
La seconda volta fa anche più male. Perché sai già come va a finire. Ma non riesci ad evitarlo. Un copione recitato senza nessuna possibilità di improvvisazione. Con l’aggravante che alla fine a gioire sono sempre gli altri. Con la Carrarese (a Pontedera), la Pro Patria ha rivissuto alla virgola quanto provato 7 giorni prima a Olbia. Vantaggio (meritato) nel primo tempo, squadra competitiva e pienamente in partita, calo nella ripresa (mentale? atletico? di gestione? mah…), rimonta subita con seconda rete avversaria su rigore causato da un fallo di Mangano. Tutto troppo uguale (comprese un paio di beghe arbitrali), per non meritare un paio di riflessioni.
L’analisi a fine gara di Ivan Javorcic è sintetizzabile in queste parole: “Sono orgoglioso della prestazione dei miei ragazzi”. Corretto. Perché le virtù devono essere sempre pubbliche mentre i vizi rigorosamente privati. Tra questi, una certa tendenza all’errore individuale (prima ancora che a quello di squadra), quando il gioco si fa duro. Circostanza peraltro già occorsa anche all’esordio (seppur vincente) con la Pistoiese. Eccesso di gioventù? Può essere. Ma la Pro Patria (proprio con la Carrarese e dietro al solo Piacenza) ha la seconda età media più elevata del girone. Quindi, meglio non ricondurre tutto alla sfera anagrafica. Il vissuto collettivo (concetto caro allo spalatino), va costruito in prima battuta da chi (per carta d’identità e curriculum), questa categoria l’ha già testata. La Serie C è una brutta bestia. E (soprattutto), non aspetta nessuno.
Capitolo portiere. Mangano non sta giocando bene. Capita. Specie quando si hanno solo 19 anni. Inutile fare drammi. Anche perché su di lui il club ha investito in modo chiaro (4 anni di contratto). A testimonianza di una fiducia nella crescita dell’ex Inter che non può certo essere intaccata da qualche uscita a trifole. Per quel poco che conosciamo Augusto Rasori (preparatore dei portieri tigrotti), le gite fuori porta verranno plafonate a breve. Ma il problema non può essere solo ricondotto all’ambito tecnico. Il numero 12 biancoblu deve anche comprendere che a questo livello ogni indecisione (o eccesso di decisione) balza all’occhio (e al risultato) immediatamente. Per tutti. Figuriamoci per un portiere.
Lunedì posticipo con la Juventus Under 23 (ore 20.45, stadio “Moccagatta” di Alessandria), poi Pro Vercelli (finalmente allo “Speroni”), Novara e Piacenza. E per fortuna che alla terza giornata è saltata la Robur Siena. Solo successivamente (con Albissola, Pontedera e Arzachena), la Pro Patria incrocerà clienti di seconda fascia. Calendario bizzarro, irrazionale, spiccatamente disomogeneo. Cui però bisognerà subito adeguarsi. In una stagione in cui oggi (grazie alla sentenza del Tribunale Federale Nazionale), dovrebbe essere chiusa la parentesi ripescaggi e affini. Salvo la posizione dell’Entella Chiavari, destinata alla Serie B con la Viterbese a traslocare (in sua vece) nel Girone A. Ultima follia di un calcio senza logica.
Giovanni Castiglioni
(foto quotidiano.net)