La stagione della Rhodense si è aperta nel migliore dei modi. Dopo quattro giornate di campionato, gli orange di Alessandro Marzio occupano infatti la prima posizione in solitaria nel Girone A di Eccellenza, con l’en plein di 12 punti su 12 disponibili guadagnati grazie ai quattro trionfi consecutivi, ultimo il 2-0 casalingo sul Magenta di questa domenica. Una partenza sorprendente, resa possibile da un gruppo ben allestito, con il giusto mix di profili giovani dall’alto potenziale e calciatori più esperti, che nonostante gli addii illustri della finestra estiva di mercato, è stato capace di consolidarsi in fretta, trascinandosi così in vetta a un raggruppamento dal tasso elevato di competitività.

A raccontare il favoloso avvio di stagione della Rhodense, ci ha pensato Samuele Bettoni, difensore classe ’89 e leader indiscusso della squadra, testimoniato dal carisma messo in campo domenica dopo domenica. Arrivato a Rho tre stagioni fa, dopo oltre 10 anni di Serie D (dove ha indossato, tra le altre, le maglie di Varesina e Legnano), ha subito conquistato la retroguardia orange elevandosi a pilastro assoluto e punto di riferimento nello scacchiere di mister Marzio. Qualità e valori che lo hanno portato ad indossare la fascia di capitano, fardello che il toscano porta con onore ma al tempo stesso con serenità, sottolineando l’importanza di avere più trascinatori e figure di riferimento all’interno del gruppo.

Partiamo da domenica: altra vittoria e punteggio pieno dopo quattro giornate: ci racconti le emozioni della gara?
“La partita è andata bene. Ogni domenica ha le sue insidie, aldilà della classifica. Noi cerchiamo tendenzialmente di concentrarci su noi stessi e nell’approcciare nella maniera giusta, la quale credo sia la cosa più difficile da mantenere nel lungo periodo. Siamo partiti bene, anche se non abbiamo ancora fatto niente, ma penso che l’atteggiamento di tutti sia quello giusto e questo fa piacere. Tornando a domenica, magari a livello tecnico abbiamo sbagliato ogni tanto, prendendo qualche ripartenza di troppo, però poi siamo stati bravi a rimediare all’errore. Poi c’è stato il rigore sbagliato che poteva un po’ indirizzare la gara, invece siamo stati bravi a continuare a giocare, il primo gol è stata una bella azione di Vecchiarelli e il “Toro”, che sarebbe Agustin Borda, lo ho soprannominato io così perché è tosto, argentino e soprattutto essendo vicino a Milano…(ride, ndr). Poi siamo stati ottimi nel chiuderla con Pessina. Ragioniamo domenica dopo domenica, chiaramente è molto presto, ma è sempre bene vincerne quattro e soprattutto aver preso un solo gol in queste prime partite è un fattore importantissimo. Speriamo di riuscire a mantenere sempre alto il livello di concentrazione e determinazione”.

Contro il Magenta avete inoltre centrato la terza rete inviolata in quattro partite: immagino sia un dato che vi soddisfa molto.
“Fa molto piacere come dato, alla fine è un fattore che nel lungo dà i suoi frutti. Non sto parlando di noi, però tendenzialmente, in qualsiasi categoria, la squadra che vince il campionato è sempre tra le migliori difese. I risultati importanti secondo me si osservano tanto anche dai gol subiti, quindi il fatto che adesso stia andando così è un dato importante”.

Ti aspettavi una partenza simile, soprattutto dopo la “rivoluzione” che vi ha interessato in estate?
“La cosa che ho notato è che fin da subito c’è stata una volontà, un approccio importante di più persone, parlando sempre di ragazzi più grandi ed esperti, di voler trasmettere ai giovani. Ragazzi come Concina, che è stato capitano a Pavia per 5 anni, oppure Monzani, Vecchiarelli, Borda, Diaferio…hanno tutti l’atteggiamento giusto nel tenere e dedicarsi all’impegno. Quando noti questo, hai sempre qualche possibilità in più di fare un qualcosa di positivo. Per ora naturalmente sta andando bene, vedremo se saremo bravi a mantenerla il più a lungo possibile, soprattutto quando arriverà il momento di difficoltà, perché quello arriva per chiunque. Quando c’è un gruppo con dei valori di un certo tipo, lo si riesce ad affrontare meglio, quindi secondo me anche nelle difficoltà si vedrà di che pasta siamo fatti”.

Che sensazioni provi ad essere il capitano di questo gruppo?
“Fa piacere, ma non è una cosa che mi condiziona particolarmente. Anche dentro al gruppo, l’età dev’essere fine a sé stessa. In campo ai ragazzi dico sempre che non voglio e non devo parlare solo io, più parliamo dentro e meglio è, compreso i giovani. L’importante è il rispetto reciproco, che c’è totalmente, e quando c’è questo, si è sistemati. Il capitano chiaramente è una figura, però per me è fine a sé stessa, per me è importante che ci sia un gruppo che si comporta allo stesso modo. Voglio che anche i giovani abbiano la personalità e la consapevolezza di poter parlare e sentirsi grandi in campo, ma mai la presunzione”.

Al momento non avete ancora affrontato squadre della provincia di Varese, ma qual è la varesotta del Girone A che ti ha impressionato maggiormente finora?
“Non avendone ancora affrontate è un po’ difficile giudicare, però prendendo come riferimento lo scorso anno, la Vergiatese mi piaceva, il loro mister (Tomasoni, ndr) mi ha colpito molto e ora alla Caronnese sta facendo molto bene. Lo stesso Saronno si sa che ha giocatori di esperienza e qualità, quindi alla lunga uscirà fuori. Anche il Legnano sta dimostrando di essere una squadra importante. Poi c’è sempre la sorpresa. Sicuramente è un campionato tosto, reso più competitivo dall’aggiunta di Baranzatese e Academy Calvairate, però è un girone bello, agguerrito, ogni domenica non è scontata. Come dico ai miei compagni di squadra, la cosa più difficile è mantenere l’equilibrio, sia quando voli, sia quando entri nel momento in cui le cose non girano, affrontando ogni momento con la nostra identità che non deve mai mancare, ovvero quella di essere uniti, altruisti e scendendo in campo tosti”.

Tornando a voi, fino a dove pensi possa spingersi la squadra? E a livello personale ti poni qualche obiettivo?
“Personalmente sinceramente non mi pongo obiettivi, sono uno che vive domenica per domenica da quando ho iniziato a giocare. Per quanto riguarda il gruppo, secondo me ci sono valori importanti, ma riuscire a fare qualcosa è sempre complicato perché le giornate sono tante e non sono partite secche. Però se guardo i valori, secondo me possiamo toglierci delle soddisfazioni, ma dipenderà da noi. Mantenere una costanza di rendimento è la cosa fondamentale. Abbiamo un gruppo importante e se devo dire quello che penso per quello che vedo nello spogliatoio, compreso lo staff, secondo me potremo dire la nostra”.  

Francesco Marcassa

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