
La stagione appena conclusasi ha regalato la migliore delle gioie al Cistellum, con la straordinaria vittoria in rimonta sul Bosto nell’ultima gara del triangolare regionale, valida per il tanto atteso balzo in Prima Categoria. Un traguardo storico per la società di Cislago, che celebra il decimo anno dalla sua rifondazione con un trionfo eccezionale e tutt’altro che scontato a seguito del secondo posto maturato nel Girone Z, al termine di un entusiasmante duello infinito con la capolista Samarate, conclusosi con un solo ma pesantissimo punto di vantaggio a favore della formazione di mister Squizzato. Da lì in poi, il netto successo in finale playoff sulla Jeraghese e la cavalcata nel turno regionale, chiusasi con l’epilogo migliore per i biancoviola.
Ora il club cislaghese è al lavoro per ritagliarsi un ruolo da potenziale rivelazione nel probabile Girone A (o eventualmente N) di Prima Categoria, con le prime notizie ufficiali che svelano il ritorno in panchina di Ulisse Raza e del nuovo arrivo nell’area dirigenziale, rappresentato dalla promozione a Direttore Sportivo di Matteo Ferrario, che rimpiazzerà il DS uscente Simone Morandi. A confermare l’indiscrezione è stato lo stesso Alessandro Amato, artefice della favola promozione dei biancoviola nell’ultimo anno: subentrato a metà stagione per raccogliere l’eredità di mister Palazzi, l’ex tecnico della Gerenzanese ha confermato la sua grande esperienza e il suo spirito tenace, guidando i suoi ragazzi sulla via del balzo di divisione. A malincuore la scelta di rinunciare alla panchina biancoviola per il prossimo anno, ma la sua avventura con il Cistellum è tutt’altro che finita: Amato infatti tornerà a ricoprire la carica di Direttore Generale, impiego con il quale aveva iniziato la scorsa stagione, rimanendo dunque a fianco del gruppo e della società anche per l’annata che verrà.
Mister, sono passate due settimane ormai dalla storica vittoria in finale playoff contro il Bosto: quali sensazioni rimangono da quella straordinaria partita? E come avete festeggiato?
“Abbiamo celebrato in maniera degna della situazione, siamo andati al campo a Cislago a festeggiare fino a notte inoltrata. I ragazzi se la meritavano tutta. Devo dire che la stagione si racchiude nel gol del 3-2 in finale, dove tutti siamo corsi in campo ad abbracciare Bonfrate: è stata una liberazione generale, lì ho visto un’unione importante, quella forza che abbiamo decisamente voluto da quando ho intrapreso questa avventura a Cislago, dove a inizio anno ricoprivo il ruolo di Direttore Generale, andando poi a indossare i panni da allenatore per vari motivi. Quell’abbraccio di tutti chiude un’annata faticosa, di grandissimi sacrifici, pesante a livello mentale, dato che su di noi c’erano molte aspettative. Abbiamo trovato sul nostro cammino un Samarate all’altezza della situazione, noi siamo sempre stati lì e sembrava che soffrissimo di vertigini, però alla fine il giusto premio per i ragazzi è stato arrivare a quell’obiettivo, non entrando dalla porta principale ma da quella secondaria e arrivandoci con grande merito”.
Un successo tutt’altro che scontato, soprattutto dopo il secondo posto all’ultima giornata e la complicata gara con la Robur: dove avete trovato le forze per chiudere al meglio la stagione?
“Dopo l’ultima di campionato a Borsano eravamo amareggiati. Tuttavia il martedì successivo alla gara, ho parlato alla squadra e per come si sono allenati, mi sono detto fra me e me che questa squadra sarebbe arrivata a vincere, perché vivendoli quotidianamente, sapevo cosa avrebbero potuto darmi. Con la Robur abbiamo fatto un buonissimo primo tempo, il secondo tempo un po’ meno, anche per merito degli avversari. Evidentemente non siamo stati la schiacciasassi con la quale venivamo dipinti, ma con il tempo siamo stati capaci di costruire un gruppo veramente forte. Guardando i ragazzi negli occhi sapevo che ce l’avremmo fatta, e così è stato. La gara con il Bosto ha dimostrato ciò, ha evidenziato una squadra, un gruppo enorme, unito, capace di ribaltare due volte il risultato contro una buonissima formazione. Partita dopo partita, ci siamo fortificati, diventando un gruppo molto coeso”.

Al termine della finale con il Bosto ci eravamo lasciati con una domanda sul futuro: ora questo momento è arrivato, con la notizia del ritorno di Ulisse Raza sulla panchina del Cistellum: ci spieghi com’è arrivata questa decisione.
“Mi aspettavo questa decisione perché io purtroppo, dopo aver vinto il campionato di Seconda Categoria con la Gerenzanese, ho dovuto smettere di allenare per motivi lavorativi. Dunque a malincuore ho dovuto abbandonare quest’idea. Quest’anno son partito per ricoprire la carica di Direttore Generale, poi c’è stato quel che c’è stato, prendendomi quest’impegno con tutti i rischi del caso; fortunatamente è andata bene. Ad ogni modo io sono abituato così, ci metto la faccia in tutto quello che faccio e senza alcun tipo di rimorso. Il discorso di cambiare allenatore dunque era nel pallino nostro, soprattutto mio, perché la società mi ha chiesto se volessi continuare ad allenare, però purtroppo non è un impegno che posso garantire di mantenere. L’arrivo di Ulisse Raza è per me molto importante, perché aldilà delle qualità dell’allenatore che conosciamo tutti, si tratta di una persona che conosco da più di vent’anni, abbiamo anche giocato insieme. Quando ero direttore sportivo/giocatore a Tradate, lo volli fortemente come allenatore e abbiamo vinto il campionato. Questa volta c’è stata la possibilità di tornare a lavorare insieme e parlando col nuovo DS Ferrario ci siamo trovati d’accordo. Sono molto contento per il suo arrivo perché a Cislago arriva un allenatore preparato, competente e soprattutto un allenatore importante a livello caratteriale, di cui la squadra ha bisogno”.
Un’ottima scelta per affrontare una stagione in Prima Categoria che si preannuncia ancora una volta di alto livello
“Noi dobbiamo crescere. Abbiamo fatto di tutto per arrivare in questa categoria e ora dobbiamo dimostrare di meritarcela. Ci vuole grande positività, sappiamo che potremmo avere dei momenti bui, ma ciò deve motivarci per lavorare sempre meglio. Abbiamo fatto tanto per arrivare in Prima, il Cistellum precedentemente al mio arrivo ci aveva provato insistentemente senza riuscirci, quest’anno ce l’abbiamo fatta e di conseguenza ora il lavoro dev’essere ancora più intenso e di qualità rispetto a quanto già fatto, perché questa società si merita di blindare la categoria e magari in un futuro provare a puntare a qualcosa di diverso”.
Infine, il DG del Cistellum ha annunciato l’addio di Simone Morandi dal ruolo di Direttore Sportivo del club, dedicandogli un messaggio di stima e affetto: “Volevo aggiungere un ringraziamento personale a Simone Morandi, perché da quest’anno non farà più parte per motivi personali della società. Volevo ringraziarlo pubblicamente perché sono stato molto felice di poter condividere con lui questa costruzione che ha portato alla vittoria. Gli auguro il meglio per il suo futuro calcistico e di vita”.
Francesco Marcassa

























