L’atto di fede rispetto agli sviluppi della transizione societaria richiesto alla stampa dall’Avvocato Rosanna Zema sabato 13 giugno a margine della presentazione del neo DS Giovanni Giovanditti ha ormai valicato i confini del ragionevole. Perché se davvero la (ex?!) minoranza biancoblu rappresentata da Luca Bassi ha esercitato attraverso Finnat Fiduciaria il diritto di prelazione riguardo all’offerta che Patrizia Testa ha ricevuto da Giancarlo Travagin, beh, a naso, il passaggio del pacchetto di maggioranza avrebbe già dovuto essere certificato.

Pur non conoscendo lo statuto del club e le tempistiche tecniche dell’esercizio dell’opzione di cui sopra, l’approssimarsi dei termini per l’iscrizione alla Serie D 2026/27 (dal 4 al 10 luglio), non lascia particolari spazi di manovra. La governance della Pro Patria va definita a strettissimo giro di posta (una settimana o giù di lì). Tanto più che le dimissioni della numero 1 e patron tigrotta hanno varcato il trimestre (25 marzo). Insomma, essendo nati nel ‘900 (proverbialmente, il secolo del dubbio), alimentarne qualcuno a cornice di una vicenda con qualche non detto di troppo, sarà anche malizioso ma è pure tremendamente doveroso. Va da sé, aspettando di essere smentiti.                

Giovanni Castiglioni

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