
“Siamo invecchiati male”. Già, ma l’alternativa era pure peggio. Se cercate un personaggio banale, state alla larga da Stefano Tacconi, istrionico ex numero 1 del calcio italiano e mondiale cui la malattia ha enfatizzato uno spleen già di suo convintamente anarco-nichilista. Starlo ad ascoltare non è certo tempo perso. Ieri il Tarzan della Juve anni ’80 (o il Capitan Fracassa, insomma, la lista degli alias è infinita), ha fatto doppietta firmando prima il Wall of Fame del Pro Patria Museum e poi esibendo il suo personalissimo one man show al Festival dei Libri Sportivi Sportivamente presso il Paglini Renault Store di Castellanza (moderato, è il caso di dire, dal giornalista Riccardo Canetta).
La singola stagione in biancoblu (7 caps nel 77/78), è solo un prequel di quanto fatto poi in bianconero. Ma l’accoglienza alimentata dalle nostalgie tigrotte ha moltiplicato le emozioni. Nella foto Pro Patria Museum – L’antro della tigre Official Facebook Tacconi è abbracciato dagli ex compagni Gian Carlo Aliverti, Emanuele Fortunato, Carlo Foglia, Ugo Baiguera ed Ermanno Berra, oltre che dal Presidente del Pro Patria Museum Simone Colombo, dal Vice Claudio Linari e dal Curatore della mostra permanente Andrea Fazzari.
Giovanni Castiglioni
(foto Pro Patria Museum – L’antro della tigre Official Facebook)





















