Buona la prima per il Calcio Olgiate, che bagna il debutto nel Girone V di Seconda Categoria superando di misura per 1-0 il Busto81 al termine di un match tirato, spigoloso e agonisticamente ad altissima intensità: i bianco-verde-viola inaugurano così il proprio cammino incamerando tre punti pesantissimi contro una delle formazioni più ostiche del raggruppamento.

A fare il punto della situazione all’indomani del successo inaugurale è Riccardo Greco, volto simbolo del mercato estivo approdato a Olgiate Olona con un bagaglio di assoluto prestigio maturato tra Serie C, D, Eccellenza e Promozione. “Con una squadra costruita per i vertici come il Busto81 non era assolutamente scontato portare a casa il risultato pieno – esordisce il centrocampista classe 1993 –. Siamo una rosa profondamente rinnovata, con tanti ragazzi giovani che giocano insieme da appena due settimane: vincere subito una gara del genere dà una carica di fiducia enorme a tutto l’ambiente”.

Entrando più nello specifico, che partita è stata contro il Busto81?
“È stata una sfida tosta sotto ogni punto di vista. Loro sono una squadra fisica, d’esperienza, che gioca insieme da tempo e con ambizioni di vertice. Noi, di contro, eravamo un punto interrogativo per via dei tanti volti nuovi. Siamo stati bene in campo, concedendo al massimo due o tre occasioni. Nella ripresa la doppia espulsione li ha inevitabilmente condizionati, ma hanno impostato la gara sulla “garra”, sulle provocazioni e sulla frammentazione del gioco: siamo stati bravi a non cadere nella trappola fino agli ultimi dieci minuti. C’è ancora tanto da limare nella gestione dei momenti caldi, ma questi tre punti pesano tantissimo. Personalmente mi è dispiaciuto uscire a metà secondo tempo per un riacutizzarsi del fastidio al flessore, ma il bilancio complessivo è ampiamente positivo”.

Qual è l’obiettivo del Calcio Olgiate?
“Vogliamo arrivare il più in alto possibile, ragionando gara dopo gara. Io sono sceso di categoria per motivi lavorativi, rifiutando l’idea di smettere perché avevo voglia di mettermi in gioco in un contesto in cui tatticismi e tecnicismi spesso lasciano spazio a una vera e propria battaglia sportiva. La voglia di portare un valore aggiunto è tanta. A mio avviso manca ancora qualche tassello per allungare le rotazioni a centrocampo e in attacco, dettagli che nei momenti duri possono fare la differenza, ma l’ambizione della società e della squadra è quella di provare a stare nella parte alta della classifica”.

Dal blasone di categorie superiori alla Seconda: quanto è complesso calarsi in questa realtà senza rischiare di snaturarsi?
“Tantissimo, non lo nascondo. Rispetto alla Serie D o all’Eccellenza, dove c’è più respiro per la giocata e i campi permettono un fraseggio pulito, qui le distanze saltano e hai subito due o tre avversari addosso pronti a intervenire in maniera ruvida. Domenica, ad esempio, non mi hanno certo risparmiato attenzioni (ride, ndr)! Sto cercando di adattarmi in fretta: il mio compito non è solo tecnico, ma soprattutto di guida. Serve una parola giusta al momento opportuno per aiutare i compagni a non perdere la bussola e a leggere meglio i momenti della partita”.

Che gruppo hai trovato a livello umano e che intesa si sta creando con mister Giuseppe Colombo?
“Ho subito respirato ottime sensazioni. Il mister è una splendida persona, con valori umani importanti che si sposano a meraviglia con un collettivo giovane. Dal punto di vista calcistico non sovraccarica i ragazzi: trasmette pochi concetti ma chiari, mirati e nei tempi giusti. Nello spogliatoio ci sono ragazzi perbene, con tanta fame, disposti a sacrificarsi e ad adattarsi anche fuori ruolo. Non è una cosa banale a questi livelli: la base morale è solida”.

Dando un’occhiata generale al Girone V, c’è qualche risultato o rivale che ti ha colpito?
“Essendo per me un campionato nuovo, alla prima giornata è difficile dare giudizi netti. So che piazze come Vanzaghello, Lonate o San Marco hanno allestito organici importanti. Sarà un girone equilibrato e combattuto fino all’ultimo: guai ad abbassare la guardia”.

Domenica vi attende la prima trasferta sul campo dell’Arsaghese, reduce dal pari con la Legnanese. Che gara ti aspetti?
“Una trasferta insidiosa, come tutte, a maggior ragione contro un’altra squadra che si è rinforzata e punta in alto. Il successo sul Busto81 fa morale, ma non dobbiamo cullarci sugli allori: servirà alzare la soglia dell’attenzione e correggere le sbavature dell’esordio. Se scendiamo in campo con la giusta umiltà e la nostra corsa, possiamo giocarcela a viso aperto contro chiunque”.

Chiudiamo con una curiosità personale: cosa speri di portarti a casa a fine stagione da questa avventura?
“Molti mi chiedevano perché non avessi smesso anziché scendere di categoria. Al di là dei risultati sportivi, dove spero di togliermi soddisfazioni importanti puntando ai massimi traguardi possibili, per me la vittoria più bella resta la crescita dei giovani. A Castano mi capita ancora oggi di ricevere messaggi dai ragazzi che ho visto maturare: sapere di aver lasciato un segno, aiutandoli a diventare calciatori e uomini più consapevoli sia dentro sia fuori dal rettangolo di gioco, è la gratificazione più grande”.

Matteo Carraro

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