
La stagione del Varese si chiude con la sconfitta per 5-3 nella finale playoff di Genova contro la bestia nera Ligorna. Partita per certi versi specchio della stagione che lascia i biancorossi con una nota amara e a effettuare un primo bilancio è il direttore sportivo Alessio Battaglino: “Non è stata la finale che volevamo disputare, ma il Ligorna ha dimostrato durante tutta la stagione di essere più forte di noi. Dispiace soprattutto perché molti dei gol subiti sono nati da errori nostri, anche se va dato grande merito agli avversari. La reazione del secondo tempo però ce la teniamo stretta, perché sotto di quattro reti non era semplice rialzarsi e la squadra ha comunque trovato energie e orgoglio per provare a riaprire la partita. Il bilancio della stagione, per quanto mi riguarda, resta positivo: arrivare alla finale playoff non è mai scontato. È chiaro che a Varese ci sia sempre l’aspettativa di stare davanti e vincere, quindi capisco anche la delusione dell’ambiente. Credo però che questa squadra abbia costruito basi importanti per il futuro. Abbiamo attraversato quasi due mesi con tantissime assenze per infortuni, soprattutto traumatici, ma il gruppo è rimasto unito e compatto. Questa crescita, da parte della squadra, dello staff e dell’ambiente in generale, può aiutarci a migliorare ancora e a ripartire con maggiore consapevolezza”.
Alle parole del direttore sportivo (già confermato in biancorosso) fanno eco quelle di mister Andrea Ciceri, il cui futuro è ancora da definire: “Bisogna rendere merito al Ligorna, che ha dimostrato di essere una squadra forte e di meritare questa vittoria. Noi abbiamo provato a fare una gara coraggiosa, andando a prenderli uomo contro uomo pur sapendo di poterci esporre. Nel primo tempo hanno capitalizzato tantissimo, forse anche troppo rispetto a quanto visto, mentre diversi gol sono nati da nostri errori. Nonostante il rischio di crollare dopo l’intervallo, la squadra ha reagito con orgoglio, ha riaperto la partita e ha cercato fino all’ultimo di onorare la maglia e il campionato. È questo l’aspetto che mi rende più orgoglioso. Il bilancio della stagione lo faranno gli altri, ma io posso dire di aver allenato un gruppo straordinario, che non mi ha mai creato problemi e che ha sempre lavorato con professionalità, passione e senso di appartenenza. A Varese esiste solo l’obiettivo di vincere, ma questa stagione ci ha lasciato crescita ed esperienza. Futuro? Non lo so, però posso dire che qui si può lavorare bene e fare calcio in modo serio”.
Matteo Carraro























