Manca ormai pochissimo: domani, martedì 6 ottobre, Varese tornerà a trasformarsi nella capitale mondiale delle due ruote per la 105^ edizione della Tre Valli Varesine e la 6^ Women’s Race. Un rito laico che si rinnova, un battito cardiaco collettivo che unisce generazioni di varesini tra il rombo delle ammiraglie, i campioni del World Tour e l’inconfondibile rumore delle biciclette che sfrecciano. Come ama ripetere Sergio Gianoli – fresco autore dell’atteso aggiornamento del suo volume “Tre Valli Varesine: la storia“ (edito da Sunrise Media) – la Tre Valli trascende il mero dato agonistico, è identità pura, memoria popolare, patrimonio indelebile della nostra terra.

Tra le 104 edizioni fin qui disputate, tra percorsi rivoluzionati e duelli titanici, attingendo a piene mani proprio dalla mastodontica opera di Gianoli, abbiamo selezionato le cinque edizioni più iconiche e significative di sempre. Con un bonus speciale che profuma di storia mondiale. Rivivere la storia per godersi il presente, il modo migliore per approcciarsi all’edizione 105 di una corsa che, anno dopo anno, continua a regalare emozioni. Quella di domani saprà reggere il confronto con il passato e farci vivere un’altra giornata memorabile? Non resta che aspettare poche ore.

1930 – Il nome Binda nella storia della Tre Valli con… Albino

Nella storia del ciclismo Alfredo Binda da Cittiglio è stato un campionissimo inarrivabile (il primo vincitore del Giro d’Italia nel 1909), ma per un curioso caso del destino non ha mai vinto la “corsa di casa”. A iscrivere il nome Binda nell’albo d’oro della Tre Valli Varesine è stato quindi suo fratello Albino, gregario di lusso e corridore di straordinaria generosità. Il 31 agosto 1930, con il tracciato che toccava Gallarate, Saronno, Tradate, Luino e Brinzio, Albino Binda transitò in testa davanti al pubblico amico di Cittiglio e a papà Maffeo: sulla salita di Brinzio rispose all’attacco di Proserpio, cambiò rapporto in vista di Sant’Ambrogio e si produsse in una progressione imperiosa sul traguardo di Viale delle Bettole, trionfando in volata davanti a Luigi Ferrando dopo quasi 200 chilometri di battaglia. Una perla che resta scolpita negli annali della Società Ciclistica Alfredo Binda.

1955 – L’unica, irripetibile cronometro individuale e l’apoteosi di Fausto Coppi

Delle 104 edizioni mandate in archivio, quella del 2 ottobre 1955 resta un unicum assoluto: l’unica Tre Valli disputata con la formula della cronometro individuale. Valida come prova conclusiva del Campionato Italiano, la gara si sviluppò su 100 chilometri (quattro tornate del circuito mondiale del 1951 con partenza e arrivo all’Ippodromo delle Bettole). Davanti a una folla oceanica, il “Campionissimo” Fausto Coppi impartì una lezione magistrale di eleganza e potenza: dopo il ritiro di Fornara per caduta, Coppi salì in cattedra chilometro dopo chilometro, chiudendo le fatiche in 2h30’01” alla media record di quasi 40 km/h. Aldo Moser dovette accontentarsi della piazza d’onore a quasi tre minuti, mentre Coppi uscì dall’Ippodromo in piedi sull’ammiraglia della Bianchi, tricolore sul petto, acclamato come una divinità dai tifosi varesini.

1970 – Le nozze d’oro, la sfida al Cuvignone e il poker di Gianni Motta su Merckx

L’edizione numero 50 coincise con una pietra miliare: per le nozze d’oro della kermesse, l’organizzazione propose un percorso davvero impegnativo e un parterre di protagonisti d’eccellenza con il temibile Passo del Cuvignone a rubare la scena. Una scelta selettiva che incendiò il duello tra giganti: salendo da Cittiglio verso la vetta, la maglia di campione del Belgio di Eddy Merckx impose un ritmo infernale staccando anche Felice Gimondi. Soltanto Gianni Motta riuscì a resistere alla furia del “Cannibale”. I due affrontarono a velocità folle la picchiata verso Arcumeggia e, dopo aver superato anche il Brinzio, si presentarono appaiati a Cassinetta di Biandronno davanti agli stabilimenti della Ignis. Lo sprint non ebbe storia: Motta fulminò Merckx a braccia alzate, centrando il suo quarto sigillo personale nella classica bosina al termine di 232 chilometri corsi a oltre 40 di media.

2015 – L’urlo tricolore dello “Squalo” Vincenzo Nibali

2015, Tre Valli Varesine, Astana 2015, Nibali Vincenzo, Varese

Il 30 settembre 2015 la Tre Valli Varesine visse una delle sue giornate più esaltanti dell’epoca moderna, celebrando la grandezza di Vincenzo Nibali. Lo “Squalo dello Stretto”, all’epoca campione d’Italia in carica, nobilitò la classica partita da Busto Arsizio. Dopo una prima fase ad andatura forsennata e una fuga iniziale rintuzzata dal gruppo, la corsa esplose nei nove giri del circuito varesino. A Bobbiate la fiammata decisiva: Fabio Aru spianò la strada al compagno dell’Astana, che piazzò un’accelerazione micidiale guadagnando subito una manciata di metri. Nibali si involò in solitaria tra due ali di folla festante, piombando sul rettilineo di via Sacco a braccia alzate per cogliere un trionfo tricolore rimasto nel cuore di tutti gli sportivi.

2025 – L’alieno Tadej Pogacar doma Varese attaccando in discesa

La storia recente profuma di leggenda pura. Dopo la dolorosa cancellazione per maltempo dell’edizione 2024, lo scorso anno Tadej Pogacar mantenne la promessa fatta al patron Renzo Oldani: presentarsi a Varese con la maglia iridata di Campione del Mondo per regalare spettacolo. E lo spettacolo fu totale. Dopo aver fatto lavorare la squadra lungo i passaggi sul Muro delle Cinque Piante, a 22.5km dal traguardo il fenomeno sloveno spiazzò l’intero gruppo: invece di attendere la salita, sferrò l’attacco decisivo lungo discesa di Bobbiate. Pochi metri di vantaggio bastarono all’asso dell’UAE Team Emirates per scavare un solco incolmabile sul lungolago verso Gavirate, spianare i Ronchi in solitaria e trionfare sul traguardo di via Sacco tra il boato di una città intera, bissando il successo del 2022.

BONUS (+1) | 2007 – Murro nella tregenda, le prove generali per il Mondiale 2008

Impossibile non citare il 21 agosto 2007, il giorno in cui la Tre Valli si trasformò in una vera e propria epopea d’acqua e fango. Sotto un diluvio torrenziale che costrinse la giuria a tagliare un giro del circuito per ragioni di sicurezza, i corridori diedero vita a una gara eroica. Ad avere la meglio sullo strappo finale verso via Sacco fu Christian Murro, abile a regolare in volata Alessandro Bertolini. Ma quel giorno la Tre Valli rappresentò soprattutto il battesimo del fuoco e il test generale perfetto per il circuito dei Ronchi e del Montello: lo stesso identico anello che, tredici mesi più tardi, avrebbe consacrato Alessandro Ballan Campione del Mondo a Varese 2008. Un filo rosso che unisce la storia, il mito e l’attesa per la corsa di domani.

Matteo Carraro

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