Un dominio non scontato che vale ancor più di quanto dica il risultato. Il 61-95 finale con cui la Pallacanestro Varese esce trionfante dalla Brose Arena di Bamberga lascia nella mente e negli occhi, finalmente, una prestazione da grande squadra di un gruppo ancora incompleto ed imperfetto che però sta imparando a convivere al meglio con i suoi difetti.

Difetti che sono in parte forzati, come le assenze di McDowell-White e Della Valle, ed in parte ancora insiti in un sistema di gioco e di squadra che però, partita dopo partita, sta assumendo contorni sempre più definiti e chiari e non a caso dà anche i primi frutti, come il doppio successo tra campionato e coppa (prima volta in stagione) che apre alla prospettiva di un mini ciclo fondamentale per rilanciare le proprie ambizioni stagionali.

A Bamberga va in scena la migliore versione di una squadra che fa tutto quello che dovrebbe sempre fare: dal primo all’ultimo minuto mette intensità, energia, attenzione mentale elevatissima, ruba e sporca palloni, corre in transizione, tiene alto il ritrmo, colpisce da tre punti, domina a rimbalzo e si passa bene la palla.

Tutto insieme, in una sola partita: la somma totale di ciò che Kastritis vorrebbe sempre vedere in campo dai suoi è che diventa realtà in una serata in cui emergono in maniera oggettiva i passi in avanti in termini di conoscenza tecnico-tattica di un gruppo nel quale ogni compagno inizia a sapere cosa fare quando un altro fa una determinata giocata o un movimento, oliando sempre di più quei meccanismi automatici che poi sono il vero segreto di ogni squadra e che per chi non si è mai allenato al completo da inizio preparazione, diventano ancor più difficili da trovare e poi mettere in pratica.

Così al passo in avanti in termini di campo avviene anche quello mentale e caratteriale al di fuori, la capacità di essere smart tra una partita e l’altra giocando ogni tre giorni, imparando a tenere il buono senza esaltarlo più di tanto e lavorare su ciò che di cattivo ha lasciato il match precedente, cercando di elevare il livello collettivo lavorando in primis sui difetti dei singoli.

Si crea la miscela perfetta che porta alla super vittoria di Bamberga, che rilancio anche l’immagine di una Pallacanestro Varese che per stessa ammissione in BCL ci vuole stare ed anche parecchio, non facendo la figura della vittima sacrificale ma provando a recitare un ruolo importante in una manifestazione che è chiamata a rilanciare l’appeal internazionale del club, in ottica presenta e soprattutto futura.

Ed allora si capisce quanto sia stato importante rispondere “presente” per i biancorossi al primo bivio stagionale, che avrebbe potuto far mettere più di un piede fuori dalla competizione (pensando che Peristeri ha vinto a Murcia e quindi verosimilmente chiudendo la corsa per la qualificazione al Play-In al terzo e ultimo posto disponibile del Girone D) e che invece rimette in maniera perentoria in corsa l’Itelyum, che ora è chiamata a cercare con Verona un terzo successo consecutivo che saprebbe di svolta, seppur nell’imperfezione di una squadra che sta imparando a convivere con sé stessa, tirandone fuori il lato migliore.

Alessandro Burin

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