
Sono già passate tre settimane dal triplice fischio conclusivo della regular season 2025/26 di Eccellenza. Se domenica scorsa si è chiuso il discorso playout, con la retrocessione di Mariano e Vigevano, prosegue tuttora la corsa alla Serie D che vede impegnata, nel nostro territorio, un’imperterrita Solbiatese. In attesa di conoscere gli ultimi verdetti, il pensiero torna alla seconda metà di stagione, che ha riservato non pochi cambiamenti (o addirittura stravolgimenti) rispetto alla situazione della sosta invernale. Ripercorriamo, allora, tra gioie e dolori, l’annata delle diciotto compagini del Girone A con il Pagellone finale della nostra redazione.
Arconatese 10
Sbarca in Serie D con tre giornate di anticipo, festeggiando meritatamente un traguardo su cui ha tenuto sempre puntato lo sguardo dalla prima giornata; anzi, da quella domenica di un anno fa che l’aveva condannata alla retrocessione. 42 i punti all’andata, 31 quelli al ritorno: nonostante un leggero rallentamento rispetto ai ritmi iniziali, domina a mani basse senza mai correre particolari rischi, coronando il sogno di un’intera piazza. Ciliegina sulla torna di un’annata straordinaria: mister Livieri e Dennis Scapinello premiati come miglior allenatore e Pallone d’Oro d’Eccellenza al Premio Varese Sport. Già D ritorno

Solbiatese 9
Unica squadra a non aver mai perso tra le proprie mura (cede solo alla penultima giornata nel derby con la Vergiatese, di fatto non al “Felice Chinetti” ma al “Mario Porta” di Vedano Olona), totalizza esattamente lo stesso numero di punti dell’andata, allungando sulle inseguitrici. Visto il distacco dalla capolista, tenta tutte le strade percorribili per arrivare a destinazione: il 6 gennaio alza al cielo la Coppa Italia Lombardia, vincendo a Seregno contro il Lemine Almenno; poi viene eliminata senza mai perdere nel girone a tre della fase nazionale. Con la prestazione contro il Saronno nella finale playoff ritrova la solidità dei momenti migliori e con questo spirito affronterà l’avventura degli spareggi nazionali. Il sogno continua

Vergiatese 8.5
La Cenerentola del girone, capace di ribaltare ogni genere di pronostico pre-campionato affermandosi in punta di piedi nella cerchia ristretta delle big. L’ottavo posto di metà dicembre è il trampolino di lancio per un girone di ritorno ancora più letale, valso un bottino di 28 punti, per un totale annuo di 52, record storico del club nella categoria. Gruppo che ha trovato nell’intesa in campo e nella voglia di rivalsa il motore per grandi cose, non solo lascia a secco avversari del calibro di Solbiatese e Saronno, ma sfiora anche la qualificazione ai playoff, sfumata al 90′ dell’ultima giornata al tonfo secco contro la traversa. Una fame insaziabile

Saronno 8
La rincorsa nella prima metà di stagione è una grande lezione per gli Amaretti, che a differenza di inizio campionato cominciano il girone di ritorno con un piglio più deciso. Di risultato positivo in risultato positivo, mettono pressione alle dirette avversarie, mantenendosi quasi sempre in zona playoff. Decisivo, in tal senso, lo sprint finale che con tre vittorie su tre vale il quarto posto. Vincenti a Caronno Pertusella nel primo turno dei playoff, devono poi arrendersi davanti a una monumentale Solbiatese. Applausi meritati

Caronnese 7.5
Miglior difesa del girone, è anche la squadra più incisiva fuori casa, dove totalizza 12 vittorie sulle 17 partite a disposizione. Più difficoltoso, invece, il cammino tra le proprie mura, dove la somma di pareggi (7) e sconfitte (6) è stata tre volte superiore a quella dei successi. L’ultimo k.o. nel derby playoff interrompe prematuramente un post-season che i rossoblù avrebbero voluto vivere fino in fondo come lo scorso anno. Il terzo posto, comunque, non può essere un caso. Anche quest’anno la truppa di Ferri si riconferma tra le squadre più attrezzate. Croce e delizia

Legnano 7.5
Il terzo posto di fine girone di andata aveva fatto coltivare grandi speranze in casa dei Lilla. Tuttavia, al filotto di vittorie realizzate tra novembre e dicembre segue una seconda parte di stagione condita da troppi pareggi per una squadra che punta a zone di vertice. Approfittando dei passi falsi delle concorrenti, riescono comunque a sostare in quarta posizione per gran parte del girone di ritorno, scivolando poi fuori dalla forbice di punti proprio nelle ultime giornate, quando il trittico di una sconfitta e due pareggi manda in fumo i suoi piani. Il primo degli esclusi

Besnatese 7
Missione salvezza compiuta al primo anno in Eccellenza della sua storia. Dopo il sesto posto a quota 25 punti di fine girone di andata, da gennaio ad aprile affronta qualche difficoltà in più, complice anche la partenza di qualche pedina importante. Eppure il Biscione si rimbocca le maniche e continua a faticare, domenica dopo domenica, senza perdere lucidità quando si trova risucchiato in zona playout e il terreno inizia a tremare sotto i piedi. Poi, all’ultima occasione disponibile, si aggrappa con le unghie alla categoria dimostrando ancora una volta di poter appartenere a questa dimensione. In viaggio insieme

Lentatese 7
La sua cifra stilistica è l’equilibrio: 22 punti all’andata, 22 punti al ritorno, per un totale di 44 che la colloca in ottava posizione, con un discreto margine sulle acque turbolente della lotta salvezza, raggiunta con qualche giornata di anticipo. Con un rendimento abbastanza simile in casa e trasferta, subisce qualche intoppo cadendo anche pesantemente, ma riesce sempre a rimediare e rialzarsi senza perdere di vista l’obiettivo. Moto rettilineo uniforme

Rhodense 7
L’obiettivo playoff resta inaccessibile per la formazione orange che, pur migliorando lo score del girone di andata, conclude in settima posizione. Secondo miglior attacco del girone, è principalmente trascinata dall’accoppiata Giangaspero-Mancosu, autrice di 36 reti. Dopo un avvio di girone di ritorno a bocca asciutta, resta poi imbattuta per otto giornate consecutive. Nel complesso, però, le dieci sconfitte riportate da inizio anno finiscono per pesare sul bilancio di una squadra ben attrezzata a cui sarebbe basato solo qualche punto in più per riassaporare l’ebbrezza del post-season. Con un po’ di amaro in bocca

Arcellasco Città di Erba 6.5
Si dice che il girone di ritorno sia un campionato a sé. A darne conferma c’è anche l’Arcellasco Città di Erba, capace di passare dal quartultimo all’undicesimo posto grazie a una lenta ma inesorabile risalita, iniziata in realtà a fine febbraio. Da allora, sei vittorie in nove partite per i biancorossi, che superano squadre di ogni fascia di classifica, da Vergiatese e Rhodense alle dirette concorrenti per la salvezza. Festeggia la propria all’ultima giornata, terminando statisticamente la stagione con il titolo di squadra nel miglior momento di forma (a braccetto con il Saronno). Uno scatto da centometrista

Ardor Lazzate 6.5
Recupera alla grande il 4.5 del nostro pagellone di andata disputando una seconda metà di campionato con numeri da prima della classe. Dopo il magrissimo bottino di 10 punti delle prime diciassette giornate, anziché sprofondare – verrebbe quasi da dire “comprensibilmente” – nella disperazione, trova nella guida del subentrato mister Gheller gli stimoli giusti per cambiare mentalità. Surfando su altissimi cavalloni senza mai finire sott’acqua, inanella una lunga serie di risultati positivi, incappando in appena quattro sconfitte in altrettanti mesi, fino a piazzarsi esattamente a metà classifica. Una scalata memorabile

Vis Nova Giussano 6.5
Una manciata di punti in meno rispetto al girone di andata è sufficiente a mandare all’aria i piani di salvezza diretta. E così i brianzoli sono costretti a prolungare la stagione con il doppio appuntamento da dentro o fuori contro il Vigevano, affrontato e superato con la mentalità di una squadra operaia che lotta e lavora senza perdere il sorriso. Con l’età media dei suoi componenti tra le più basse del girone, e nonostante le molteplici insidie di questo campionato, fa registrare risultati sorprendenti come le vittorie contro Vergiatese e Arconatese e i due pareggi contro il Saronno. Non perde la bussola

Magenta 6
In netta ripresa sul finale del 2025, inizia l’anno nuovo con il piede giusto, dando continuità al momento di forma che l’aveva risollevata dalla right side portandola a ridosso della zona playoff. Con febbraio, però, sopraggiunge un periodo di magra destinato a durare 12 lunghe giornate e caratterizzato da sei sconfitte di fila seguite da altrettanti pareggi. Un trend del genere avrebbe potuto scoraggiare chiunque; eppure, proprio all’ultima giornata, nello scontro decisivo con il Vis Nova Giussano, l’Aquila torna a volare e con un gol in pieno recupero spedisce gli avversari ai playout. Suda sette camicie

Sedriano 6
Una piazza abituata al brivido e alle emozioni forti. Terzultimo posto a fine 2025, qualche segnale di ripresa a inizio 2026, poi una crisi durata un mese e mezzo e costata il crollo in ultima posizione. Quando ormai sembrano spacciati, ecco che i biancoazzurri mettono la freccia e si piazzano in corsia di sorpasso, scampando alla retrocessione diretta con un trittico di risultati sorprendenti che li vedono primeggiare su Magenta e Solbiatese e impattare con il Legnano. Per il secondo anno consecutivo, si giocano la carta playout in maniera impeccabile, riconfermandosi ancora una volta tra le compagini di Eccellenza. Il coraggio di crederci fino in fondo

Mariano 5.5
Un cammino altalenante di una squadra da luci ombre che, se da un lato è capace di fermare avversari come Caronnese e Legnano, dall’altro pecca di poca concretezza negli scontri diretti della sua zona di classifica. E così, con 20 punti all’andata e 19 al ritorno, non riesce a scollarsi da quel tredicesimo posto che le costa un biglietto di sola andata per i playout contro un rinvigorito Sedriano. Torna in Promozione dopo due anni di Eccellenza e, vista la sua storia recente, potremmo anche aspettarci di rivederli presto nella categoria. Un epilogo infelice

Vigevano 5.5
Dà battaglia con tutti i mezzi a propria disposizione, ma il salto di categoria si fa comunque sentire. In casa ha statistiche da left side (26 punti), in trasferta annaspa e in diciassette giornate riesce a espugnare solo il comunale di Sedriano. Sebbene nel girone di ritorno conquisti oltre il 60% di punti in più, lo score del girone di andata (14 punti) si rivela troppo deficitario per tentare l’impresa. Soccombe a quindici minuti dal triplice fischio del ritorno dei playout, ritornando nel mondo Promozione da cui spiccava il volo appena undici mesi fa. Toccata e fuga

Altabrianza Tavernerio 5
Insieme al Vigevano è la squadra con meno gol all’attivo del girone. Se i 18 punti dell’andata l’avevano collocata in zona playout, i 15 del ritorno la fanno precipitare in penultima posizione, sancendo il suo addio alla categoria. Troppo sporadici, durante l’anno, i risultati d’impatto: le X contro Caronnese e Solbiatese o la larga vittoria contro il Legnano sono solo fugaci meteore in una notte oscura. Dopo aver bazzicato per tutto l’anno nei piani bassi, è con le ultime tre sconfitte che deve rinunciare a ogni speranza di rimonta. Paga il dazio della discontinuità

Sestese 5
Una stagione che prende una piega diversa dalle aspettative. Riscattata la falsa partenza di settembre con nove giornate di imbattibilità e la conseguente uscita dalla zona arancione, nel girone di ritorno i biancoazzurri faticano a trovare la chiave per dare continuità e centrano solo due volte i tre punti, contro il Sedriano a febbraio e contro l’Ardor Lazzate ad aprile, nel momento più delicato, con una prova di forza che tiene accese le speranze di salvezza. Ancora in gioco fino all’ultimo per un posto nei playout, cadono nel derby da dentro o fuori con la Besnatese. Era il 2002 quando il club prendeva congedo dalla Promozione, categoria in cui vorrà sicuramente sostare il minor tempo possibile. La ruota della sfortuna
Silvia Alabardi


























