Quando la passione autentica per le due ruote incrocia il calore di una tradizione radicata come l’Ottobre Caldanese, il risultato è una combinazione vincente. È la cartolina andata in scena ieri a Caldana di Cocquio Trevisago, dove il connubio tra la prova sui pedali e le rassegne culturali ha trasformato il Teatro SOMS nel quartier generale indiscusso del ciclismo provinciale e non solo. Un appuntamento a tutto tondo che ha toccato le corde dell’emozione nel ricordo di un’indimenticata figura del territorio: “Bruno Bertagna sarebbe stato felice”, il commento unanime e sentito della comunità caldanese verso l’uomo di sport a cui è stata intitolata la domenica.

A gestire la parte pedalata, allestendo un raduno cicloturistico rivelatosi tra i più partecipati di sempre, ci hanno pensato gli specialisti di Ciclovarese: ben 64 atleti sono confluiti a Caldana arrivando da ogni angolo della provincia e dal vicino Piemonte. Il momento clou delle premiazioni ha visto Eugenia Bertagna consegnare il trofeo alla memoria del marito nelle mani del Gruppo Sportivo Contini di Monvalle guidato dal presidente Vincenzo Tolomeo, impostosi come compagine più numerosa al via.

Parallelamente ai chilometri macinati su strada, la domenica di fine ottobre ha richiamato una folla di appassionati e curiosi all’interno del Teatro SOMS, confermando una tradizione ormai consolidata negli anni. Tanti gli spunti di pregio: dalle istantanee dedicate all’edizione 2025 della Tre Valli Varesine (firmate dagli obiettivi di Sara Cavallini, Mattia Ozbot e Flaviano Ossola) fino al prezioso archivio documentale dello storico e collezionista Luca Carraro. Tra giornali d’epoca e immagini inedite, le sue “Memorie Iridate” hanno fatto rivivere la leggenda dei Mondiali varesini del 1951, inserendosi a pieno titolo nel calendario del Binda Cycling Festival promosso dall’Associazione Tre Valli Varesine.

A chiudere il cerchio, la spettacolare retrospettiva sulle biciclette d’epoca allestita da Matteo Bolla: una passerella a tinte Bianchi che ha messo in mostra autentici gioielli del pedale, dal telaio cavalcato da Jan Ullrich fino al secondo posto nel Tour de France 2003, passando per il mezzo di Tom Dumoulin al Giro d’Italia 2020 e le storiche mountain bike appartenute a Dario Acquaroli. Un tuffo nella memoria per chiudere nel migliore dei modi una giornata di festa e autentica cultura sportiva.

Redazione

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