
Guardando la distinta del Cittiglio in occasione dell’11^ giornata del Girone X di Seconda Categoria è balzata all’occhio l’assenza di mister Dario Giussani in panchina. Il motivo? Inevitabile divorzio tra il tecnico classe ’64 e la società grigioblù. Scelta maturata dopo i cinque punti raccolti in dieci giornate: malgrado gli evidenti passi in avanti (e la sempre presente dose di sfortuna il cui zampino non può mancare) serviva una scossa motivazionale a tutto l’ambiente.
“In questi casi paga sempre l’allenatore – ci spiega il presidente Alessio Gardoni –, ma voglio sottolineare fin da subito che il cambio in panchina non è stato dettato da eventuali incomprensioni ma solo dalla necessità di provare a invertire il trend. Ho sempre ritenuto Dario un profilo fuori categoria e non ho problemi a ribadirlo tutt’ora: parliamo di un tecnico con un’esperienza clamorosa che, purtroppo, in questo caso ha fatto fatica a cimentarsi con una realtà di Seconda Categoria, anche perché sono sicuro che le sue idee avrebbero attecchito e dato frutti in campionati di livello più alto. Detto questo, lo ringrazio sentitamente per il percorso condiviso da agosto fino a settimana scorsa e non posso che fargli il mio più grande in bocca al lupo per il suo futuro”.
In panchina nella sconfitta contro l’Induno c’era il vice Paolo Contini che sarà il nuovo allenatore ad interim e il focus è già sulla prossima sfida casalinga contro il Gazzada Schianno in programma domenica 30 novembre. “Abbiamo voluto proseguire con una linea interna – aggiunge Gardoni – per dare continuità di progetto. In assenza di risultati è normale percepire un po’ di scoramento da parte di alcuni giocatori, soprattutto chi gioca meno. Già ieri, però, ho visto una gran bella reazione da parte di tutti e la sconfitta è stata assolutamente immeritata: almeno tre occasioni nitide, di cui una salvata clamorosamente sulla linea, e il gol del 2-2 inspiegabilmente annullato. Sono certo che ci rialzeremo: per domenica prossima avevamo già assenze preventivate, ma parecchi giocatori hanno disdetto i loro impegni pur di esserci. La strada è quella giusta”.
Matteo Carraro






























