
Ci sono partite che valgono tre punti. E poi ce ne sono altre che valgono anni di storia, ricordi, legami. La sfida di sabato 10 gennaio alle 20:45, al palazzetto di via Gasparotto di Malnate tra Yaka Volley e ReS Volley Mozzate, rientra senza dubbio nella seconda categoria. Una gara di Serie B maschile, valida per la 12^ giornata di campionato, che mette di fronte due squadre di alta classifica, separate solamente da tre punti (sono 25 per i Ragazzacci che occupano la 3° posizione in classifica, contro i 22 dei comaschi in 6° piazza) e da una rivalità territoriale sana e sentita. Ma soprattutto, una partita che per Fabrizio Muselli, attuale libero classe ’95 di ReS, rappresenta molto più di una semplice sfida sportiva.

Muselli a Malnate non è stato solo un giocatore. È stato un ragazzo che è cresciuto, stagione dopo stagione, dentro quella palestra. Arrivato a 14 anni, dopo essere stato notato a un torneo giovanile quando ancora giocava alla P.G.S. San Carlo di Varese, in nove anni ha percorso tutta la strada possibile con la maglia nerofucsia: settore giovanile, Serie D, C, B2 e infine Serie B. Anni di lavoro, di sudore, di sconfitte e vittorie costruite una dopo l’altra. “Lo Yaka mi ha insegnato cosa significa stare in uno spogliatoio – racconta Muselli –: il rispetto, le regole, la fatica quotidiana. Eravamo una squadra di provincia che affrontava vere corazzate, ma con il lavoro in palestra i risultati sono arrivati”. Sabato, per la prima volta dopo tanto tempo, Fabrizio tornerà a Malnate da avversario in Serie B dei Ragazzacci. Non sarà un rientro qualunque. Sugli spalti e in campo ci saranno allenatori, dirigenti, ex compagni, persone che hanno segnato il suo percorso sportivo e umano. Emozioni difficili da ignorare, impossibili da cancellare.
Dall’altra parte della rete, però, non c’è solo il passato. C’è il presente solido e in continua crescita di ReS Volley Project, una realtà giovane (nata nel 2017) ma già capace di costruirsi un’identità forte. Una squadra che ha scritto una pagina importante la scorsa stagione conquistando la promozione ai Play-off in Serie B e che oggi, da neopromossa, si trova sesta in classifica, pienamente in corsa in un campionato cortissimo, equilibrato e imprevedibile, dove ogni dettaglio può fare la differenza. “Stiamo facendo qualcosa di bello – spiega Muselli –. L’obiettivo di questa stagione in Serie B è una salvezza tranquilla… ma ci siamo trovati lì, tra le prime. All’inizio non è stato semplice ritrovare il ritmo della categoria, ma il gruppo ha risposto bene”. Un gruppo che si conosce, che cresce, che ha trovato anche una spinta importante sugli spalti, con i Ribelli 1312 a colorare e sostenere il palazzetto di Mozzate.

A rendere la sfida ancora più speciale c’è anche l’intreccio di volti e percorsi comuni: alcuni dei giocatori oggi in maglia Yaka sono gli stessi che hanno condiviso il campo con Muselli: “Filippo Rodini, Riccardo Bilato e Mattia Roccatello sono i giocatori dell’attuale rosa di malnate che conosco meglio… e con cui ho condiviso tanto. Conosco bene anche Maranesi, perché suo padre mi ha allenato per un anno”; mentre diversi elementi di ReS Volley Project arrivano proprio dal vivaio di Malnate. Un incrocio di storie che racconta continuità, formazione e identità, e che trasforma la partita in qualcosa di più di un semplice confronto di classifica. E allora che partita sarà? “Non sarà mai una partita come le altre – ammette – ma cercheremo di viverla con equilibrio. L’emozione c’è, è inevitabile, ma alla fine deve parlare la pallavolo”. Favori del pronostico? “Forse Malnate, ma questo campionato insegna che puoi vincere o perdere contro chiunque… staremo a vedere”.
Sarà anche la prima gara dopo la pausa invernale, un’incognita in più, dove ritmo, lucidità ed equilibrio faranno la differenza. E sugli spalti, inevitabilmente, il clima sarà caldo, intenso, vero, come deve essere quando due società vicine si incontrano per qualcosa che conta davvero. Muselli lo sa bene, e lo dice con il sorriso di chi conosce quel palazzetto e il suo pubblico: « Al grandissimo Dante Casati, al comandante, e ai tifosi di Malnate vi chiedo, a nome mio e degli altri, di non fischiarci troppo (ride, n.d.r.)… e ai miei Ribelli non devo dire nulla, perché sono fantastici».

Parole che raccontano rispetto, appartenenza e passione, gli stessi valori che legano queste due realtà. “Qualunque cosa succeda, tornare qui fa effetto. Qui sono cresciuto come giocatore e come uomo”, aggiunge, senza retorica, ma con la sincerità di chi ha vissuto entrambi i lati della rete. E guardando un po’ più avanti, la porta di Malnate per Muselli non è davvero chiusa, semplicemente è rimasta socchiusa in un’altra forma. Un ritorno in campo appare difficile, perché “come giocatore penso di aver già dato”, ma l’idea di rivederlo un giorno in panchina o in un ruolo tecnico non è affatto da escludere. “Questo è l’ambiente che mi ha fatto crescere, non solo come atleta ma come uomo. Qui mi hanno insegnato il valore del lavoro e del rispetto”, racconta. Un legame che resta vivo, al di là delle stagioni e delle maglie indossate.
Sabato sera, in via Gasparotto, non ci sarà solo una partita di Serie B. Ci sarà un intreccio di storie, di passato e presente che si guardano negli occhi. E vinca chi saprà giocare meglio, con il cuore e con la testa.
Matteo Carcano
























