Varese ha avuto un ruolo di primo piano nel talk “Oltre la performance – Tecnologia e approccio multidisciplinare per una nuova idea di recupero e autonomia”, organizzato nell’ambito delle iniziative legate alle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 e moderato dalla giornalista Fausta Sbisà di Lombardia Notizie. Tra gli interventi più significativi quello di Daniela Colonna Preti, presidente della polisportiva POLHA-VARESE APD APS, storica realtà varesina che da oltre quarant’anni promuove lo sport come strumento di inclusione e crescita per le persone con disabilità. Colonna Preti ha sottolineato come lo sport vada oltre la dimensione agonistica: “Lo sport è un percorso di inclusione, autonomia e benessere psicologico, capace di offrire ai ragazzi opportunità concrete di partecipazione e crescita. La nostra attività dimostra ogni giorno che lo sport è una possibilità reale per tutti”.

A portare una testimonianza diretta è stato Gabriele Lanza, atleta della Nazionale italiana di Para Ice hockey, disciplina tra le più spettacolari degli sport paralimpici invernali. Lanza ha raccontato il proprio percorso personale e il ruolo fondamentale dello sport nel recupero dopo un grave incidente a 11 anni: “Per chi vive una disabilità l’autonomia è tutto. L’assistenzialismo ha un costo, mentre l’autonomia restituisce dignità e qualità della vita. Ricerca, tecnologia e sport possono davvero aiutare le persone a vivere una vita piena e attiva“.

Il talk ha riunito istituzioni, ricerca scientifica, industria biomedicale e mondo dello sport per discutere di come neuroscienze, tecnologia e innovazione stiano cambiando il concetto di recupero funzionale e di ritorno all’attività fisica. A introdurre l’incontro è stato Andrea Donnini, presidente della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), che ha evidenziato il ruolo della ricerca applicata allo sport. Particolarmente seguiti gli interventi tecnici. La dottoressa Caterina Lande, Product Marketing Manager – Lifetech di Theras, ha spiegato come la tecnologia possa intervenire sulla gestione del dolore: “Il dolore è un segnale di allarme del corpo. Quando diventa cronico può trasformarsi in una vera malattia e influire sulla vita quotidiana. La riduzione dell’attività fisica genera spesso un circolo vizioso che peggiora la qualità della vita. Oggi neuroscienze e tecnologie di neurostimolazione permettono di interrompere questo meccanismo e aiutano le persone a tornare a una vita attiva“.

Infine, Fred Morini, osteopata, fisioterapista e psicologo, già ciclista professionista e oggi membro dello staff della Nazionale italiana di ciclismo, ha evidenziato l’importanza crescente del monitoraggio continuo della vita dell’atleta, dentro e fuori dal campo, e dell’analisi dei dati per comprendere meglio il funzionamento del corpo e prevenire infortuni. Un incontro che ha unito sport, scienza e tecnologia, con Varese protagonista nella costruzione di nuovi modelli di inclusione e autonomia per tutti gli atleti, con un occhio particolare ai giovani e alle persone con disabilità.

Redazione

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