Il tutto è iniziato cinque anni fa, ed è la stessa Vittoria, con altrettanta spontaneità, a raccontarcelo con un sorriso: “Fin dalle primissime lezioni di educazione fisica mi sono accorta di essere davvero veloce. Amo correre, tutti me l’hanno sempre detto, e un giorno ho chiesto a mamma e papa se esistesse uno sport dove si potesse semplicemente correre. Mi hanno portata a fare una prova a Calcinate degli Origoni con il CUS Insubria da lì è cominciato tutto“.

Un percorso partito sotto la guida iniziale di Danilo Franzini, prima del passaggio tecnico fondamentale con Lorenzo Tagliabue (nella foto a destra) e Angelo Giardiello (ex grande specialista del mezzofondo e papà di Federico, fresco campione italiano U18 nei 1500m e negli 800m nonché detentore del record nazionale U18 proprio nei 1500) che ha accompagnato la giovane varesina alle prime gare di un certo livello: “Lorenzo e Angelo mi hanno trasmesso ancor più entusiasmo e voglia di allenarmi: ho iniziato subito con le campestri e ho cominciato a vincere fin dalle prime uscite“.
Insieme ai successi, però, ecco subentrare anche la gestione emotiva della competizione. “All’inizio non sentivo alcuna pressione, poi l’ansia è cresciuta sempre di più fino a toccare il culmine un paio d’anni fa: prima delle partenze scoppiavo a piangere perché non volevo più gareggiare – ammette Vittoria –, ma poi, appena cominciavo a correre, scaricavo tutto sulla pista. Adesso ho imparato a gestirla: c’è ancora un filo di inevitabile tensione, ma è quella giusta per restare concentrata. In questo mio papà è fondamentale: corre anche lui, mi capisce al volo e durante le gare trova sempre le parole giuste per tranquillizzarmi“.

Dalle categorie Esordienti (ESO 8 ed ESO 10) al salto tra le Ragazze, la struttura delle gare si è fatta via via più specifica e competitiva, aprendo le porte alle tre classiche per rappresentative provinciali in cui ogni comitato schiera i propri migliori talenti: il Trofeo Cortenova per la campestre, il Mi Teen su pista e il Trofeo Strade Lombarde su strada. Proprio ad Arcisate, domenica 1 novembre, Vittoria ha messo a segno una splendida perla vincendo tra le Ragazze 2013: “Le aspettative erano alte perché il livello generale è davvero competitivo. Due settimane prima al Mi Teen di Concorezzo, il 18 ottobre, ero inciampata: pur avendo rimontato non sono riuscita ad andare oltre al quinto posto, a pochissimi centesimi dal podio, e non nego che per me è stato un risultato insoddisfacente. Ad Arcisate ho ritrovato le stesse rivali ed è andata decisamente meglio: diciamo che mi sono presa una bellissima rivincita“. Un trionfo gestito, come sempre, con maturità anche nei momenti di fatica: “A volte all’inizio della gara vado subito in affanno con la respirazione, ma so che è un fatto mentale: più mi agito e peggio è, quindi cerco di calmarmi per ritrovare il mio ritmo“.

Il quartier generale resta la pista di Calcinate, dove il legame con la squadra del CUS Insubria è solidissimo: “Non essendo in molti è facile legarsi e fare gruppo. Della mia età ci sono le mie grandi amiche Zoe e Artemide, senza dimenticare Mattia, che è a sua volta davvero forte. Sono felicissima per Artemide perché con lei mi confronto sempre e ad Arcisate è andata molto bene chiudendo sesta: cerco sempre di incoraggiarla perché ha grandi qualità, ma fatica ancora a credere in sé stessa. Zoe sta passando un momento un po’ più difficile, ma anche lei ha qualità importanti. Essendo in pochi ci sosteniamo a vicenda, e durante le gare conosciamo ragazze di altre squadre con cui nascono bellissime amicizie che vanno oltre la rivalità sportiva“.
A gennaio Vittoria compirà un ulteriore salto qualitativo in avanti con il passaggio a Cadetta, categoria nella quale il livello di competitività e appeal delle gare s’impennerà. Fin qui la gavetta svolta le è servita per mettere benzina nelle gambe (e nella testa), ma soprattutto per prendere confidenza con le varie specialità (da settembre a febbraio spazio alle campestri su distanze di 1400 e 1600 metri, mentre in primavera ed estate spazio alla pista principalmente tra 1000metri e 60 ostacoli), in modo da essere pronta quando arriverà il momento di specializzarsi. “La corsa resta il mio punto di forza – specifica con decisione – anche se gli ostacoli mi piacciono molto. Il mio allenatore mi aveva persino proposto di provare il triathlon, ma preferisco concentrarmi sulla corsa pura. In futuro mi vedo nel mezzofondo, sulle distanze dei 1500 e dei 3000 metri, mentre non mi attirano le prove troppo lunghe“.

Il motivo? Molto semplice. Fra allenamenti intensi e compiti scolastici (“Coniugare scuola e sport? Dipende sempre da cosa c’è da studiare quel giorno!” scherza sorridendo), il suo punto di riferimento assoluto per Vittoria resta Nadia Battocletti: “L’ho incontrata alla Cinque Mulini e poi il giorno prima del Campaccio a una fiera dove c’era anche lei: le ho subito chiesto l’autografo e, proprio al Campaccio, l’ho vista correre dal vivo. Inutile dire che la seguo costantemente in tv: è il mio modello“.
Ora l’asticella è pronta ad alzarsi ulteriormente: “Presto arriveranno le scarpe chiodate: in primis mi auguro di non farmi male (sorride, ndr), ma il mio coach mi ha detto che spingerò molto di più, quindi spero di andare ancora più forte. E poi, con il passaggio tra i Cadetti, l’atletica inizierà a farsi davvero seria: punto a vincere anche fuori dalla mai regione“. I prossimi impegni sul taccuino sono già cerchiati in rosso: domenica 15 novembre ad Albizzate per il Campionato Provinciale e domenica 22 novembre il leggendario appuntamento con la Cinque Mulini a San Vittore Olona. Con le idee chiarissime su cosa chiedere al futuro: “Nelle gare provinciali riesco a vincere spesso, adesso voglio provare a vincere quelle di livello più alto. Il mio sogno più grande per quest’anno? Vincere la Cinque Mulini“. Determinazione, sorriso, talento puro e piedi per terra: la corsa di Vittoria De Wolf è appena cominciata.
Matteo Carraro























