
Giuseppe Messina 7: Il suo campionato si è chiuso il primo dicembre con la rottura del crociato. Fin lì aveva incantato tutti mettendo pezze ovunque ed incassando più di una rete solo all’esordio con la Cremonese. Troncato
Ivano Feola 6,5: Una molla tra i pali. Qualche amnesia nelle gite fuori porta. Ha alternato sussulti da fenomeno (vedi rigore di Carrara o paratissima con il Lumezzane) a facepalm imbarazzanti (su tutti, il lapsus che è costato tre punti con il Vicenza). Alla fine il saldo è comunque attivo. Sincopato
Cristian Andreoni 7: Il Kociss tigrotto abbandona il letargo a stagione inoltrata mettendo in striscia una dozzina di partite da leccarsi baffi, dita e tutto il resto. Nella meglio gioventù bustocca forse è proprio la freccia abduana ad avere i documenti in regola per il salto di categoria. Radente
Alessandro Spanò 8: 8 settembre 2013, esordio a Vercelli come terzino destro: oggettivamente, mani tra i capelli. 9 marzo 2014, fascia di capitano e prova squassante con il Como: questa volta le mani sono spellate dagli applausi. Vince a mani basse il Castrocaro biancoblu (già perchè saranno vent’anni solo il 19 giugno). Straripante
Riccardo De Biasi 7: Altro ’94 d’assalto con l’istinto di un deb e l’aspetto di un veterano. La cessione di Nossa e la cartella clinica di Polverini gli regalano un biglietto di prima classe. E lui non si lascia pregare. Emergente
Daniele Mignanelli 7: Avvio con qualche smagliatura. Poi scala le marce e diventa il funambolico biondo che fa impazzire il mondo (nazionale di categoria compresa). Corrosivo
Dario Polverini 6: Quando si dice che la fortuna è cieca ma la jella ci vede benissimo. Lascia la compagnia sul più bello causa muscolatura galeotta. Un paio di ricadute gli levano anche il gusto di un rientro in grande stile. Sventurato
Devis Nossa 6: Corona il sogno della B (purtroppo con la maglia dell’Entella). La sua partenza a gennaio in direzione Tigullio provoca sciopero del tifo e scenari da tregenda. La realtà è che, nel cambio, ci hanno guadagnato tutti. Surrogato
Marco Taino 6: L’immagine più efficace della Pro Patria operaia. Tuta (bianco)blu e spirito da combattente. Per lui una manciata di spezzoni e cinque gare dal fischio di inizio. Sempre con il coltello tra gli incisivi. Militante
Nicolò Tonon 5,5: L’unica, vera, delusione stagionale. Ad agosto ci aveva fatto salivare in Coppa Italia a La Spezia lasciando intravedere doti stellari. Poi è prevalso il lato oscuro della forza. Per informazioni, citofonare al mister. Svanito
Gianmarco Gabbianelli 7: Ha il poster di Sneijder in cameretta ma un futuro da mediano. Altro esempio di beneficiato della rivoluzione di gennaio. Se mette qualche chilo, il Gabbia può davvero spiccare il volo. Suadente
Giampaolo Calzi 7: Lo “Zio Giampa” accende l’autobus e porta tutti a scuola con la grinta di chi ne ha viste tante e altrettante ne vedrà. Peccato per quella passionaccia smodata per i gialli. Sardonico
Nicholas Siega 6,5: Media ponderata tra il 5 del primo quadrimestre giocato dal fratello meno dotato e l’8 del secondo illuminato dal Nicholas di cui si erano perse le tracce a Casale. Nel ritorno, difficile anche solo prendergli la targa. Repentino
Daniele Casiraghi 6: Inutile negarlo: visti i precedenti, da lui ci si attendeva ben altro. Comunque utile. Anche quando si è dovuto adattare in ruoli non suoi. Sacrificato
Mirko Bruccini 6: Un filo spezzato a metà stagione dalla partenza per Cremona. Cinque anni e mezzo di reciproca passione messi alle spalle per inseguire la serie cadetta. Quando finisce un amore. Struggente
Marco Ghidoli 6: Un anno senza ghidolate. Ma con parecchia malasorte. Finisce al tappeto causa caviglia ballerina proprio quando il gioco si fa duro. Riprova, sarai più fortunato. Attardato
Francesco Giorno 6: Sotto la sufficienza da attaccante. In rampa di lancio sulla mediana nell’abito cucitogli su misura dalle abili mani del sarto Colombo. Ritagliato
Luca Giannone 6: Il talento non è mai stato in discussione. L’attitudine sì. Fa il check-in per Crotone mettendo sotto da solo il Savona allo “Speroni” con una tripletta da manicomio. Prima, aveva marcato visita più volte. Capriccioso
Diego Mella 6,5: Bello da vedere, ma con una certa tendenza a considerare il gol un optional. Sistemata quella che non è esattamente una sfumatura, ha la stoffa per diventare giocatore vero. Sfizioso
Filippo Moscati 5,5: Zero gol con un rigore procurato sono una statistica che non necessita di note a margine nel bilancio dell’attaccante labronico. Disarmato
Stefano Chiodini 6: Praticamente ha giocato solo a marzo. Tra qualche sprazzo e le solite magagne fisiche. Incompiuto
Matteo Serafini 7,5: Contro il logorio della vita moderna c’è sempre “Nonno Teo”. Il capitano vede e provvede con 8 reti, svariati assist ed una leadership tecnica che che fa pensare che la carta d’identità, in fondo, è solo un dettaglio. Intramontabile
Non valutati (perchè sotto i 100′ in Campionato): Ivan Vavassori, Davide Guglielmotti, Giovanni Zaro e Simone Vernocchi.
Giovanni Castiglioni