A scanso di equivoci: l’articolo di ieri mattina sulla rivoluzione del format playoff della Serie D era il più classico pesce d’aprile. Un pezzo goliardico che dalla Redazione di Varese Sport abbiamo voluto scrivere per strappare un sorriso e prendere con più leggerezza sia il momento negativo del Varese sia il rallentamento della Varesina (che è ancora comunque a tiro del primo posto nel Girone B). Nessuna rivoluzione, dunque, nella post-season della massima categoria dilettantistica italiana. Almeno per il momento.

Oltre ad un banale scherzo, il nostro articolo era infatti atto a muovere una provocazione nei confronti della LND, per aprire una riflessione sulla necessità di svecchiare una competizione ancorata ad un format vetusto che, nella stragrande maggior parte dei casi, rende inutili i playoff. Una battaglia che Michele Criscitiello porta avanti da tempo. Personalità vulcanica, il presidente della Folgore Caratese (brianzoli in lotta per la vittoria del Girone B) nonché direttore di SportItalia è da sempre un personaggio divisivo: o lo si ama o lo si odia, ma non si possono mettere in dubbio le sue competenze in materia. E la sua visione di una futura Serie D è oggettivamente sostenibile e appetibile.

Il progetto (che ci sentiamo di condividere appieno) porterebbe ad un campionato strutturato su otto gironi da venti squadre, non più nove (qualcuno da 20, qualcuno da 18): 160 società al via come numero tassativo (senza deroghe e/o partecipazioni in sovrannumero). Le otto vincitrici acquisiscono il diritto di salire in Serie C, mentre l’ultimo posto per il professionismo (dai tre gironi della Lega Pro retrocedono sempre nove squadre) viene preso dalla vincitrice dei playoff nazionali di Serie D. Post-season che sarebbe dunque divisa in due fasi: spazio prima ai playoff di girone (con gli abbinamenti attuali, seconda vs quinta e terza vs quarta), con le otto finaliste che verrebbero poi disposte in un tabellone tennistico strutturato in quarti di finale, semifinali e finalissima. Così facendo i playoff acquisirebbero immediato valore (e non sarebbero più visti come una perdita di tempo o un mero strumento per raggranellare qualche spiccio in più) e ben 32 squadre avrebbero la possibilità di centrare comunque la promozione in Serie C.

Quella che ad oggi è una semplice speculazione (trasformata ieri in un riuscitissimo pesce d’aprile), potrebbe però presto diventare realtà. Questa volta per davvero. La conferma arriva direttamente dall’area legale del Varese. Stefano Amirante, genuinamente divertito dal nostro articolo, ci ha contattati telefonicamente per informarci di come un rivoluzionamento della Serie D sia effettivamente al vaglio da parte della LND: “La scorsa settimana ho avuto modo di parlare con l’Avvocato Luigi Barbiero (personaggio ben conosciuto nel mondo sportivo, a differenza dei nostri fittizi Luigi Pesce e Flavio Aprile, ndr) che è il Coordinatore del Dipartimento Interregionale della LND. Al tavolo della discussione è stata ribadita la necessità di cambiare la struttura della Serie D e un rinnovamento in tal senso potrebbe davvero arrivare nelle prossime stagioni. Cosa che, personalmente, ritengo a mia volta giusta e doverosa“.

Discorso che chiaramente non può valere per l’attuale stagione e i playoff di quest’anno serviranno come di consueto per strutturare la graduatoria dei ripescaggi, utili a colmare eventuali lacune dell’organico della Serie C 2025/26: le difficoltà della Lucchese sono reali (il club rischia la retrocessione tramite playout), mentre le due presunte società in difficoltà facevano parte della nostra narrazione. Ciò non esclude, comunque, che ci possa essere la necessità di ricorrere realmente ai ripescaggi (come avvenuto tre anni fa alla Torres, che oggi naviga in terza posizione nel Girone B) già la prossima estate. A tal proposito il Varese ha dunque l’obbligo di ritrovare la retta via e provare a vincere i playoff del Girone A. Per la Varesina, invece, qualora dovesse sfumare il bersaglio grosso, varrebbe lo stesso discorso, per quanto snobbare una competizione (qualunque essa sia) non è affatto nelle corde rossoblù. Sia a Varese che Varesina, in conclusione, va il più grande e sincero augurio da parte della nostra Redazione affinché entrambe chiudano al meglio il proprio campionato.

Matteo Carraro

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