16 anni dopo torna il derby e a sorridere è la Pro Patria che, nei 32esimi di finale di Coppa Italia, piega un Varese di cuore con un sonoro 5-2 sicuramente fin troppo severo per i colori biancorossi (ma che riflette comunque la differenza di valori delle due contendenti). Il tecnico del Varese Andrea Ciceri prova comunque ad evidenziare aspetti positivi: “Spiace per la rotondità del punteggio, che mi sembra fin troppo severo, ma questa partita non deve condizionarci in vista del campionato. Cercavamo risposte e le abbiamo avute: eravamo obbligati a un massiccio turnover per i tanti acciacchi, ma ho visto conferme importanti. Da un lato c’è stata una reazione caratteriale encomiabile: sotto 2-0 e poi 3-0 la squadra non ha mollato, è rimasta dentro la gara e ha provato a mettere pressione a un avversario forte, con ottimi spunti da parte dei giovani. Dall’altro, però, emerge una vulnerabilità difensiva che stiamo pagando a carissimo prezzo: le partite si decidono nelle aree di rigore e noi dobbiamo crescere in fretta, essere più compatti e concedere meno. Sovogui? Ha doti fisiche e tecniche notevoli ma sta pagando una preparazione a singhiozzo e non è ancora al top della brillantezza; stiamo lavorando per capire come valorizzarlo al meglio tra corsia e centro dell’attacco. Ora prendiamo gli spunti positivi di questo test, correggiamo gli errori e pensiamo subito a domenica“.

Fascia da capitano al braccio, Andrea Malinverno prova a sua volta a confermarsi ottimista: “Non è assolutamente il risultato che speravamo, sappiamo che il derby è sempre una partita a parte. Io ho il difetto di essere nato sempre ottimista, quindi anche nelle giornate più buie cerco di guardare il lato positivo: oggi mi tengo stretta la reazione che abbiamo avuto. Siamo stati dentro la gara, abbiamo lottato su ogni pallone, fatto tanti contrasti e vinto duelli, ed è una cosa che mi carica. Chiaramente subire gol subito a inizio secondo tempo non è facile e ti taglia le gambe, ma siamo stati bravissimi a reggere l’urto e a rimettere in piedi la partita. Bisogna fare i complimenti alla Pro Patria perché è una squadra forte e competitiva in tutti gli effettivi, dall’undici titolare alla panchina: contro avversari così paghi cara ogni minima disattenzione. Il 2-5 è un punteggio troppo largo per quanto fatto vedere in campo. Sicuramente dovevamo fare di più, ma ci sta bene aver preso questi gol se serve a farci capire che bisogna stare sempre sul pezzo, anche nei dettagli all’apparenza banali“.

Fronte bustocco, a presentarsi ai microfoni è il vice di Mauro Zironelli Fabio Castellazzi: “Non c’è stata sufficienza: ci siamo fatti un po’ male da soli per un errore del portiere, che purtroppo può capitare, e da lì loro hanno preso vigore e iniziato a pressare. Sul secondo gol avversario credo volessero fare un traversone ed è andata dentro, portando quei minuti di sbandamento che non ti aspetti visto che la gara era in mano nostra, ma per fortuna l’abbiamo portata a casa. Nelle ultime due partite non avevamo segnato: siamo contenti di aver ripreso il nostro cammino di squadra propositiva che cerca sempre di attaccare. Aver fatto cinque gol, compresi quelli dei giovani oltre al nostro bomber, ci rende davvero soddisfatti del risultato“.

Proprio Tommy Maistrello, che ha dato il via alle danze, aggiunge: “Ho sensazioni molto positive: era la mia prima partita da titolare da quando sono arrivato. Abbiamo dimostrato di non aver sottovalutato l’impegno di Coppa e confermato di avere una rosa ampia e competitiva, perché chi ha giocato e chi è subentrato lo ha fatto con il giusto atteggiamento tecnico e tattico. A livello personale sono minuti preziosi messi nelle gambe per ritrovare la miglior condizione. A Busto mi sto trovando benissimo: è un gruppo sano di bravi ragazzi umili dove ci si aiuta a vicenda, con l’aria giusta per fare un campionato importante. Per un attaccante far gol, anche in allenamento, fa sempre piacere: arrivavamo da due gare a secco pur creando tantissimo, oggi ne sono arrivati cinque e dimostra che quando continui a produrre gioco la palla poi entra. Lavoriamo per continuare su questa strada“.

Matteo Carraro

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