Cinque punti in quattro giornate, un nono posto interlocutorio e una vetta distante sette lunghezze, occupata dal tandem di testa Pistoiese-Pro Patria che viaggia a punteggio pieno (e che, da pronostico, sta già provando la prima “fuga”). I primi 360 minuti di campionato collocano il Varese nell’esatto limbo della media classifica: una terra di mezzo in cui l’equilibrio è sottilissimo e dove basterà davvero poco per proiettarsi verso i quartieri nobili o, al contrario, scivolare bruscamente all’indietro.

Anche a pochi istanti dal fischio finale che ha sancito il primo trionfo in campionato dei biancorossi (0-3 al “Mannucci di Pontedera) Ciceri lo ha ribadito a più riprese: questo Varese ha le carte in regola per giocarsela alla pari con chiunque. Un concetto veritiero, a patto però che l’approccio mentale non conceda sconti. Se contro la Pro Sesto si è vista una squadra passiva e sottotono, la reazione caratteriale è emersa con forza nelle uscite successive: il prezioso pareggio strappato sul campo del Cittadella Modena (formazione di assoluto valore che, non ha caso, ieri si è imposta a domicilio sul campo del Lentigione) e la perentoria vittoria di ieri ne sono la riprova evidente. Quando la concentrazione resta feroce e la squadra rema unita, la qualità del gruppo biancorosso viene a galla.

DIFESA BLINDATA, REBUS OFFENSIVO

Il processo di crescita mostra già basi solide: la porta biancorossa è inviolata da 180′, segnale incoraggiante di un reparto arretrato che sta trovando la giusta chimica. Al centro, la coppia Molinari-Bruzzone affina l’intesa di gara in gara; tra i pali Mangano garantisce sicurezza e reattività sulle conclusioni ravvicinate (pur palesando qualche consueta incertezza nelle uscite aeree), mentre sulle corsie esterne i terzini garantiscono costante spinta offensiva senza trascurare le diagonali. In mediana c’è il giusto mix tra polmoni e geometrie, capace di schermare con efficacia la trequarti.

Il vero rebus, paradossale da sottolineare dopo un successo per 3-0, risiede invece nella fase offensiva. La domenica di Pontedera ha incoronato un sontuoso Matteo Barzotti, autore di una tripletta da bomber di razza, ma al di là degli acuti del classe ’92 la verve realizzativa della squadra fatica ancora ad accendersi con regolarità. Complice l’assenza per infortunio di Cogliati, gli automatismi negli ultimi sedici metri necessitano della scintilla definitiva per non rendere il reparto eccessivamente dipendente dai singoli.

ATTENTI ALLA “LAVATRICE”

C’è poi da contestualizzare il valore degli avversari: il Pontedera al momento chiude la classifica a quota zero punti, con una preoccupante media di tre reti al passivo a partita. Vero che lo 0-0 modenese dello scorso mercoledì è un attestato di un certo valore, ma bisogna considerare le parecchie assenze che aveva il Cittadella (su cui ci sentiamo di puntare una fiche per i piani alti); i veri banchi di prova per testare le reali ambizioni bosine, pertanto, saranno ben altri. A partire da domenica prossima al “Franco Ossola”, quando a Masnago scenderà un Lentigione ferito dal ko interno e voglioso di rivalsa. I tifosi attendono il primo squillo casalingo: in un Girone D che somiglia a una lavatrice (dove un turno favorevole ti spinge in orbita e un passo falso ti centrifuga verso il fondo) alzare l’asticella della continuità diventa un imperativo categorico.

Matteo Carraro

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