
Il calcio che fu, quello del presente e le traiettorie verso il futuro. È ripartita sotto il segno del pallone la stagione del Panathlon Varese, tornato a riunirsi dopo la sosta estiva nella tradizionale cornice conviviale di mercoledì 9 settembre, ospitata dal ristorante Maran. Una serata d’eccezione che ha visto sedersi al tavolo dei relatori due generazioni e due punti di vista complementari: Nicolò Ramella, telecronista di Sky Sport e voce di Radio TV Serie A, insieme al padre Ernesto “Ernestino” Ramella, figura storica del nostro calcio prima da attaccante tra Serie A e Serie B e poi da tecnico su panchine nazionali e internazionali.
A dettare i tempi dell’incontro, stimolando il dialogo con aneddoti e riflessioni tecniche, ci ha pensato il consigliere panatleta Sergio Terzaghi. Il dibattito ha catturato l’attenzione della platea attraversando il gioco a tutto tondo: dall’evoluzione tattica alle metodologie di preparazione atletica, fino al cambio radicale del linguaggio giornalistico e dei format televisivi. Un confronto tra epoche che ha evidenziato quanto sia mutato l’ecosistema calcistico, tanto nell’interpretazione dei novanta minuti sul rettangolo verde quanto nella fruizione e nel racconto per il pubblico.
Tra i passaggi più significativi della serata, focus puntato sul tema cruciale dei settori giovanili e della formazione dei talenti. Nel calcio odierno, è emerso con chiarezza, il percorso di crescita tecnico-umana dei ragazzi rischia troppo spesso di venire soffocato dalle pressioni precoci del mercato, dall’invadenza dell’entourage dei procuratori e dall’ossessione del risultato immediato a scapito dell’insegnamento dei fondamentali.
Come da vocazione del Panathlon, la serata non si è limitata al solo universo calcistico, allargando l’orizzonte alla cultura sportiva a 360 gradi. In questa chiave si è inserito l’intervento del patron della “Binda” Renzo Oldani, fresco della presentazione a Palazzo Lombardia del Trittico Regione Lombardia (con la Tre Valli Varesine ormai alle porte), che ha offerto uno spaccato interessante sulla metamorfosi del pubblico e delle tifoserie nel ciclismo contemporaneo. Un appuntamento ricco di contenuti, passione e competenza, che ha confermato la missione primaria del club service varesino: promuovere lo sport non soltanto come competizione, ma come specchio sociale e strumento primario di cultura e aggregazione per il territorio.
Redazione
Foto Cecchin

























