Alzare il livello. Questa è la mission in casa BasketBall Gallarate che, dopo aver raggiunto i playoff di B Interregionale nella scorsa stagione, uscendo a testa alta nel primo turno contro Gorizia, vuole ora provare a vivere una stagione ancora più entusiasmante dando continuità al progetto tecnico-tattico di coach Allegretti che, benché solo al primo anno sulla panchina biancorossa, ha già dato importanti frutti.

Per farlo i galletti hanno operato sul mercato in maniera chirurgica, centrando praticamente tutti gli obiettivi che si erano posti: dal bomber Bonavida a Nasini, passando per Buckner come ala grande ed i giovani Pisati e Paparella, che si aggiungono alle conferme di Meier, Veronesi, Clerici, Lunardi e Albique dalla passata stagione.

Un roster di tutto livello e che permette di poter pensare di puntare in alto alla squadra del Presidente Valentino, anche se la barra dell’attenzione deve rimanere sempre altissima in un campionato che sarà molto equilibrato, come ci tiene a sottolineare coach Allegretti ai nostri microfoni.

Che bilancio dà del mercato svolto?
“Sono molto soddisfatto. Con il DS Ciardiello e il Pres Valentino c’è stata massima collaborazione. Mi hanno lasciato scegliere i giocatori che volevo e tutti quelli che abbiamo preso li ho fortemente voluti. Ho avuto grande libertà e siamo stati perfettamente allineati. Sono davvero soddisfatto. Penso che tutti abbiano ampi margini di miglioramento. Inoltre, abbiamo aggiunto più fisicità, che forse era l’unico aspetto in cui l’anno scorso ci mancava qualcosa.”

Le faccio due nomi: Veronesi e Lunardi che, dopo un buona annata, sono chiamati a un importante salto di qualità nella prossima stagione. Cosa si aspetta da loro?
“Sono contento di quello che hanno fatto l’anno scorso. Non era facile il passaggio dalla Serie C alla Serie B Interregionale, dove soprattutto la fisicità è diversa. Pur con qualche alto e basso, hanno fatto vedere cose positive. Da Veronesi mi aspetto una crescita nella gestione del playmaking: è un ragazzo molto intelligente e sono convinto che possa migliorare ulteriormente. Lunardi, invece, deve acquisire più sicurezza e credere maggiormente nelle proprie qualità. Deve crescere fisicamente perché ha un potenziale molto alto, ma anche dal punto di vista mentale, acquisendo più convinzione, cattiveria agonistica e aggressività, naturalmente in senso sportivo. Mi aspetto una crescita importante da entrambi. La concorrenza sarà elevata e dovranno conquistarsi il campo ogni giorno, in allenamento e in partita.”

Parliamo di Tyrus Buckner. Perché è ricaduta su di lui la scelta? Un profilo molto diverso da Romanò che l’anno scorso occupava quel ruolo…
“Volevamo un giocatore che sapesse giocare più vicino a canestro e sapesse avvicinarsi il più possibile al ferro. L’anno scorso l’unico che lo faceva con continuità era Albique, mentre gli altri erano più perimetrali. Cercavamo più sostanza nel pitturato e una presenza fisica maggiore in area. Ho visto quello che ha fatto al college e penso che qui possa esprimersi molto bene. È un grande atleta, in grado di sostenere i nostri ritmi, può giocare fronte a canestro, ha un buon tiro dalla media distanza e si adatta perfettamente al modo in cui voglio giocare. Credo che possa darci una doppia dimensione: quella della corsa e dell’aggressività, ma anche quella legata ai cambi difensivi e alle situazioni tattiche vicino a canestro. È chiaro che non ha mai giocato in Italia. Arriva da stagioni molto positive al college, mentre in Argentina, nella massima serie, ha avuto meno spazio. Per lui questa deve essere una stagione molto importante.”

Meier, Bonavida, Nasini, Clerici: insomma, tante bocche da fuoco da sfamare. La chiave sarà trovare il giusto equilibrio?
“Sì, ma è anche vero che non sono giocatori accentratoti o mangia palloni. Sono ragazzi che hanno punti nelle mani, sanno tirare ma anche attaccare il ferro. Non credo ci saranno problemi nella distribuzione dei palloni. Io non prediligo un singolo giocatore, ma il gioco di squadra e la condivisione della palla. Voglio che tutti siano protagonisti. Poi ci saranno partite in cui uno emergerà più degli altri, ma le responsabilità saranno distribuite in maniera equilibrata. L’importante è avere tante soluzioni e dare a tutti la possibilità di attaccare, tirare, correre il campo, spingere la transizione e giocare il pick and roll. Dobbiamo sempre correre e creare opportunità. Mi interessa che siano in grado di costruire occasioni sia per se stessi sia per i compagni. Sono convinto che tutti avranno i loro tiri.”

Che valutazione dà al Girone in cui siete stati inseriti?
“Onestamente conosco poco le due squadre sarde. Conosco il coach di Cagliari e so che sarà una trasferta complicata, anche per il clima che troveremo al palazzetto. Avremo inoltre le squadre piemontesi, che andranno valutate. Mi aspetto sinceramente un girone simile a quello dell’anno scorso: molto equilibrato, con pochi punti di differenza tra la zona playoff e quella playout. Non vedo una squadra come la Sangiorgese della scorsa stagione, che sulla carta era la più attrezzata per vincere. Mi aspetto un campionato molto equilibrato.”

Alessandro Burin

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