
Anni ad invocarlo e finalmente è arrivato. Il tanto richiesto “centrone” è sbarcato nel mondo Pallacanestro Varese dopo anni in cui la scelta era sempre ricaduta su profili più atletici e longilinei che altro sotto le plance. Scelte che poi, sebbene solo in parte, hanno anche contribuito alla sofferenza a rimbalzo che è stata caratteristica negativa della Varese degli ultimi anni (anche se l’andare a rimbalzo è un lavoro di squadra, però diciamo che il centro in questo lavoro fa tanto).
Ed allora, in un’estate in cui i biancorossi hanno fatto un enorme passo in avanti in termini di acquisti e di ambizioni in ogni ruolo, anche sotto le plance il salto in avanti è stato deciso, con l’arrivo di Ismael Kamagate, centrone di 211cm per circa 110kg che è chiamato a dare struttura, presenza e sostanza alla lotta nel pitturato della squadra di coach Kastritis.
Il centrone franco-ivoriano è stato presentato quest’oggi, lunedì 31 agosto, presso la concessionaria Nippo Motors di viale Valganna in quest’annata sportiva sarà unico fornitore di auto del club dopo ben 15 anni di partnership. Tornando a Kamagate, proprio la doppia nazionalità e stato tema della conferenza stampa, con il nuovo centro biancorosso che ha dato una news in esclusiva: “Ho chiesto di poter essere elegibbile per la nazionale della Costa D’Avorio, credo sia una cosa molto importante per loro la mia presenza. Io sento un legame fortissimo con il mio paese natale, li ho tutta la mia famiglia e sarebbe un onore giocare per tutto il popolo ivoriano”.
Dalla Nazionale al suo approdo a Varese, di cui Kamagate parla così’: “È una grande piazza dove poter giocare e crescere. Sono rimasto molto impressionato dal metodo di lavoro, dall’organizzazione societaria e dallo staff tecnico. Ringrazio tutti i tifosi per l’accoglienza che mi hanno già riservato e sono molto felice di questo. C’è grande attenzione non solo al lato sportivo, ma anche a quello umano, e questo non fa altro che confermare la bontà della scelta fatta quest’estate”.
COSA PUO’ AGGIUNGERE QUESTA TAPPA E SE RIFAREBBE L’ACCORDO CON MILANO DI QUALCHE ANNO FA CHE NON GLI HA FATTO FARE IL SALTO DI LIVELLO SPERATO: “Per quel che riguarda la mia crescita individuale, devo continuare a lavorare sodo per alzare il mio livello, con il massimo dell’intensità e della voglia. Guardando però anche agli anni passati qui a Varese non si cresce solo come singoli ma anche come squadra e questo aspetto non sarà affatto secondario. Poi, sulla scelta di andare a Milano, penso non sia giusto guardare al passato ma rimanere concentrati sul presente e sul futuro”.
COME STA FISICAMENTE: “Sto bene. Per il mio recupero è tutto programmato: ogni giorno aggiungiamo qualcosa ed è tutto sotto controllo. Lo staff ha un programma che mi deve portare a essere pronto per la prima di campionato”.
L’ASSE PLAY-PIVOT CON MCDOWELL-WHITE DOPO LA FINALE DI EUROCUP DELL’ANNO SCORSO IN CUI ERANO RIVALI: “La sconfitta in finale di EuroCup fa ancora male anche se non ho giocato, ma è il passato. Con William sto affinando l’intesa e giorno dopo giorno i meccanismi vengono sempre più in automatico”.
SULLA PROSPETTIVA NBA: “E’ chiaro che l’NBA è qualcosa che ho in testa, come tutti. Oggi però sono qui e darò tutto per Varese senza pensare ad altro”.
IL RAPPORTO CON RENFRO E LADURNER: “Ho un bellissimo rapporto con loro, non solo da un punto di vista sportivo quanto professionale. Ci alleniamo bene in campo e fuori dal parquet stiamo costruendo un bel rapporto”.
DOVE PENSA POSSA ANDARE PIU’ LONTANO VARESE TRA IL CAMPIONATO E LA BCL: “E’ una domanda complicata. Dobbiamo solo pensare partita dopo partita e cercare di vincerne il più possibile indipendentemente che si parli di campionato o coppa. Sarebbe controproducente darsi adesso degli obiettivi, scegliendo una competizione o l’altra”.
IL PRIMO APPROCCIO CON KASTRITIS E LE SUE RICHIESTE: “E’ stato subito un bel approccio quello con il coach. In questo momento, dal punto di vista tecnico, non stiamo parlando di richieste personali quanto di gruppo, per creare una squadra solida, unita, compatta e coesa e che remi tutta nella stessa direzione”.
COME LE ESPERIENZE PASSATE LO HANNO AIUTATO A CRESCERE: “Assolutamente sì. penso a quando ero a Milano e giocando con Kiles Hines ho imparato tantissimo. Per me lui è stato una vera e propria fonte d’ispirazione che ho ancora oggi, soprattutto da un punto di vista difensivo”.
Alessandro Burin























