
Un fulmine a ciel sereno squarcia la mattinata in casa Ardor Lazzate. Mavillo Gheller non è più l’allenatore della prima squadra gialloblù. La decisione della società brianzola arriva improvvisa, lasciando più di qualche punto interrogativo nell’ambiente calcistico lombardo e varesotto, soprattutto per le tempistiche e per i presupposti con cui si era aperta questa nuova stagione di Eccellenza.
Soltanto pochi mesi fa, il nome di Gheller era sulla bocca di tutti per un autentico capolavoro sportivo: subentrato in corsa con la squadra inchiodata all’ultimo posto della classifica, l’ex difensore del Varese era riuscito a ricompattare lo spogliatoio, inanellando una serie impressionante di risultati positivi fino a blindare la permanenza nella categoria senza passare dalla lotteria dei playout. Un vero e proprio miracolo calcistico, firmato da un tecnico capace di trasmettere carattere, identità e spirito di sacrificio a un gruppo che sembrava spacciato.
In estate, tuttavia, lo scenario è mutato radicalmente. Con una linea societaria votata a un evidente ridimensionamento economico e a un profondo rinnovamento, Gheller si è trovato a gestire una rosa estremamente corta, ringiovanita e privata di diverse pedine d’esperienza. Nelle prime tre uscite stagionali di campionato, il campo aveva restituito due pareggi e una sola sconfitta: un bottino di due punti che, seppur non brillante, rispecchiava le difficoltà fisiologiche di un cantiere ancora aperto e di un organico profondamente trasformato rispetto al passato.
La dirigenza ha però deciso di non concedere altro tempo all’allenatore, optando per il cambio immediato della guida tecnica. Nelle prossime ore verrà ufficializzato il nome del sostituto, ma resta la sensazione di un divorzio precoce e ingeneroso nei confronti di un tecnico che appena pochi mesi prima aveva compiuto un’impresa d’altri tempi.
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