Sempre per quella storia che ci sono una notizia buona e una cattiva. Partiamo da quella buona: la Pro Patria è viva e lotta con noi. Perché il successo nello spareggione con la Pergolettese (per quanto, di fatto, reso obbligatorio da circostanze e classifica), è un booster di fiducia che allontana (definitivamente?) gli spettri aleggiati recentemente sullo “Speroni”. E quella cattiva? Già, ci sarebbe anche il lato oscuro della forza. Beh, nel Black Friday di venerdì con la Triestina (ore 20.30, stadio “Rocco”), i biancoblu non avranno Mastroianni (fatto oggetto del quinto giallo stagionale) e (plausibilmente), anche Masi uscito sorretto a braccia al 51’ del match con il Pergo. Cioè, l’indiscutibile MVP tigrotto (un gol ogni 2 partite, 175’ per precisione statistica), e il teorico (causa fragilità fisica), Ministro della Difesa bustocco. Se sommiamo i due appena citati alle presenze a singhiozzo del play Schiavone, risulta chiaro come la 16^ con gli alabardati vedrà latitante quella che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere la dorsale tecnica di Leandro Greco. Nulla per cui disperarsi, sia chiaro. Assunto che le assenze rappresentano il denominatore comune del 2025/26 della Pro Patria. Certamente, un surplus di difficoltà contro la formale ultima della classe (l’Unione sarebbe 14^ a 15 punti senza la zavorra del meno 23). Ma l’inerzia sembra stia (lentamente) cambiando. Sarebbe indelicato non coglierne il flusso.            

Anvedi come segna Nando

Solo per i parziali. Ferdinando Mastroianni ha registrato sinora 7 reti (ed un assist) in 15 gare giocate (1.225’). Il suo primato personale è di 8 gol e 2 assist in 31 presenze (1.794’) a Latina 2 stagioni fa. Nella sua precedente esperienza bustocca si era fermato a 6 reti (tanto nel 2018/19 quanto nel 2019/20). Il maddalonese non ha mai centrato la doppia cifra tra i pro riuscendoci solo in Serie D all’Este (24 reti in 37 presenze nel 2015/16).         

Tre sul divano

Nelle prossime 3 giornate la Pro Patria affronterà 3 delle 4 squadre (con il Lumezzane) che hanno cambiato guida tecnica. Nell’ordine, Triestina (2 punti in 5 gare con Tesser dopo i 13 in 10 di Geppino Marino), Dolomiti Bellunesi (con Bonatti 7 punti in 6 partite con la sfida con l’Inter U23 da recuperare dopo 7 punti in 8 giornate con Zanini), e infine Arzignano che ha messo in panca da 3 turni Di Donato per Bianchini (i veneti hanno fatturato 7 punti nelle prime 4, altrettanti nelle successive 11). Cambiare paga? Al momento, no. Quantomeno, non ancora.

Presto che è tardi

A dispetto del pareggio con l’Union Brescia (1-1), il Vicenza consolida il primato portando a 9 le lunghezze di vantaggio sulla seconda Lecco che ha perso l’altra supersfida del Big Sunday con il Cittadella (0-1). I granata di Iori allungano la striscia positiva a 9 turni con 7 successi consecutivi. Ma il ritardo dalla vetta resta in doppia cifra (12 punti). Forse la rincorsa del Citta è partita un filino tardi.                          

Giovanni Castiglioni 
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)

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