Dopo una lunga estate di voci e rumors, l’Aurora Cantalupo ha finalmente definito il quadro per la prossima stagione. A seguito del primo allenamento stagionale in data 10 agosto, la squadra è stata ufficialmente presentata, svelando così il nuovo progetto in salsa italo-argentina reso possibile grazie alla collaborazione con Atlantis SPORT. Realtà specializzata nello sviluppo e nella gestione di progetti calcistici internazionali, l’ingresso del gruppo in società è stato fondamentale per allestire una rosa attrezzata al meglio per il prossimo Girone A di Eccellenza, reduce da una vera e propria fuga del blocco protagonista della cavalcata trionfale in Promozione.

Ecco allora la nascita di un progetto totalmente innovativo, volto ad unire le culture calcistiche di Italia ed Argentina. A rendere il tutto possibile, il prezioso lavoro di Stefano Reschiglian, direttore generale del club nonché coordinatore di Atlantis SPORT, con la quale da anni s’impegna per scoprire, formare e valorizzare ragazzi non solo in Italia ma anche in Sudamerica. A guidare il gruppo ibrido sarà uno staff tecnico direttamente dall’Argentina, capeggiato da mister Alejandro Gorno. “È un progetto particolare realizzato da me – spiega Reschiglian – : ho portato 14 ragazzi argentini e ne abbiamo presi 13 italiani, è un 50/50 di due realtà calcistiche che sanno giocare a pallone, in maniera diversa ma molto vicina. Il primo impatto è stato molto buono, il mister, anche lui argentino, e il preparatore atletico di cui mi fido ciecamente, sono molto soddisfatti. La maggior parte degli argentini è con me da tre-quattro anni, in Argentina stiamo crescendo grazie soprattutto a un centro sportivo che va verso il completamento, oltre alla collaborazione con una società sportiva del posto, con la quale abbiamo fatto due Tornei di Viareggio. Alcuni giocatori giocavano nella Civitanovese, qualcuno ha fatto Eccellenza in Calabria e Serie D nelle Marche. Gli altri ragazzi lavoravano giù in attesa di una chiamata e quella chiamata è arrivata qui all’Aurora Cantalupo“.

Una novità totale nel panorama dell’Eccellenza, per la quale Reschiglian e l’Aurora Cantalupo hanno immediatamente trovato l’intesa per una proposta che punta ad unire due culture non solo sul piano calcistico, bensì anche quello umano: “Con l’Aurora Cantalupo abbiamo fatto un accordo nell’arco di un incontro: volevamo fin da subito costruire una squadra all’altezza dell’Eccellenza e noi volevamo provare a farlo lavorando molto sui giovani, italiani e veramente buoni. Contiamo su di loro durante la preparazione, dove si alleneranno tutti i giorni come se fossero una squadra semi professionistica. È totalmente nuova come realtà e come dice il mister, in un momento di guerre in cui i popoli si dividono, noi abbiamo deciso di unirci nello scopo del calcio e soprattutto nei valori umani“.

Rosa giovane per affrontare l’approdo in Eccellenza con entusiasmo ed energia, in un Girone A decisamente competitivo. L’obiettivo della società è chiaro, anche se il DG punta più in alto: “L’obiettivo della società è una salvezza tranquilla, poi onestamente per come la vedo io, possiamo arrivare anche ai playoff. Però è chiaro, potremmo pagare lo scotto di giocare in una categoria complicata e soprattutto in un girone tosto. Legnano e Saronno hanno fatto ottime squadre, la Caronnese va molto forte, anche l’Ardor Lazzate ha fatto una squadra interessante, per non parlare dell’arrivo delle corazzate milanesi. Noi miriamo a fare la mina vagante, poi le prime partite ci diranno se siamo tarati per quanto riguarda la serie. Se così fosse, la grinta argentina i ragazzi ce l’hanno e il talento dei ragazzi italiani può creare un mix interessante. In Eccellenza l’intensità è alta, motivo per il quale puntiamo molto sui giovani e sulla loro freschezza ed entusiasmo. Noi la differenza la faremo dopo, non prima“. Il dato più sorprendente riguardante la rosa del club milanese? Il calciatore più vecchio ha solamente 29 anni. E non è finita, perché a Cerro Maggiore è in arrivo un attaccante direttamente dal professionismo: “Il ragazzo più vecchio da noi è del 1997, gli altri sono tutti nati dopo il 2000 e molto forti. Arriverà un’altra punta del 1997 e poi venerdì sbarcherà Roncarolo, centravanti che abbiamo fatto rescindere da un club professionistico in Argentina. C’è un ragazzo 2009 a metà campo che è con me da quando era piccolo, sul quale puntiamo molto e penso sarà la nostra sorpresa. Penso che anche noi abbiamo delle punte importanti, oltre a un 2007 a metà campo che fa girare bene la palla e sostenuto dall’esperienza di Candia, il più “vecchio” della squadra“.

Una scelta chiara, volta a lanciare tanti ragazzi nei livelli più alti del dilettantismo in Italia e conferendo di conseguenza al club un organico di prospettiva rosea per il futuro: “Noi abbiamo circa metà squadra under. Ci aspettiamo di valorizzarli, costruendo così in casa i talenti del futuro, magari a inizio stagione ci sarà qualche difficoltà ma siamo fiduciosi. La preparazione sarà intensissima, con doppie sedute giornaliere seguite dal nostro esperto preparatore atletico. Cercheremo di dare minuti a tutti nel limite del possibile. Mi aspetto tanto dai ragazzi, poi vediamo nelle amichevoli se ci sarà da fare eventuali correzioni”. Amichevoli importanti, che vedrà il club milanese confrontarsi con Spezia Primavera, Lecco Primavera e Antoniana (triangolare) e prima ancora una realtà eccelsa come la Pro Patria: “Abbiamo preso delle amichevoli importanti, partendo il 20 con la Pro Patria, ma abbiamo deciso appositamente di fare dei test pesanti, dato che vogliamo misurarci con squadre forti, ci dà più stimoli“.

Il debutto stagionale per la nuova ed innovativa Aurora Cantalupo è fissato per domenica 6 settembre, quando gli uomini di Gorno approderanno a Lentate Sul Seveso per la sfida di Coppa Italia contro la Lentatese. Una competizione che a detta di Reschiglian non vuole assolutamente essere sottovalutata: “La coppa non la snobberemo. Mi sembra stupido non provare a giocarsela, soprattutto avendo ragazzi argentini che sono abituati a giocare tantissime partite all’anno, è nel loro DNA. Penso di avere dei buoni ragazzi, è stata un po’ dura portarli qui tra burocrazia, alloggi e spostamenti ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Conteremo molto sul gruppo“.

Francesco Marcassa

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