
Diciotto anni, sei mesi e undici giorni. Un’eternità scandita da calendari consumati, piste dimenticate e un vuoto allo stomaco difficile da spiegare a chi non vive di stecche, dischi e balaustre. L’ultima volta che Milano ha calcato il ghiaccio di casa era il 25 marzo 2008, all’Agorà: gara di playoff contro l’eterno Bolzano persa 4-3 al supplementare, con i gol di Kelly, Day e Stephenson prima della beffa firmata Corupe. Poi la trasferta amara in Alto Adige e, a giugno, la parola fine. Spariti dal radar.
Venerdì 9 ottobre alle 19.45 quella ferita si rimargina finalmente una volta per tutte. Si riaccendono le luci, parte la musica e il Milano Hockey Club rimette i pattini sul proprio ghiaccio. Non è ancora la casa definitiva, ma la nuovissima Fiera Ice Arena promette già un boato da brividi: 3.998 posti polverizzati in prevendita, sold-out totale sia per l’esordio contro l’Innsbruck sia per la resa dei conti di domenica pomeriggio contro la capolista Bolzano. La febbre sotto la Madonnina è altissima e il colpo d’occhio sarà di quelli da togliere il fiato.
Fin qui la squadra ha fatto il ruolo dei nomadi nell’intrigatissima Ice Hockey League 2026-27, macinando chilometri in otto trasferte consecutive e raccogliendo un bottino che va ben oltre le più rosee previsioni della vigilia: 15 punti, quarto posto in classifica a braccetto con Klagenfurt e Linz, a soli tre passi dalla vetta. Certo, ci sono stati tre passaggi a vuoto – compreso il pesante 7-2 rimediato a Villach, dove il terzo gol subito a tre secondi dalla prima sirena ha tagliato le gambe a un gruppo comprensibilmente provato dai viaggi –, ma il ruolino di marcia resta da applausi. Doug Shedden ha dimostrato fin da subito di avere il polso della situazione, plasmando un collettivo che lavora insieme soltanto da poche settimane ma che sul power play fa già malissimo.
In gabbia Jacob Smith sta impressionando per affidabilità e riflessi, superando ogni scetticismo iniziale. Dietro la solidità e la leadership di Scott Valentine e la sostanza di Chad e Kris Pietroniro offrono certezze, mentre l’esperienza infinita di Diego Kostner garantisce quell’equilibrio tattico fondamentale per reggere l’urto a questi livelli. Davanti c’è dinamite pura: la grinta contagiosa di Nick Saracino, la qualità di Diego Cuglietta e Nick Caamano, unite a profili di spessore come Greg McKegg e Blake McLaughlin, formano una batteria offensiva di grande prospettiva, capace di colpire in velocità. L’età media della rosa (28.68 anni) è perfettamente allineata alle corazzate del torneo come Bolzano (28.47) e Val Pusteria (28.65), ma con un margine di amalgama ancora enorme da esplorare. Mancano ancora una cinquantina di battaglie: guai a montarsi la testa, ma centrare le prime sei posizioni e giocarsi tutto ai playoff è un traguardo ampiamente alla portata.
Contro l’Innsbruck non sarà affatto una passeggiata. All’andata in Tirolo finì 3-1, ma con una fatica tremenda: avanti 1-0, pari austriaco, 2-1 col coltello tra i denti e tris a porta vuota nel finale. Gli ospiti pattinano forte, ma stavolta dovranno fare i conti con un muro di quattromila persone indiavolate. Sarà una bolgia, con fuochi e luci, decibel e inevitabilmente qualche lacrima sul viso dei vecchi cuori dell’hockey milanese che da oltre diciotto anni aspettano questo momento. E il compito dei ragazzi sul ghiaccio sarà proprio quello di rievocare i ricordi dei tempi che furono. Pronostico? Milano di misura, col cuore in gola.
Ambrogio Brambilla
FIERA ICE ARENA: GUIDA UTILE PER IL DOPPIO SOLD-OUT
In vista del debutto di venerdì 9 ottobre contro l’HC TIWAG Innsbruck (ore 19.45) e del big match di domenica 11 ottobre contro l’HCB Südtirol Alperia Bolzano (ore 17.00), la società ricorda che entrambi gli appuntamenti sono interamente sold-out (3.998 spettatori). Si raccomanda di raggiungere l’impianto con largo anticipo per agevolare le procedure di accesso.
In metropolitana (M1)
Linea Rossa fino al capolinea Rho Fieramilano. Superati i tornelli, seguire le indicazioni verso Porta Sud lungo il perimetro esterno (circa 15 minuti a piedi).
In treno
Fermata alla stazione Rho Fiera Milano (linee suburbane ed Alta Velocità). Procedere nel sottopasso pedonale verso la metropolitana e seguire i cartelli per Porta Sud (circa 15 minuti a piedi).
In auto (uscita consigliata Pero – Fiera Milano da A4 o Tangenziale Ovest):
– Parcheggio Rho Fiera (Via Risorgimento): soluzione economica da 480 stalli (€1,50 fino a 4 ore per i non residenti), collegata all’Arena da circa 20 minuti a piedi.
– P2 / P3 Fiera Milano (Viale degli Alberghi): i posteggi più vicini alla struttura (tariffa indicativa €14,50 fino a 4 ore, prenotabile online).
– Interscambi ATM Molino Dorino / Lampugnano: comoda alternativa per lasciare il veicolo (Molino Dorino offre oltre 1.600 posti da €1,50) e raggiungere Rho Fieramilano in poche fermate di metropolitana M1.




























