
Una stagione da outsider all’altezza di qualunque avversario, l’affiatamento di un gruppo che ha trovato nell’unione di intenti la propria forza, una salvezza diretta raggiunta in extremis all’ultima giornata: è così che la Besnatese ha scritto un’altra pagina di storia, difendendo una categoria conquistata per la prima volta in assoluto undici mesi fa. Se il salto in Eccellenza, regalo anticipato per i novant’anni del club, era stato definito come una vera e propria impresa, non può essere diversamente per l’undicesimo posto di quest’anno, a una piccola ma al tempo stesso enorme lunghezza di distanza dalla zona playout.
Tanta la soddisfazione condivisa in tutto l’ambiente: per la famiglia Pozzi, il tecnico Varaldi, lo staff, i collaboratori, i protagonisti in campo e, naturalmente, l’artefice di questa squadra “eccellente”: il direttore sportivo Simone Borrelli, che ha concluso nel migliore dei modi il suo terzo anno in questa Società.
Cominciamo dall’inizio: in estate molti addetti ai lavori e non vi davano già per spacciati ai nastri di partenza… Per te che questa squadra l’hai costruita, che effetto ti facevano quei pronostici? E quali erano stati i principi guida della campagna acquisti?
“Sapevo che avremmo dovuto dimostrare di non essere retrocessi in partenza e lavorare ogni giorno per raggiungere il nostro obiettivo, perché le parole lasciano il tempo che trovano e il vero giudice è sempre il campo. Nella costruzione della rosa, ci siamo indirizzati su giovani di qualità, affiancati da qualche giocatore più esperto che conosceva già la categoria, e questo mix si è rivelato vincente, mantenendoci comunque tra le squadre con l’età media più bassa del girone”.
Nel corso della stagione avete spaziato tra diverse fasce di classifica. Come valuti l’andamento complessivo della squadra? C’è stato un momento in cui la preoccupazione di non salvarvi si è fatta sentire con più intensità?
“La squadra è partita forte, com’è normale che sia per una neopromossa, e ha fatto un girone di andata straordinario, chiudendo al quinto posto con 25 punti. Il girone di ritorno è sempre più difficile, perché è lì che man mano si esprimono i valori di un campionato come l’Eccellenza, che quest’anno si è dimostrato di altissimo livello. Secondo me siamo stati bravi a tenere i piedi per terra, senza farci prendere dall’entusiasmo della prima parte di stagione, proprio perché il nostro obiettivo non è mai cambiato. Dopo la sconfitta di Vigevano ci siamo trovati in una situazione delicata, ma la squadra è sempre stata viva e come società non gli abbiamo mai fatto mancare la nostra vicinanza. Siamo andati tutti nella stessa direzione, convinti di poterci salvare nelle ultime due partite senza passare dai playout, e così è stato”.
Quali sono state le vostre armi vincenti?
“Sicuramente la coesione tra società, giocatori e staff. Siamo stati un blocco unico, dal 18 agosto fino alla fine, e questa è stata la nostra forza. Sapevamo fin dall’inizio che avremmo incontrato delle difficoltà, ma eravamo pronti a superarle insieme e insieme ce l’abbiamo fatta. Non meritavamo di retrocedere direttamente, ma neanche di fare i playout, e penso che questa salvezza sia stata il giusto premio per una stagione che i ragazzi hanno affrontato sempre con il massimo impegno e una grande serietà e professionalità”.
La vittoria valsa la salvezza è arrivata nel momento più importante di tutti, dopo un digiuno di quattro giornate. Un’altra prova della forza di volontà del gruppo?
“Già con il pareggio con il Vis Nova Giussano avevamo trovato l’atteggiamento giusto, e questo era un buon segnale. Sapevamo che a Sesto sarebbe stato fondamentale vincere ma che la salvezza non sarebbe dipesa solo da noi e che avremmo anche dovuto sperare in qualche risultato sugli altri campi. I ragazzi hanno fatto una grandissima prestazione, contro una squadra che come noi aveva bisogno dei tre punti; da ex Sestese vorrei dire che mi spiace molto per la loro retrocessione e faccio alla società un grosso in bocca al lupo affinché possa tornare il prima possibile nella categoria che Sesto merita”.
Personalmente, in questo triennio alla Besnatese, le soddisfazioni non sono mancate. Hai già qualche idea per il futuro?
“Vero. Al primo anno abbiamo vinto il campionato Juniores regionale, guadagnando la categoria Élite, e con la Prima Squadra siamo arrivati in finale playoff, col pareggio di Ispra. Al secondo anno siamo saliti di categoria e al terzo ci aspettava la parte più difficile: cercare di mantenerla. Per un piccolo paese come Besnate, che ha potuto toccare con mano l’Eccellenza calcando piazze come Saronno, Arconate, Legnano, Solbiate, essere ancora qui è un grande risultato e un motivo di orgoglio. In questi giorni il nostro unico pensiero è quello di festeggiare, perché è stata una stagione faticosa ed è giusto che ognuno si prenda i propri meriti. Da settimana prossima penseremo anche al futuro; per quanto mi riguarda incontrerò la proprietà e analizzeremo lucidamente la situazione, senza farci prendere dalle emozioni o dall’entusiasmo, perché le stagioni vanno programmate con cura in ogni dettaglio. Partendo dal presupposto che è stato fatto un miracolo sportivo, con una squadra che molto probabilmente vincerà il Premio giovani, valuteremo insieme il da farsi”.
Intanto, vuoi fare una dedica o un ringraziamento per questo traguardo?
“Parto dal nostro allenatore. La scelta di Marco Varaldi è stata fortemente voluta; eravamo convinti che ci avrebbe portato al risultato finale ed è stato veramente il nostro condottiero. Un ringraziamento immenso va anche al suo staff tecnico, composto dal vice allenatore Cristiano Callegaro, dal preparatore atletico Giovanni Lombardo e dal preparatore dei portieri Arturo Consonni; insieme hanno fatto un lavoro strepitoso, vivendo la squadra ventiquattr’ore al giorno, tutti i giorni, per portare a casa questa salvezza. Ringrazio anche i nostri dirigenti storici, Flavio Tortorella e Paolo Bordoni, e il nostro fisioterapista Davide Pastorello. Grazie ai ragazzi; personalmente ero convinto di aver scelto grandi calciatori ma prima ancora grandi uomini, e tutti loro si sono dimostrati tali. Grazie anche ai nostri tifosi; l’anno scorso ci avevano dato una spinta enorme e anche quest’anno ci hanno fatto sentire tutto il loro supporto, soprattutto in casa, diventando il vero e proprio dodicesimo uomo in campo. Un pensiero speciale va a tutta la famiglia Besnatese, ai volontari e alle persone che lavorano per questa società. A Paolo Pozzi posso solo dire grazie per la fiducia che ha riposto in me, soprattutto per avermi lasciato il mio raggio d’azione; questa stagione la dedico anche a lui perché se lo merita e perché so tutti i sacrifici che lui e la sua famiglia fanno per la Besnatese. Ringrazio anche i giocatori dell’anno scorso, perché è merito loro e di mister Rasini se oggi siamo qui a parlare di questo risultato raggiunto in Eccellenza. E grazie anche alla mia famiglia e alla mia ragazza, che mi hanno sempre sopportato e supportato in questa mia passione che porta via tanto tempo. E visto che tra tre mesi mi sposo… ora possiamo pensare con serenità al matrimonio”.
Silvia Alabardi





























