Una partita, un mare ed un volo in aereo. Tale è la distanza che separa la Pallamano Cassano Magnago dal sogno di conquistare il primo Scudetto della storia, a livello seniores, del club. Dopo il 30-29 di Gara1, i ragazzi di coach Matteo Bellotti saranno di scena sabato 20 maggio in quel di Sassari per provare ad approfittare subito del primo matchball tricolore.

Non sarà, però, sicuramente facile, come sa bene Federico Mazza che ci racconta così come in casa amaranto si sta vivendo l’attesa per una partita che vale più di un solo titolo, vale la storia e l’immortalità sportiva.

Federico, qual è stata la chiave per la vittoria di Gara1?
“Una delle chiavi è stata sicuramente la forza mentale che abbiamo dimostrato. Siamo rimasti concentrati 60′, riuscendo a resistere al ritorno di Sassari nel secondo tempo. Abbiamo giocato la nostra pallamano, non ci siamo snaturati e anzi, siamo riusciti a recuperare anche quando siamo andati sotto. Poi sicuramente avere 600 tifosi che ti spingono e ti danno forza ti permette di tirare fuori quel qualcosa in più che solitamente magari non hai”.

Mi racconta le emozioni di giocare una finale scudetto? E’ cambiato qualcosa rispetto a tutte le altre partite?
“E’ molto difficile spiegare ciò che ho provato, soprattutto per me che ero alla prima finale Scudetto della carriera. Ho provato una specie di ansia positiva che mi ha dato una voglia di giocare pazzesca, qualcosa che non ho mai provato in regular season”.

Respira anche in città l’emozione e la tensione per questa serie finale?
“Assolutamente sì. Penso che il Tacca non sia mai stato pieno quanto Gara1. Si stanno appassionando a noi anche tante persone che magari finora non avevano mai assistito ad una partita di pallamano e questa è una cosa che ci carica ancora di più ed allo stesso tempo ci responsabilizza”.

A pochi giorni da quella che potrebbe essere una notte storica per tutti voi, come sta vivendo queste ore d’attesa? Come si riesce a rimanere focalizzati e non rischiare di farsi portare troppo in là con la mente?
“Durante la settimana l’aspetto emozionale va in secondo piano, perché siamo totalmente concentrati sulla preparazione della partita. Sarà sicuramente diverso sabato nel prepartita, però l’importante è trasformare tutte le emozioni in carica agonistica. Dobbiamo stare focalizzati per 60′, rimanendo concentrati su ciò che dobbiamo fare in campo”.

Che Gara2 si aspetta?
“Sarà una battaglia fin dai primi minuti. Sappiamo che troveremo un palazzetto molto caldo ma non dovremo farci influenzare da ciò. Sappiamo che la pressione maggiore ce l’hanno loro, noi proveremo a cogliere subito il primo matchball a nostro favore, anche se so che loro partiranno subito molto aggressivi ed intensi”.

Domanda secca: la chiudete in Sardegna, sì o no?
“A questa domanda non risponderò perché sono molto scaramantico (ride, ndr)”.

Alessandro Burin
Foto Alessio Lucchetti

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