Il viaggio di Gino Gramaglia nel Rugby Varese prende un’altra piega ma è tutt’altro che concluso. Infatti, dopo aver allenato la seconda squadra del Varese nell’ultimo campionato di Serie C, il tecnico italo-uruguaiano si avvarrà del cambio limite di età imposto dal CONI per tornare ad allenarsi e, chissà, giocare. Fino ad ora il limite era fissato ai 42 anni per i giocatori di rugby, ma con le nuove regole un rugbista potrà appendere le scarpe al chiodo un po’ più in là, se vuole, fino ai 48 anni. Nel corso degli anni Gramaglia ha giocato, allenato le giovanili e anche la seconda squadra del Varese, ma ora ha scelto di cambiare veste e tornare ad essere parte del gruppo squadra. Questa stagione Gino ha condotto con determinazione la Serie C de Varese, portandola a vincere ben sette partite, un numero importante e che il neo tecnico della seconda squadra Riccardo Torri proverà a superare. Quel che è certo è che la storia ovale di Gino non finisce qui, di sicuro tornerà ad allenarsi e poi si vedrà, come ha ribadito lui stesso.

“Quella appena conclusa è stata una stagione lunga e altalenante – spiega Gramaglia -, ma nell’ultima parte siamo andati bene e abbiamo chiuso il nostro campionato in crescendo. Fino a novembre avevamo qualche innesto dalla Serie B, poi iniziando ad avere qualche infortunio di troppo la prima squadra giustamente ha attinto dalla seconda e ne abbiamo risentito a livello di qualità ed esperienza. Quindi l’inizio non è stato facile, abbiamo vinto contro l’Union del Garda ma poi sono arrivate sconfitte pesanti come a Botticino. La presenza agli allenamenti è calata e era una situazione difficile a livello morale. Anche l’under 18 ha subito vari infortuni, in generale avrebbero dovuto giocare di più con noi”.

“La svolta? È arrivata quando ci siamo parlati tra di noi – prosegue -, giocatori e allenatori e i giocatori tra di loro, ci siamo semplicemente chiesti cosa volevamo fare. La squadra ha risposto presente, si è rimboccata le maniche e ha cambiato passo. Avere un capitano come Giordano Taverna è stato fondamentale per tenere unito il gruppo. Abbiamo cambiato atteggiamento e alzato il livello di appartenenza alla squadra. Cosa è successo dopo? Sono arrivati i risultati. La vittoria contro Delebio e altre fino a quella contro Piacenza che credo sia stata la più bella nel complesso, abbiamo alzato il livello e acquisito consapevolezza”.

“La prossima stagione? Tornerò ad allenarmi e mi fa molto piacere. Giocare? Non c’è bisogno di me, magari farò una comparsata, vedremo cosa succede ma al momento penso solo a tornare in campo e correre coi miei compagni di squadra. Il nuovo staff? È molto competente e sono certo che farà un bel lavoro. Sicuramente vedranno che di affiatamento ce n’è di più in seconda squadra, non a caso le volte in cui i giocatori della prima sono venuti a giocare con noi hanno avvertito un clima molto più disteso e meno conflittuale – conclude -. Per la crescita del club invece bisogna fare un cambio di passo su tutti i fronti, non solo in campo”. 

Stefano Sessarego

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