Il Torino Club di questi tempi è una costante altalena che va su e giù. L’alternanza vittorie/sconfitte che ha accompagnato l’ultimo mese abbondante trova parziale spiegazione nel livello delle avversarie affrontante, ma anche e soprattutto in una squadra che sta scoprendo passo dopo passo i propri limiti per andare a costruire qualcosa di grande sul medio-lungo periodo.

E, a tal proposito, performare anche quando non ci sono più obiettivi tangibili di classifica dimostra che la squadra di mister Curatolo ha imboccato la strada giusta. Con buona pace dei risultati. Certo, in un mondo in cui vincere o perdere fa tutta la differenza del mondo, spesso e volentieri le prestazioni passano in secondo (se non in terzo piano), ma il Torino Club si tiene stretti i complimenti sulla qualità del gioco offerto, la base su cui lavorare in vista della prossima stagione. E che qualche frutto inizia a dare, perché quando l’altalena va su e il risultato combacia con la prestazione allora sì che c’è leccarsi i baffi.

Il 4-2 sulla San Marco (in stagione solo il Cistellum era riuscito a segnare più di due gol ai bustocchi) la dice lunga sulle potenzialità dei granata che hanno trovato in Marco Cova Caiazzo un vero e proprio punto di riferimento. Il centrocampista classe ’01, assente domenica, ha sposato il progetto gallaratese la scora estate ricevendo subito la fascia da capitano e ha dato il suo contributo alla causa sia in campo che fuori: “Nelle ultime partite ci siamo sforzati di raggiungere al più presto la tranquillità di classifica necessaria per poterci divertire in questo finale di stagione. Purtroppo, troppo spesso ci è capitato di perdere punti negli ultimi minuti; peccato, perché con un filo di concretezza e accortezza in più avremmo potuto essere in ben altre posizioni di classifica”.

Per l’appunto, c’è stato un periodo a cavallo della sosta invernale in cui i risultati non arrivavano: lì forse è stata “compromessa” la vostra stagione?
“Nelle prime giornate del girone di ritorno abbiamo perso quei sette/otto punti che ci sarebbero serviti per restare attaccati al gruppo di testa; da lì siamo bene o male stati in linea con il rendimento delle big, pur inciampando qualche volta, e ricucire il gap è diventato impossibile. Va detto, comunque, che nel Girone Z ci sono davvero tante squadre attrezzate per stare al vertice e tenere un ritmo così costante per tutto il campionato è davvero complicato”.

Al netto di tutto, pur senza obiettivi di classifica (alias playoff) state mantenendo una soglia di rendimento medio-alta “rovinando” i piani di chi invece, in alto o in basso che sia, è nelle posizioni che scottano.
“Per rispondere devo fare una duplice premessa. In primis ci alleniamo e giochiamo in una struttura e su un campo che ci permette di giocare davvero, oltretutto con un mister che ha le idee chiare su ciò che vuole fare; e non è un caso che per tutta la stagione ci siano arrivati tanti complimenti sulla qualità del gioco offerto. Soprattutto, però, siamo qui per divertirci: tutti noi lavoriamo e se ci ritroviamo la sera per gli allenamenti uno dei motivi principali è proprio il divertimento, altrimenti staremmo a casa. Questi due fattori ci spongono a scendere in campo la domenica con sempre più voglia di fare bene, indipendentemente da chi affrontiamo”.

È evidente, però, che qualcosa sia mancato. Cosa?
“Concretezza. Spesso abbiamo prodotto tantissimo andando a perdere negli ultimi minuti punti che ci avrebbero fatto davvero comodo. Questa è una cosa che s’impara con l’esperienza: il Torino Club è tra le squadre più giovani del campionato, e alle volte questa cosa la paghi, soprattutto contro le big”.

Busto81 e Angerese le ultime due avversarie: aspettative?
“Proprio in virtù del discorso precedente, vogliamo affrontarle al massimo delle nostre possibilità: vogliamo dimostrare di non aver nulla da invidiare alle altre, oltretutto perché ce la siamo sempre giocata alla pari con chiunque. L’obiettivo è quello di arrivare più in alto possibile per toglierci la soddisfazione di arrivare ad un passo dalle prime e dimostrare che la base c’è, unita a una struttura solida che ci permetterà di essere ancor più protagonisti l’anno prossimo”.

Stai implicitamente confermando il tuo rinnovo al Torino Club?
“Non penso proprio di andarmene. Nel momento in cui la società mi ha contattato sono stato colpito da organizzazione e struttura, cosa che tante altre realtà ci invidiano; mi è subito sembrato un posto tranquillo, un ambiente serio fatto da gente per bene che ti permette di lavorare al massimo delle tue possibilità. Non mi aspettavo che mi chiedessero di indossare la fascia da capitano, ed è stato per me un onore farlo; sono pronto a ripagare la fiducia che mi è stata data perché ritengo davvero che qui ci siano le carte in regola per costruire qualcosa di importante”.

Soddisfatto della tua stagione?
“Sì, perché mi sono divertito e ho avuto la possibilità di togliermi parecchie soddisfazioni. Ma, lo ribadisco, io e i miei compagni siamo stati messi nelle condizioni per farlo. Tutti noi ci siamo trovati bene fin da subito e la stagione è stata abbastanza tranquilla: giocatori, staff e società si sono amalgamati al meglio e se coltiviamo quanto seminato, ripeto che potremo fare qualcosa di davvero importante”.

Testa al campionato, ma la domanda secca non può mancare: chi vincerà tra Samarate e Cistellum?
“Azzardo, dico Cistellum. Mi hanno fatto un’ottima impressione, mi sono sembrati il gruppo più solido di categoria e in due partite potrà succedere di tutto, anche perché il Samarate, altra squadra di ottimo livello, avrà un calendario davvero complicato”.

Matteo Carraro

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