Terremoto, annunciato, in casa Pro Patria. Patrizia Testa ha confermato ufficialmente a IlBustese.it di aver rassegnato le dimissioni: “Seguirà la ratifica nel CdA, ma non è un abbandono: voglio mettere chi verrà dopo di me nelle migliori condizioni“.
La numero uno tigrotta, che ha ricevuto attestati di stima anche da presidenti di Serie A per i suoi 11 anni di gestione, non ha nascosto l’amarezza per le recenti contestazioni: “Hanno intaccato la mia moralità, valuterò come tutelarmi”.

Infine, un commento sull’approdo in Parlamento di Manuela Maffioli: “Persona coerente e di sani valori, ci accomuna il modo di operare per il bene della comunità”. Si chiude un’era per il calcio bustocco.

Le annunciate dimissioni di Patrizia Testa (saranno ufficiali solo alla ratifica del prossimo CDA tigrotto), racchiudono in sé la certificazione di un passaggio storico ed i segnali di una delicatissima transizione. Formalmente in carica dal 2016, l’attuale numero 1 della Pro Patria è dopo Carlo Marcora (1920/31) ed Enrico Candiani (1959/70), la Presidente più longeva dell’epopea biancoblu. Per un arco temporale che al netto di alcuni vuoti di sceneggiatura e di un biennio finale deficitario, è stato caratterizzato da stabilità e chiarezza di gestione. Oltre che da solidi risultati sul campo. Attestati che vanno riconosciuti proprio all’atto del passaggio di consegne. E che rendono le recenti contestazioni sgradevoli quantomeno nei toni. Se non già nella sostanza.

Ma cosa accadrà ora? L’interrogativo è ineludibile. E fa seguito alla domanda (fintamente ingenua), posta qui solo lunedì scorso. La mossa presidenziale anticipa un futuro che avrebbe dovuto materializzarsi solo a fine stagione. Ora, non è più tempo di rinvii. O di tatticismi. Chi finalizzerà il subentro (tutto porta all’attuale minoranza coagulata da Luca Bassi per una compagine societaria che potrebbe però essere ampliata, chissà, magari anche a Roberto Vender), dovrà anche intestarsi l’epilogo del Campionato in corso (retrocessione o clamoroso miracolo sportivo), e la programmazione del prossimo (plausibilmente in Serie D salvo scenari ad oggi improbabili). Sulla scorta del mortificante 1-4 di domenica con il Lecco, la squadra ha dimostrato di non essere a proprio agio (spericolato eufemismo), nei passaggi di potere. Non avendo fiducia nelle dimissioni altrui, la Testa ha messo sul tavolo le proprie. Per vedere l’effetto che fa tocca attendere qualche settimana.                                          

Giovanni Castiglioni

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