Diciannove vittorie consecutive. Basta questo numero per indicare la grandezza della stagione, in campionato, che sta portando avanti la Pallamano Cassano Magnago. La squadra guidata da coach Matteo Bellotti ha infatti scritto un nuovo record societario a livello di trionfi consecutivi nel massimo torneo nazionale maschile, un qualcosa di tanto incredibile ed inatteso quanto auspicabile per la qualità del lavoro che il club amaranto sta portando avanti.

Parliamo, infatti, di una squadra che nell’anno della consacrazione, arrivato dopo la vittoria del primo titolo seniores della società nella passata stagione (la Coppa Italia, ndr) era chiamata ad un salto di qualità cui non si è tirata indietro, anzi. 22 vittorie e sole due sconfitte in 24 gare giocate, 728 gol fatti a fronte di 593 subiti (miglior difesa del campionato finora, ndr) con una differenza reti di +135, la migliore della Serie A: numeri che descrivono più delle parole la portata della missione Scudetto degli amaranto.

A questo aggiungiamo un particolare non indifferente: la crescita è avvenuta nell’anno in cui gli sforzi sono raddoppiati, con gli amaranto impegnati anche con il ritorno in Europa dopo tanto tempo. Il capitolo Coppa Italia, con l’uscita prematura dalla competizione, è stato l’unico, per quanto doloroso, passaggio a vuoto avuto finora dalla squadra che però ha subito saputo rispondere presente alla chiamata ad una reazione che tutti si aspettavano.

Non è un caso, questo, così come il successo che sta avendo Cassano, che arriva da grande favorita ai prossimi playoff Scudetto con l’idea, ormai non più folle, di provare a scrivere un’impresa che li trasporterebbe dalla storia alla leggenda. Gli acquisti mirati di quest’estate infatti hanno allungato le rotazioni e le armi a disposizione di coach Bellotti, bravo dal canto suo, a trovare i giusti equilibri in una squadra esperta ma molto affamata che forse, visti anche gli addii già sicuri in estate di due totem come Ostling e Savini ed il possibile ricambio generazionale, che sarebbe anche fisiologico, sa di doversi e potersi giocare il giusto all-in in questa stagione che è già passata alla storia e che la conquista del tricolore, a fine anno, potrebbe rendere leggendaria.

Alessandro Burin

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