
La nuova Olimpia Ceresium Tresiana muove i primi passi con decisione sia a livello di prima squadra sia soprattutto per quel che riguarda il settore giovanile. Se il passaggio burocratico alla nuova denominazione sarà completato soltanto dalla prossima stagione, il progetto è invece già partito a pieno regime. A fare il punto è Giuseppe Brunacci, confermato nel ruolo di responsabile del settore giovanile e pronto ad accompagnare la nuova realtà in un percorso che mette insieme numeri, qualità e soprattutto una precisa idea di calcio.
Quella in arrivo sarà inevitabilmente una stagione di passaggio. Per motivi legati alle tempistiche federali, infatti, CerBis e Olimpia resteranno formalmente distinte anche nel settore giovanile, ma dietro le quinte la sinergia è già pienamente operativa. “Di per sé, con la collaborazione che c’è già, io sono in contatto con loro da aprile – spiega Brunacci –. Il progetto va avanti come se fossimo già OCT: quest’anno sarà semplicemente un anno di transizione, utile per incastrare al meglio la società vera e propria che nascerà l’anno prossimo”.

Una scelta dettata anche dal buon senso, soprattutto nei confronti delle famiglie. Le squadre continueranno quindi a utilizzare le divise delle rispettive società, evitando di chiedere ai genitori un ulteriore investimento per i kit, mentre l’obiettivo è iniziare progressivamente a dare una rappresentanza comune al nuovo marchio. Ma se la burocrazia aspetta, la programmazione non si ferma. E Brunacci ha già le idee chiare su dove intervenire: la priorità è innalzare la qualità della proposta, partendo innanzitutto dalla formazione degli allenatori. “Già l’anno scorso, sul lato Olimpia Tresiana, avevamo iniziato con alcune trasferte a Novara, sfruttando anche le mie conoscenze nel settore giovanile del Novara Calcio. Abbiamo avviato un percorso di confronto e programmazione degli allenamenti per i nostri mister, in modo da dare loro un surplus”. A questo si aggiungerà la partecipazione ai programmi federali, a cominciare dall’Evolution Programme della FIGC, senza dimenticare altre collaborazioni che l’OCT conta di ufficializzare più avanti. “Continueremo a partecipare alle iniziative della Federazione – conferma Brunacci – e porteremo avanti anche qualcosa di nostro. Abbiamo già alcune collaborazioni avviate e altre che, quando saranno definite, sveleremo”.

Il progetto, però, non si misura soltanto attraverso gli allenamenti. La struttura sarà capillare e coprirà già da quest’anno tutte le categorie: dalle formazioni agonistiche fino all’Attività di Base. Il bacino particolarmente ampio consente inoltre di prevedere più squadre in diverse annate e una presenza articolata anche tra Pulcini e Primi Calci. E proprio qui emerge uno dei punti cardine della filosofia OCT: prima il territorio, poi l’unione. I bambini, infatti, continueranno a vivere il calcio nei propri paesi, senza essere spostati prematuramente da una realtà all’altra: “Nel calcio di base preferiamo avere i bambini sul proprio territorio. Sono bambini, devono giocare e crescere con i ragazzi del proprio paese, almeno fino a quando la categoria non diventa agonistica. Poi, tra virgolette, si inizierà a fare più sul serio e allora sì che ci sarà l’unione delle due realtà. E non parliamo soltanto di due paesi, perché dentro al progetto c’è tutto il territorio del lago”.
La strada, insomma, è tracciata. Il primo anno servirà a costruire fondamenta solide, senza forzare i tempi. Perché l’OCT che verrà non vuole soltanto sommare due settori giovanili, ma creare un’unica struttura capace di offrire ai ragazzi un percorso progressivo, dal primo pallone fino al calcio agonistico. E il lavoro, per Brunacci e per tutto il nuovo staff dell’Olimpia Ceresium Tresiana, è già cominciato.






















