Niente Nevada. E niente Teoria della Cospirazione. La Restricted Area è tutta in via Cà Bianca dove le trattative per la cessione del 51% delle quote di controllo della Pro Patria sarebbero (il condizionale più che d’obbligo, risulta salutare), più avanzate di quanto si possa ipotizzare. Tanto che sulla scrivania di Patrizia Testa potrebbero esserci le condizioni economiche per saldare il residuo della stagione in corso. Prima ancora che per programmare la prossima.

Insomma (salvo ognuno s’intende), entro breve, il club biancoblu dovrebbe accogliere una nuova governance con maggioranza (il 51% di cui sopra), nella disponibilità degli acquirenti e minoranza (il restante 49), in quella di Finnat Fiduciaria. Cioè di Luca Bassi, cui spetterebbe l’onere di gestire la parte finanziaria. Mentre quella sportiva sarebbe di stretta competenza del nuovo azionista. Messa così, sembra persino semplice. E non lo è (chiaramente), per nulla. Date le ragionevoli garanzie richieste da chi passa il testimone. Ma se la stella polare della gestione societaria sarà (come pare), la sostenibilità, tanto la prossima Serie D, quanto l’auspicabile rapido ritorno in Lega Pro andrebbero decisamente strette. Urge altro. Una visione di lungo termine. Prima ancora del grano. Serve The Young Pope. Una figura di rottura che guardi avanti recuperando storia e tradizione del club. Ricetta semplice. Per nulla banale.                             

Nudi alla Meda

Il sipario sulla stagione tigrotta è stato maledettamente coerente. Principio ironico sì, ma fino ad un certo punto. Ieri sera con il Renate prestazione neanche da buttare e sconfitta sulla sirena. Anche se il migliore in campo è stato Sala e i brianzoli hanno sciupato l’inverosimile (18 tiri, 8 nello specchio). Ma non stiamo a guardare i dettagli. Perché il tafazzismo è un’arte. Non certo roba da tutti. Per la Pro Patria il più che congruo finale di un’annata storicamente fallimentare. Parafrasando Churchill: potevano scegliere tra il disonore e la retrocessione, hanno scelto il disonore, avranno la retrocessione.     

Giovanni Castiglioni

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