Quello della 10^ giornata di campionato è forse il podio più facile da stilare: il derby del Girone B premia la Castellanzese che ribalta in extremis 2-1 la Varesina, mentre lo sprofondo biancorosso in casa contro l’Asti non può che collocare il Varese sul gradino più basso del podio.

Confermato, dunque, il trend dell’ultimo periodo con i neroverdi che spiccano (forse a sorpresa) nei confronti di colleghi più quotati. Pur tra le polemiche ospiti, il successo nel derby è una palese dichiarazione d’intenti da parte di una Castellenzese che vuole in primis salvarsi per poi provare a sognare più in grande. Le Fenici, ancora una volta, vedono sfuggirsi dalle mani una partita che sembrava in totale controllo pagando ancora una volta a caro prezzo gli episodi. Il Varese, invece, tocca il punto più basso della stagione (e ce ne voleva a far peggio del 4-0 di Genova contro il Ligorna): l’Ossola rumoreggia e la sconfitta per 0-2 contro l’Asti sa di pesante bocciatura.

1° posto – Castellanzese

C’è una parola che ormai accompagna la Castellanzese: resilienza. I neroverdi vincono ancora, e lo fanno con il marchio di fabbrica che Del Prato sta riuscendo a imprimere: compattezza, spirito di sacrificio e capacità di restare dentro la partita anche quando la bilancia pende dall’altra parte. Contro la Varesina, per lunghi tratti padrona del campo, la Castellanzese soffre, rischia e ringrazia Poli per un paio d’interventi da urlo. Poi, nel finale, la svolta: un rigore (generoso) riapre la gara e il solito Chessa completa la rimonta nel recupero, firmando una doppietta da leader.

Se la fortuna aiuta gli audaci, questa Castellanzese se la sta andando a prendere con convinzione. Due vittorie consecutive dopo le delusioni bergamasche hanno riportato entusiasmo e aumentato la fiducia: la sensazione è che la squadra abbia trovato un’identità chiara, capace di sopperire ai limiti tecnici con organizzazione e spirito di gruppo. E ora la classifica sorride. Ma, attenzione, non è certo finita qui: la classifica resta cortissima e domenica prossima, sempre al “Provasi”, arriverà un lanciatissimo Pavia.

2° posto – Varesina

Il paradosso è servito: una delle migliori versioni stagionali della Varesina esce sconfitta. Un primo tempo praticamente perfetto, con Costantino ancora protagonista e un vantaggio meritato, non basta a mettere in ghiaccio una partita che sembrava in pugno. Poi, come in un copione già scritto, arriva il crollo: un rigore più che discutibile, un’espulsione severa e la beffa al 91’. La Castellanzese vince e se la gode, la Varesina resta con un pugno di mosche in mano e un penultimo posto che sa di pericoloso campanello d’allarme.

Difficile non condividere l’amarezza di Spilli e dei suoi ragazzi: la prestazione, al netto dell’epilogo, è stata confortante. Ma il dato resta: cinque pareggi e una sola vittoria in dieci giornate raccontano di una squadra che non riesce mai a chiudere i conti. Serve una scossa, mentale prima che tecnica, per uscire da questo incubo di occasioni sprecate e punti buttati via. Il fuoco, in fondo, c’è ancora. Va solo riacceso.

3° posto – Varese

Era la partita delle risposte. È arrivata solo una conferma: questo Varese (al momento) non è squadra da primissimi posti. Contro un Asti ordinato ma non trascendentale, i biancorossi si consegnano agli avversari con due errori elementari (immobilismo generale su un corner e punizione dalla trequarti che si poteva evitare) e con una sterilità offensiva che grida vendetta. L’immagine della giornata? Le mani nei capelli di Romero (che, dopo esser stato fermato dal palo, si vede negare da un super Brustolin anche il gol della bandiera) e i fischi dell’Ossola a fine partita.

Si è detto che il Varese deve seguire il suo naturale percorso, ma la sensazione è che la squadra abbia perso la bussola e la convinzione nei propri mezzi. Dopo dieci giornate, il Varese (che comunque resta quinto) appare prigioniero dei propri limiti: poca cattiveria, troppa frenesia e una fragilità difensiva che condanna ogni sforzo. Il pubblico merita di più, e la reazione deve arrivare subito, perché la pazienza della piazza è ormai agli sgoccioli: contro un Gozzano Dr. Jekyll & Mr. Hide altro crash test da non fallire.

Matteo Carraro

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