
La Ckoss Polihandy di Oggiona con Santo Stefano conquista la Coppa Italia CSEN di Karate e Parakarate a Pescara, un torneo aperto a tutti i karateka, normodotati e atleti con disabilità. Si tratta della prima affermazione per la società, che si è distinta anche nella classifica generale per cinture marroni e nere. Il Maestro e Presidente Rolando Gaido racconta un’esperienza segnata da un’ottima organizzazione e da un arbitraggio di livello, sottolineando l’impegno degli atleti nelle prove di kata e kumite e il valore del percorso di qualificazione. Tra i temi affrontati anche la difesa personale verbale, considerata uno strumento utile per gestire la violenza psicologica e prevenire possibili aggressioni nella vita quotidiana.
Maestro Gaido, quale trofeo avete vinto?
“Per la prima volta noi della Ckoss Polihandy di Oggiona abbiamo vinto la Coppa Italia CSEN di Karate e Parakarate a Pescara, aperta sia agli atleti disabili, intellettivi e fisici, sia ai karateka normodotati; a livello societario ci siamo classificati primi nella classifica generale come categoria cinture marroni e nere”.
Quali gare avete svolto?
“Abbiamo eseguito i katà, gli stessi sui quali ci stiamo allenando in vista dei prossimi Europei di Francoforte, in Germania, come ad esempio il katà “Sansai”, “Gojushiho Dai” e l’“Unsu”, e anche il kumitè, riservato ai soli nostri atleti normodotati; abbiamo portato per il kumitè una squadra di ragazzi categorie Esordienti e Cadetti. A novembre 2025 abbiamo vinto i campionati nazionali nella categoria cinture marroni e nere”.
Per voi della Ckoss Polihandy, cosa significano questi traguardi?
“In merito alla vittoria della Coppa Italia CSEN di Parakarate e Karate, è la prima volta che la vinciamo e ci siamo confrontati con 105 altri dojo provenienti da diverse regioni d’Italia, ad esempio da Perugia, Roma, Napoli e anche dalla Sicilia, ed erano realtà molto note nel mondo del karate; nel complesso sono molto soddisfatto e ho notato che i nostri atleti disabili, mentre svolgevano le prove di katà, erano molto motivati; 60 prove di katà sia con disabili intellettivi sia con disabili fisici. Giovedì 12 maggio 2026 il capogruppo in consiglio regionale della Lombardia accoglierà Montanari, Buwalda e Allesina, e poi premierà nella Sala Giorgio Gaber tutta la squadra vincitrice della Coppa Italia CSEN”.
In generale, come giudica il livello di Karate espresso?
“Ho visto un livello di karate dal punto di vista tecnico medio-alto”.
Durante le prove di kumitè, i vostri atleti erano emozionati?
“Sì, i nostri karateka normodotati erano emozionati, perché per diversi di loro era la prima gara di karate sportivo. Hanno gestito bene l’ansia da prestazione e hanno comunque agito molto bene, dimostrando un livello di kumitè buono. I nostri giovani atleti sono in progressiva evoluzione tecnica, pur non avendo ancora raggiunto le abilità e l’esperienza nella pratica che può avere invece un karateka adulto”.
L’organizzazione e l’arbitraggio?
“Organizzazione perfetta e arbitraggio molto buono in Coppa Italia CSEN; lo CSEN è un ente di promozione sportiva convenzionato attivamente con la FIJKLAM, e una competizione come la Coppa Italia è di per sé molto impegnativa”.
Come si accede alla Coppa Italia CSEN?
“Ci si iscrive su un portale; si tratta dell’estensione del campionato nazionale italiano di karate”.
Cosa ne pensa della difesa personale verbale?
“Ritengo che alcune nozioni di difesa personale, anche verbale, andrebbero insegnate a tutti, anche ai più piccoli, allo scopo di prevenire ad esempio una persona che intende aggredirci realmente; al momento non abbiamo attivato dei corsi di difesa personale, i quali sono gestiti tecnicamente, supportando il Comune di Oggiona con Santo Stefano”.
Secondo lei, le parole possono placare la violenza psicologica?
“Sì, e credo che le parole siano anche in grado di attenuare eventuali aggressioni fisiche da parte di coloro che intendono danneggiarci o indurci in situazioni di pericolo reale e imminente”.
Obiettivi futuri?
“I prossimi Campionati Europei di Parakarate e Karate a Francoforte, in Germania”.
Nabil Morcos
































