
Il fatto che la Malnatese Calcio scomparirà resta una ferita difficile da accettare. Al di là delle versioni contrapposte, delle tensioni politiche e dei continui botta e risposta tra il club e il Comune che hanno infiammato gli ultimi mesi, il dato concreto è uno solo: il 30 giugno la storica realtà bianconera cesserà ufficialmente la propria attività. Dopo l’annuncio dell’addio e le parole amare di mister Achille Maresca, pronto a ripartire dal Gazzada Schianno, il Comune di Malnate aveva replicato attraverso un lungo comunicato ufficiale nel quale l’Amministrazione ha ribadito la correttezza dell’iter relativo al bando per la gestione degli impianti di via Gasparotto, sottolineando la necessità delle procedure pubbliche dopo gli investimenti PNRR e respingendo le accuse mosse dalla società.
Ora, però, arriva la controreplica del presidente bianconero Marco Bernasconi, che non usa mezzi termini e conferma come per la Malnatese non ci siano più margini per andare avanti. “Purtroppo questa volta è davvero finita – spiega il numero uno –. Ho già avviato tutte le pratiche necessarie per chiudere i contratti e soprattutto per garantire il miglior futuro possibile ai nostri tesserati. Dal primo luglio la Malnatese Calcio non esisterà più. Ed è proprio perché abbiamo davvero a cuore i nostri ragazzi e le famiglie che, a differenza di altri, ci stiamo muovendo concretamente per trovare soluzioni alternative e non lasciare nessuno per strada”.
A tal proposito qualcosa sotto traccia si sta già muovendo. Sul tavolo delle trattative ci sarebbe infatti la possibilità che la Concagnese, retrocessa dal Girone X di Seconda Categoria, possa rilevare il titolo sportivo così da mantenere viva almeno una parte del patrimonio calcistico costruito negli anni sul territorio malnatese. Parallelamente si lavora anche per salvaguardare il settore giovanile: la pista più concreta porterebbe verso il Gazzada Schianno (idealmente sulle orme di mister Maresca), realtà in forte crescita che potrebbe assorbire buona parte dell’Agonistica e dell’Attività di Base per garantire continuità tecnica e organizzativa ai ragazzi coinvolti nell’ormai ex progetto bianconero. “Sono società serie e affidabili – dichiara Bernasconi –: mi auguro che si possa arrivare a una soluzione positiva e, in tal senso, mi piace pensare che una parte della mia Malnatese possa continuare a vivere altrove”.
In questo contesto Bernasconi tiene a spendere parole importanti proprio per il tecnico uscente, simbolo dell’ultimo biennio malnatese: “Achille è stato molto più di un allenatore. È stato il volto, l’anima e il trascinatore di questo progetto. Ci ha messo cuore, passione, tempo e competenze, costruendo qualcosa di vero dentro e fuori dal campo. Lo ringrazierò sempre per quello che ha dato alla Malnatese e sono sicuro che farà benissimo anche nella sua nuova avventura”. La lista dei ringraziamenti, però, è ben più ampia e Bernasconi non manca di citare tanti altri ormai ex protagonisti bianconeri: “Il percorso che abbiamo costruito è stato possibile solo grazie al grande lavoro dello staff e del consiglio direttivo, in particolar modo di Joes Mascari: non è stato solo il vicepresidente, ma una persona di grande valore e prima di tutto un amico vero. Un pensiero va al nostro storico segretario Moreno, agli allenatori, ai nostri atleti e a tutti i genitori che cii hanno sempre dimostrato grande fiducia”.
Poi arriva anche una nuova stoccata indirizzata all’Amministrazione comunale: “Negli ultimi tre anni i nostri allenatori qualificati hanno prestato gratuitamente ore del loro tempo nelle scuole di tutta Malnate, mettendosi a disposizione dei ragazzi e del territorio senza chiedere nulla in cambio. Eppure dal Comune non è mai arrivato nemmeno un grazie”.
La sensazione, al netto di tutte le ricostruzioni e delle inevitabili polemiche, è che a perdere siano soprattutto i ragazzi. La chiusura della Malnatese rappresenta infatti un duro colpo per il movimento calcistico locale: decine di giovani calciatori saranno costretti a spostarsi altrove per continuare a giocare, mentre una città storicamente innamorata del pallone rischia di vedere disperdersi un patrimonio sportivo e sociale costruito negli anni con sacrifici, passione e senso di appartenenza. “L’augurio – conclude amaramente Bernasconi – è che questo possa essere un lungo arrivederci e non un addio. Ma, purtroppo, non dipende solo da me e da chi ha a cuore la Malnatese Calcio”.
Redazione





























