
C’è una parola che accompagna il Varese mentre chiude il 2025: equilibrio. Tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, tra la solidità mostrata in campo e l’insoddisfazione che aleggia attorno alla classifica. Il successo sulla Lavagnese è quasi un manifesto dell’anno biancorosso: partita controllata, pochi rischi reali, tre punti portati a casa. Eppure mai davvero chiusa, mai rassicurante fino in fondo. Una costante che racconta sia i limiti sia i progressi di una squadra che sta crescendo, ma non ancora abbastanza da liberarsi di certe sofferenze inutili.
Il Varese di fine girone d’andata è senz’altro una squadra più matura di quella che aveva iniziato la stagione (e meno male): un percorso alternante (inizio top, crollo totale di prestazioni e risultati, ritorno a standard sufficienti) ha condotto ai 30 punti del giro di boa, un bottino che mister Ciceri giudica in maniera positiva soffermandosi proprio sulla crescita attraversata dalla sua squadra. Un cammino tutto sommato coerente con quelle che potevano essere le premesse iniziali. Il problema è che a Varese questo non basta perché lo sguardo finisce inevitabilmente lassù, a quel -11 dalla vetta che pesa più delle vittorie di misura.
La sensazione diffusa è una via di mezzo tra serena rassegnazione e frustrazione. C’è chi festeggia anche per la più ininfluente vittoria e chi storce il naso, c’è chi si gode i tre punti indipendentemente da come arrivano e chi si chiede perché ogni domenica debba sembrare una prova di resistenza. È il segno di una piazza ambiziosa, stanca della Serie D e poco incline all’autoassoluzione. Ma è anche il riflesso di un gruppo che, pur senza fare miracoli, sta provando a mettere basi credibili da coltivare. Il 2025 biancorosso si chiude così: con certezze consolidate, qualche rimpianto e una domanda aperta. Questo Varese può fare di più? La risposta è sì. Ma il salto passa da dettaglio tutt’altro che marginali: difesa impenetrabile e attacco sempre più cinico. Solo allora l’equilibrio (che si riflette anche nei numeri con 21 gol segnati e 21 subiti) potrà diventare slancio.
La squadra si godrà ora qualche giorno di riposo prima di tornare in campo dal 27 dicembre per preparare la prima del girone di ritorno, in programma domenica 4 gennaio alle ore 14.30 al Franco Ossola contro l’Imperia, senza dubbio la squadra più sorprendente in virtù del rendimento che sta avendo a fronte di quelle che erano le aspettative (e che sembrano essere gli orizzonti societari).
A referto
Palesi salterà Varese-Imperia dopo aver ricevuto la quinta ammonizione stagionale; tra i nerazzurri mancherà Francesco Del Bello che dovrà scontare la seconda giornata “per avere, a gioco in svolgimento, colpito un calciatore avversario con una gomitata al volto“. Tra i biancorossi resta in diffida Malinverno, mentre va a referto la terza ammonizione stagionale di Guerini che raggiunge Bertoni e Romero. Restano a quota due capitan Bruzzone, Marangon e Tentoni, mentre a uno ci sono Barzotti, Berbenni, Bugli, Qeros, Sovogui e mister Ciceri.
Up&down: la fotografia del campionato
Classifica praticamente immutata rispetto a una settimana fa: solo in coda c’è qualche avvicendamento che infiamma sempre più la lotta per non retrocedere. Davanti gerarchie sempre più definite: il girone di ritorno mescolerà le carte sul tavolo?
1. Vado (41) – Il Vado è meritatamente campione d’inverno e la NovaRomentin (travolta 6-0 la scorsa settimana) ha anche fatto il favore di rallentare il Ligorna (=)
2. Ligorna (38) – Passo falso che era difficile preventivare (=)
3. Chisola (34) – Vittoria di misura che garantisce continuità (=)
4. Sestri Levante (30) – Blitz a Sanremo che permette ai Corsari di restare in scia al podio (=)
5. Varese (30) – Da un rigore all’altro, ma questa volta senza beffa. Varese in coppia con il Sestri (=)
6. Saluzzo (29) – Anche i granata non mollano: vittoria di spessore a Tortona (=)
7. Derthona (23) – Prosegue la maledizione casalinga dei Leoni che cadono ancora tra le mura amiche (=)
8. Biellese (23) – Lotta ad armi pari contro la capolista, che ha però quel guizzo in più (=)
9. Imperia (21) – Le difficoltà extra campo non impediscono ai nerazzurri di continuare a stupire: pareggio non scontato con il Celle che, paradossalmente, lascia l’amaro in bocca (=)
10. Valenzana Mado (20) – I rossoblù danno del filo da torcere al Chisola che, però, alla fine la spunta (=)
11. Lavagnese (19) – I liguri tengono viva la speranza, ma all’Ossola manca il mordente giusto (=)
12. Celle Varazze (18) – Pareggio conquistato con determinazione malgrado il doppio passivo (=)
13. Gozzano (17) – Minimo sindacale a Cairo Montenotte: punto che vale un saltino in classifica (UP)
14. Sanremese (16) – I biancoazzurri lottano, ma il Sestri ne ha di più (DOWN)
15. Club Milano (16) – Dopo il pari con la Sanremese, la vittoria sull’Asti vale oro (UP)
16. Asti (16) – Crollo verticale dopo il trionfo di Varese, cambio in panchina inevitabile (DOWN)
17. Cairese (15) – Il pari non vale la salvezza: nel girone di ritorno servirà un cambio di passo (DOWN)
18. NovaRomentin (12)* – Il 6-0 con il Vado poteva sembrare la pietra tombale del campionato verdegranata; lo 0-0 con il Ligorna dice il contrario (=)
*= -1 di penalizzazione
Matteo Carraro


























