
Una sconfitta è sempre una sconfitta. Comunque la si voglia girare. E il modo con cui Mauro Zironelli ha derubricato lo 0-1 di ieri con la Solbiatese tradisce (forse), un progetto tecnico (quello biancoblu), ancora in fase di rodaggio: “Io non sono capace di fare una partita così. Loro nelle uniche due occasioni hanno preso un palo e fatto il gol. Bravi loro. Cosa dovrei dire? Non avevo previsto che il loro portiere parasse tutto…”. Già, tutto vero. Ma anche tutto maledettamente lecito. Perché che Chironi sia in porta per parare, beh, non è neanche il caso di dirlo… A maggior titolo vista la scarsa vena degli attaccanti tigrotti. Ma che un avversario (comunque con qualità inferiore, al di là del risultato), possa impostare la gara con strategia molto conservativa (eufemismo), è roba da mettere in conto.
Un gioco delle parti di cui l’esordiente Andrea Aletti non ha certo fatto mistero. Contro ogni retorica: “Era una partita proibitiva. Non potevamo affrontarla a viso aperto”. Ecco, appunto. La disinvolta Arconatese di settimana scorsa aveva fatto da cavia. La Solbia ha invece preferito cambiare copione. Consapevole della propria dimensione tecnica. Meglio farsene una ragione. La Pro Patria dovrà gestire (e risolvere), molte sfide analoghe in questo Campionato. In qualche modo un privilegio. Considerandolo un segno di rispetto. Domenica (ore 15), trasferta a Venegono con la Varesina. Reduci da 3 sconfitte le Fenici non faranno sconti. E quanto visto ieri in via Cà Bianca potrebbe aver fatto scuola.
Presto che è tardi
Solo un paio di giornate fa Zironelli aveva chiosato il momento biancoblu smontando un assunto: “I ragazzi fanno sembrare tutto facile. Ma non lo è per niente”. A distanza di pochi giorni, la sensazione è decisamente quella di un calo di tensione. O di attenzione. Comprensibile? Per nulla. Secondo il thienese: “Approccio alla partita non consono come le altre volte. Non mi è piaciuto l’atteggiamento dei primi 20’. Poi abbiamo fatto meglio. Prendendo anche la traversa e creando diverse situazioni. Nella ripresa siamo ripartiti un po’ meglio. E’ mancata precisione. Ci può stare dopo 7 partite ufficiali. Ma il migliore in campo è stato il loro portiere. Non abbiamo saputo rimontare. Lo svarione sul gol? (commesso da Aliata, ndr). L’errore tecnico ci sta. A me non piace l’errore tattico. Siamo stati troppo lunghi nei primi minuti. Anche senza rischiare niente. Tante situazioni in cui non siamo stati bravi. Poco fortunati e poco cinici. Ma ci sta. Non posso condannare niente. Un po’ di confusione negli ultimi minuti. In cui comunque abbiamo creato occasioni. Domenica con l’Arconatese avevamo fatto 3 gol ai primi 3 tiri. La sconfitta brucia. Prima partita un po’ appannata. Io andrei più al tiro con i centrocampisti. Ci andiamo poco dalla distanza. Siamo più abituati a fare l’assist o il passaggio”. Sfumatura tecnica tutt’altro che marginale. Per reggere il confronto con la Pistoiese di Bisoli, serve maggior duttilità. Provando a vincere in più modi. E non in uno solo.
C’è un grande prato verde
Busto, abbiamo un problema. E pure bello grosso. Altro che “Un mondo d’amore” dell’ineffabile Gianni Morandi. Il terreno di gioco dello “Speroni” è in pessime condizioni. Lo si vede ad occhio nudo. “I campi vanno messi a posto”, lo ha certificato pure Zironelli. Senza accampare alibi, chissà che anche la svirgolata di Aliata non sia debitrice della zollatura maculata osservata ieri. A stretto giro si dovrebbe intervenire. Stagione permettendo.
Sempre la stessa storia
It’s like déjà vu all over again. Per citare il sommo filosofo Yogi Berra. Poi dicono che la tradizione non conta. O non entra in campo. La Solbiatese non vinceva a Busto dal primo giugno 1969 (0-2). Ma, nel complesso, i nerazzurri si sono imposti in 9 incroci con i tigrotti. Qualcosa vorrà pur dire. Andrea Aletti si confronta con la strettissima attualità: “E’ un sogno che si è realizzato. Nel primo tempo potevamo ripartire meglio. I ragazzi mi hanno dato sicurezza. Dobbiamo prendere questa vittoria con serietà”. Il match winner Dennis Scapinello si affida al fiuto del veterano: “Sul gol sono andato perché ho creduto nell’errore, a volte la palla va in fallo laterale. Questa volta no”. Per l’inviolabile portiere Gianmarco Chironi, poco più di un telegramma: “Vittoria di tutti. Ma gran parte del merito va al mister”.
La leggendaria storia degli 893
Facciamo due conti. Secondo il dato ufficiale, ieri allo “Speroni” si sono registrati 893 ingressi. Ma stando alla (purtroppo), ultratrentennale frequentazione i presenti erano invece sensibilmente superiori. Anche in funzione dei 1.322 abbonati. Urge riconteggio degli accessi. Per quello che può valere.
Giovanni Castiglioni
(interviste da YouTube Aurora Pro Patria 1919 Official e Solbiatese Calcio 1911 Official Facebook)
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)






























