
Prosegue con numeri e riscontri sempre più importanti il percorso portato avanti dalla Delegazione di Varese del Comitato Regionale Lombardia guidata da Sebastiano Platania in sinergia con l’AIA. Parallelamente al progetto “Scendiamo in campo conoscendo le regole”, nato per avvicinare società sportive e mondo arbitrale attraverso incontri di formazione e sensibilizzazione, è infatti entrato nel vivo anche “Arbitriamo il futuro”: un’iniziativa a costo zero pensata per aiutare concretamente le società del territorio nella gestione delle gare dell’Attività di Base, delle amichevoli e, parallelamente, nella formazione di nuovi direttori di gara. Un progetto che punta a contenere i costi, creare qualità futura e favorire la crescita dei ragazzi coinvolti.
Un percorso che, oltre alla formazione e alla sensibilizzazione sulle regole del gioco, sta già producendo effetti concreti anche sul piano operativo e formativo. “Il progetto è andato avanti molto bene – conferma lo stesso Platania –. Le società hanno risposto con grande entusiasmo e siamo arrivati a 22 ragazzi che hanno scelto il doppio tesseramento e che inizieranno il corso arbitri: l’idea è quella di continuare ogni anno, così da creare nuovo materiale umano e alzare anche il livello complessivo”.
Numeri che vanno oltre le più rosee aspettative, sintomo di come la direzione intrapresa dalla Delegazione di Varese sia quella giusta. “Non pensavo che avremmo avuto una risposta così forte – prosegue Platania –perché già arrivare a una decina di ragazzi sarebbe stato un ottimo risultato; invece l’adesione è stata molto più ampia. Si tratta inoltre del primo progetto di questo tipo a livello nazionale, sostenuto direttamente dal presidente del Comitato Regionale Arbitri della Lombardia Emilio Ostinelli e dalla presidente del CRL Valentina Battistini. Siamo i primi in assoluto ad aver intrapreso questa strada e mi auguro che questi ragazzi possano diventare i capostipiti di qualcosa di ancora più grande. È un bene per tutti: serve ad avvicinare le società alle sezioni AIA e soprattutto ad abbassare quel muro che troppo spesso divide il mondo arbitrale da quello delle società”.
Il progetto è entrato ora in una fase operativa ancora più concreta. Nella serata di venerdì 29 maggio, presso la sede della Delegazione di Varese, i partecipanti al progetto sono stati accolti da Platania e dai presidenti AIA delle sezioni di Varese (Roberto Arcari Farinetti), Busto Arsizio (Diego Carrara), Gallarate (Davide Fera) e Saronno (Stefano Giannotti) oltre che dal presidente regionale Emilio Ostinelli. “È stato un momento importante – aggiunge il Delegato di Varese – perché abbiamo consegnato loro il kit con il logo del progetto: d’ora in avanti potranno già iniziare ad arbitrare gli Esordienti delle proprie società in tornei e amichevoli. Al termine del percorso avranno l’opportunità di aderire direttamente all’AIA sostenendo l’esame”. Un cammino strutturato che punta a un inserimento graduale e consapevole nel mondo arbitrale, spinto e sostenuto passo dopo passo dai vertici AIA. Non a caso, tutti i presidenti hanno risposto con entusiasmo all’appello di Platania, portando la propria esperienza e consigliando ai ragazzi di vivere questo percorso con curiosità, passione e spirito di crescita.

Roberto Arcari Farinetti ha sottolineato come il progetto abbia già prodotto risultati importanti: “Entrare direttamente nelle società ci ha permesso di far conoscere davvero il nostro operato. È un’esperienza che forma tanto e che aiuta a capire concretamente cosa significhi arbitrare”. Diego Carrara, invece, ha scherzato ma non troppo con i ragazzi presenti: “Quando inizierete ad arbitrare rischierete quasi di non voler più giocare perché questo mondo sa dare soddisfazioni diverse e vi coinvolgerà tantissimo”. Lo stesso presidente della sezione di Busto Arsizio ha poi lasciato spazio alla testimonianza del giovane arbitro Matteo, già protagonista in Seconda Categoria: “Arbitrare è bellissimo perché cambia completamente la prospettiva. Inoltre l’Associazione organizza tante attività anche fuori dal campo per coinvolgere noi giovani arbitri: buttatevi e non ve ne pentirete”.
Stefano Giannotti ha invece raccontato il proprio percorso personale: “Io ho iniziato quasi per scherzo 26 anni fa e sono ancora qui. Il primo ringraziamento va ai vostri genitori, ma il consiglio che vi do è di divertirvi e lasciare il tempo all’arbitraggio di farvi innamorare davvero di questo ruolo. Ci saranno momenti belli e altri più difficili, ma la passione deve nascere dentro di voi”. Davide Fera ha poi posto l’accento anche sulle opportunità umane e formative offerte dal mondo arbitrale: “In questo ambiente ci si diverte davvero e si vivono esperienze incredibili. Esistono anche progetti internazionali come Erasmus arbitrali che permettono di dirigere partite all’estero e confrontarsi con realtà differenti”.
A chiudere la serata è stato il presidente regionale Emilio Ostinelli: “Avete fatto una scelta importante perché essere arbitro significa assumersi responsabilità diverse rispetto a quelle del giocatore. Entrare in campo per decidere può spaventare, ma ne uscirete più forti indipendentemente dalla categoria in cui arriverete. In Lombardia abbiamo già 350 ragazzi con doppio tesseramento e chi arriva dal calcio ha spesso una marcia in più. Io stesso ho iniziato quasi per caso e mi sono ritrovato ad arbitrare Bologna-Cagliari in Serie A: questo percorso può portarvi in contesti che magari da calciatori non avreste mai immaginato. Ecco perché è fondamentale che anche la LND continui a spingere in questa direzione, lavorando parallelamente pure sulla sensibilizzazione dei genitori fuori dal campo. Mi auguro che il vostro possa diventare un esempio da esportare anche nelle altre Delegazioni”.
“Il prossimo anno metteremo insieme i due percorsi – conclude Platania con ancor più entusiasmo –: continueremo quindi con gli incontri di formazione e informazione, ampliando il lavoro anche ad altri temi oltre alle regole del calcio in relazione alle esigenze delle società, ma soprattutto avremo con noi i primi arbitri formati direttamente da questo progetto e sarà più facile anche promuoverlo ulteriormente, con l’idea di allargarlo sempre di più”. Un percorso che, nelle intenzioni della Delegazione di Varese, non si ferma alla formazione tecnica ma punta a diventare un vero contenitore educativo per tutto il movimento dilettantistico.
Matteo Carraro



























