
L’attesa sta finalmente per terminare: stasera alle ore 20:00 lo stadio di San Siro, ribattezzato per l’occasione San Siro Olympic Stadium, ospiterà la cerimonia che inaugurerà la XXV edizione dei Giochi Olimpici invernali. Uno spettacolo, che accompagnerà la classica sfilata delle squadre, diretto da Marco Balich e che vedrà la presenza di grandi artisti internazionali: tra quelli già annunciati citiamo Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini e Pier Francesco Favino, ma potrebbero esserci ulteriori sorprese.
Quel che è ormai certo è che il braciere milanese verrà acceso da Alberto Tomba, tre volte campione olimpico nello sci alpino tra Calgary 1988 e Albertville 1992. In contemporanea anche Cortina d’Ampezzo avrà la sua parata, con gli atleti che sfileranno lungo Corso Italia, e l’accensione del braciere nella Perla delle Dolomiti da parte di Deborah Compagnoni, vincitrice di tre ori olimpici tra Albertville 1992, Lillehammer 1994 e Nagano 1998. I portabandiera azzurri saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino a Milano, Federica Brignone e Amos Mosaner a Cortina.
ASPETTATIVE AZZURRE
Da sabato 7 febbraio il programma di gare entrerà quindi nel vivo e la spedizione italiana si candida ad essere la più forte di sempre, puntando a sfondare il muro delle 20 medaglie conquistate a Lillehammer 1994. Calcolando che è aumentato il numero di gare e delle discipline, e senza dimenticare l’assenza di una potenza mondiale come la Russia, la squadra tricolore potrebbe anche superare quota 25 podi, mentre sarà ben più arduo superare l’asticella delle sette vittorie. Gli sport barometro del nostro medagliere saranno senza dubbio short track e biathlon: in entrambi arriviamo con grandi aspettative trascinati da campioni di assoluto spessore (Arianna Fontana e Pietro Sighel al Forum di Assago, Tommaso Giacomel, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer ad Anterselva), ma basta una caduta, una squalifica o un bersaglio mancato per vanificare una gara da protagonisti. Se tutto va secondo previsioni le due discipline potrebbero portare all’Italia anche un bottino di dieci o più medaglie, ma come detto sono discipline ad alta volatilità, per cui potenzialmente c’è anche il rischio di uno zero che sarebbe apocalittico.
Ottime aspettative sono poi riposte nello sci alpino, soprattutto dal settore velocità con Sofia Goggia che proverà a imporsi sull’Olimpia delle Tofane mentre Domink Paris e Giovanni Franzoni andranno a caccia del titolo sulla Stelvio di Bormio, senza dimenticare la combinata ed evitando di mettere troppa pressione a una Federica Brignone appena rientrata dal terribile infortunio subito la scorsa primavera. Nello sci di fondo, destinato ad essere terreno di caccia del fenomenale norvegese Klaebo, la squadra è in crescita e le maggiori speranze di medaglia sono riposte nella sprint a squadre e nella staffetta 4×7,5 km, ma anche altre gare potrebbero riservare piacevoli sorprese. Le maggiori aspettative però riguardano lo slalom gigante parallelo di snowboard alpino, specialità in cui lo squadrone azzurro ha conquistato 6 vittorie su 8 in questa stagione di Coppa del Mondo. Il veterano Roland Fischnaller e il campione del mondo Maurizio Bormolini sono i nomi più accreditati, ma medaglie potrebbero arrivare anche dal settore femminile con Caffont e Dalmasso, oppure dallo snowboard cross con Michela Moioli, sia in singolo che in coppia con Lorenzo Sommariva.
Occhi puntati anche sull’oval di Rho Fiera dove ci giochiamo carte pesanti nello speed skating: i campioni del mondo Davide Ghiotto e Andrea Giovannini vanno a caccia della gloria rispettivamente nelle gare “distance” e nella mass start, dove abbiamo speranze anche al femminile con Francesca Lollobrigida seppur non al meglio della condizione. Senza dimenticare la gara a inseguimento maschile in cui proveremo a far saltare il banco contro i favoritissimi Stati Uniti. Nel curling Stefania Costantini e Amos Mosaner sono imbattuti nel quadriennio e arrivano da favoriti, essendo i campioni olimpici e mondiali in carica. Anche lo sci alpinismo può iscriversi al medagliere, soprattutto con Giulia Murada nella sprint femminile, mentre nel freestyle paghiamo le incognite legate alle condizioni della rientrante Flora Tabanelli, campionessa di tutto lo scorso anno (Coppa del Mondo, mondiali e X-Games), ma anche il fratello Miro può provarci soprattutto nel Big Air.
Pure al nuovo budello di Cortina, lo Sliding Center Eugenio Monti, le opportunità di salire sul podio non mancheranno, in particolare nello slittino dove il Direttore Tecnico Armin Zoeggeler ha preparato l’appuntamento di casa con cura maniacale sacrificando la Coppa del Mondo. Qui a far saltare il banco potrebbe essere soprattutto Dominik Fischnaller nel singolo, ma non sarà facile battere il campione tedesco Loch. Chance anche nel bob a quattro col team Baumgartner e nello skeleton con Amedeo Bagnis. In tutte queste tre discipline saranno fondamentali anche le temperature, perché se dovessero essere pari o inferiori allo zero i materiali della squadra italiana dovrebbero rendere al meglio. Ad Assago andrà in scena lo spettacolo del pattinaggio di figura, dove le maggiori speranze sono riposte nel team event, anche se Sara Conti e Nicolò Macii possono provarci nelle coppie e Charlene Guignard e Marco Fabbri vorranno dire la loro nella danza. Poche o nulle le speranze di medaglia nella combinata nordica, nel salto con gli sci e nell’hockey su ghiaccio, ma a Milano l’attenzione sarà comunque altissima per il ritorno alle Olimpiadi dopo 12 anni dei campioni NHL e un duello USA-Canada che infiamma sia al maschile che al femminile. Chiudiamo con lo ski cross, dove abbiamo buone chances sia al maschile con Simone Deromedis, sia al femminile con Jole Galli.
IL CALENDARIO
Le date più importanti per gli appassionati italiani, da segnare con un circoletto rosso, saranno:
– domenica 8 (slalom gigante parallelo di snowboard maschile e femminile, discesa libera femminile di sci alpino, staffetta mista di biathlon, 5000 m maschili di pattinaggio di velocità, singolo maschile di slittino e team event nel pattinaggio di figura)
– mercoledì 11 (super-g maschile di sci alpino, 15 km individuale femminile di biathlon, doppi maschile e femminile di slittino, ice dance di pattinaggio di figura)
– giovedì 12 (super-g femminile, staffetta a squadre di slittino, 1000 m maschili di short track)
– venerdì 13 (10 km tecnica libera maschile di sci di fondo, snowboard cross femminile, 10 km sprint maschile di biathlon, 10000 m maschili di pattinaggio di velocità, singolo maschile di skeleton)
– domenica 15 (slalom gigante femminile di sci alpino, 12,5 km inseguimento maschile e 10 km inseguimento femminile di biathlon, staffetta 4×7,5 maschile di sci di fondo, snowboard cross a squadre, staffetta mista di skeleton)
– mercoledì 18 (sprint a squadre maschile di sci di fondo, staffetta 4×6 km femminile di biathlon, 500 m maschile e staffetta 3000 m femminile di short track)
– sabato 21 (ski cross maschile, mass start 12,5 km femminile di biathlon, mass start maschile e femminile di pattinaggio di velocità)
Le date invece più avare di soddisfazioni potrebbero essere:
– lunedì 9, dove ci affidiamo alla combinata maschile di sci alpino e a Flora Tabanelli nel Big Air;
– lunedì 16, in cui riponiamo le nostre speranze nei 1000 m femminili di short track e incrociamo le dita per Alex Vinatzer nello slalom speciale maschile di sci alpino;
– giovedì 19, con la sola Giulia Murada capace di muovere il nostro medagliere nella sprint femminile di sci alpinismo;
– domenica 22, dove dobbiamo fare il tifo soprattutto per team Baumgartner nel bob a quattro.
I PRIMI RISULTATI
Nel frattempo sono già cominciate le prime gare, con l’Italia già protagonista ieri sia nel curling misto che nell’hockey femminile. Andando in ordine cronologico, i primi a scendere sul ghiaccio sono stati i campioni olimpici e mondiali in carica Amos Mosaner e Stefania Costantini nel curling. In mattinata hanno spazzato via la Korea con un perentorio 8-4, risultato che non rende abbastanza giustizia al dominio azzurro emerso dal terzo end in avanti (8-2 al termine del sesto end). In serata invece è arrivato un inaspettato passo falso contro il Canada, una delle nazionali rivali per le medaglie: costato carissimo il parziale di 0-5 nel primo end, che la coppia azzurra non è più riuscita a recuperare cedendo 2-7 dopo sei end. Un passaggio a vuoto dovuto alla fatica di adattarsi a un ghiaccio risultato più lento di quanto si aspettassero i nostri rappresentanti. Sconfitta che non compromette nulla, ma deve far alzare il livello di attenzione per evitare che possa ripetersi nelle prossime sfide.
Nel mezzo, le ragazze di Eric Bouchard hanno illuminato la nuova Milano Santagiulia Ice Hockey Arena sconfiggendo 4-1 la Francia in rimonta e regalando all’Italia la prima storica vittoria alle Olimpiadi. L’obiettivo minimo di migliorare l’edizione di Torino 2006 è già stato quindi ampiamente raggiunto, ora l’asticella si alza perché Mattivi e compagne possono provare a centrare l’accesso ai quarti di finale battendo almeno una tra Svezia, Giappone e Germania. Al gol subito a metà del primo drittel per mano di De Serres, complice una sfortunata deviazione col gomito di Pierri che ha messo fuori causa Martina Fedel, le azzurre hanno reagito con decisione pareggiando dopo un solo minuto con Kayla Tutino, fredda nel finalizzare una bell’azione di Nadia Mattivi. Nel secondo tempo il sorpasso firmato da Rebecca Roccella, brava a punire una respinta di Philbert dopo un bel tiro di Kristin Della Rovere. All’alba del terzo drittel una magia di Matilde Fantin ha chiuso la partita, prima del poker siglato da Della Rovere che rende merito al dominio azzurro visto sul ghiaccio (46 tiri in porta a 15).
Alex Scotti



























