
La vittoria che serviva, nel momento in cui pesava di più. Il 2-0 all’Oltrepò regala al Varese il primo sorriso interno al “Franco Ossola” (con dedica sentita a Berbenni per il grave lutto familiare), scacciando i fantasmi di una settimana da incubo chiusa con otto reti sul groppone tra Crema e Pro Patria. Tre punti d’ossigeno puro che allontanano le sabbie mobili, muovono la graduatoria e premiano la reazione caratteriale di un gruppo che non si è sfaldato di fronte ai “cazzotti” incassati.
Certo, sgomberando il campo da facili entusiasmi, i nodi strutturali da sciogliere del Varese non sono affatto evaporati. L’Oltrepò era la rivale ideale per ripartire: ferma ancora a zero vittorie, invischiata sul fondo e reduce da qualche cambiamento che deve ancora essere assimilato. Eppure, a differenza di altre uscite, i ragazzi di Ciceri hanno interpretato la contesa con impeccabile disciplina, senza mai dare l’impressione di rischiare o soffrire.
Azzerare le sbavature difensive è stato il primo tassello; tuttavia, l’altra faccia della medaglia resta una produzione offensiva da sgrezzare. Tra un acciacco e l’altro, mai un alibi ma un aspetto da considerare, la coperta è corta: per blindare la porta e mantenere gli equilibri, si finisce per concedere qualcosa alla fluidità di manovra (empasse rimarcato dallo stesso Ciceri in conferneza stampa). La stoccata da rapace d’area di Cogliati e l’inserimento di petto di Beretta su traversone del 2009 Zaffanelli (gettato nella mischia titolare per sopperire all’assenza degli under offensivi Bianchi, Ndagijimana e Sovogui) fotografano un cinismo ritrovato, non certo un ingranaggio già oliato. Ed è normale che sia così: Come più volte ribadito su questi lidi, siamo di fronte a una squadra da metà classifica, chiamata a scegliere se guardare verso l’alto o verso il basso attraverso la cura maniacale dei dettagli e lo spirito di chi stringe i denti, come Malinverno in campo con una spalla malconcia.
Dopo il tour de force dell’ultima settimana, il gruppo godrà di un meritato lunedì di riposo prima di riallacciare gli scarpini domani alle Bustecche. Nel mirino c’è la (mini)trasferta contro l’Arconatese, altra sfida da maneggiare con estrema cautela. Guai a farsi ingannare dai soli 3 punti degli oro-blu (ancora a caccia del primo acuto come l’Oltrepò): matricola sì, ma con un passato recentissimo in categoria che impone rispetto. A Caronno Pertusella servirà la medesima ferocia: vietato abbassare la guardia.
Matteo Carraro
























