
Come nelle scalate in montagna, il pezzo più duro arriva sempre alla fine. Quando ormai vedi la vetta, quando le energie residue sono poche e devi affidarti a tutto ciò che hai dentro, soprattutto la forza di volontà, il carattere, la voglia di non mollare, per completare il cammino e goderti il premio di tutta la fatica fatta per arrivare fin lì.
A questo punto è arrivata la stagione della Pallamano Cassano Magnago che dopo aver chiuso la regular season con il record da quando esiste il girone unico di 24 vittorie in 26 partite, è arrivata ora al momento della verità, ossia i playoff del campionato, che vedranno gli amaranto impegnati nel primo turno contro Fasano. Una sfida, al meglio delle tre, che non sarà assolutamente facile per Dapiran e compagni, tenuto conto che proprio contro Fasano hanno subito uno dei due stop stagionali in campionato benché a inizio stagione.
Proprio con il giocatore della Nazionale abbiamo fatto il punto sul momento in casa Cassano Magnago, fatto di attesa e di fremito in vista di una corsa playoff che potrebbe regalare un sogno inimmaginabile anche solo fino ad un anno fa.
Dapiran partiamo dal dato con cui avete concluso la regular season: 24 vittorie in 26 partite. Un record clamoroso…
“Credo che sia un record assoluto di punti e di vittorie da quando esiste il girone unico. Nonostante tutti questi infortuni siamo sempre rimasti competitivi; il coach ha fatto qualcosa di straordinario, cambiando modo di giocare e interpreti, ma riuscendo sempre a portare il risultato. Va fatto un plauso a tutti”.
L’uscita anticipata in Coppa Italia rimane l’unico neo finora di un’annata stupenda?
“Direi di sì. Per il roster che la società ha allestito quest’anno, potevamo fare bene in tutte le competizioni. Siamo stati sfortunati a livello di infortuni, ma la forza della società è stata quella di acquisire giocatori intercambiabili, che ci hanno permesso di sopperire a tante assenze. Questa è stata la nostra forza; certo, magari in Coppa Italia, se fossimo stati tutti disponibili, sarebbe andata diversamente. Le partite sbagliate capitano a tutti, dobbiamo farne tesoro e andare avanti”.
Pensa che l’esperienza portata dagli acquisti fatti abbia dato un boost in più alla squadra?
“Non vedo una squadra con un livello di esperienza molto più alto rispetto all’anno scorso. Ci sono stati innesti come Ostling e Jedzimirovic, ma la base era quella della passata stagione. Tuttavia, la crescita arriva da lontano: la squadra ha già una sua identità e, con innesti mirati, siamo riusciti a fare di più. Non abbiamo preso giocatori più esperti in senso assoluto, ma come gruppo stiamo crescendo. Penso a La Bruna, a Salvati: ci hanno aiutato tantissimo”.
Vedendo anche gli addii che ci saranno quest’estate (Ostling e Savini quelli già annunciati) crede sia subentrata una sorta di ora o mai più nel sentimento della squadra rispetto all’impresa Scudetto?
“Sì e no. Non penso che dall’anno prossimo non saremo più competitivi, né credo ci sarà un ridimensionamento: gli obiettivi resteranno gli stessi, anche se ci saranno due pezzi importanti in meno. Sicuramente chi c’è adesso vuole fare il possibile per portare a casa il premio più grande”.
Dalle sue parole mi pare di intendere che rimarrà a Cassano anche l’anno prossimo?
“La volontà sarebbe quella di rimanere, anche per motivi extra campo. Io conto sulla società e credo che la società conti su di me”.
Guardiamo però al presente: arriva adesso la sfida con Fasano. Che serie si aspetta?
“Fasano è stata per tutto l’anno un’avversaria tosta: lì abbiamo perso e ci ha messo in difficoltà a inizio stagione. Non sarà una sfida facile. È vero che nell’ultimo periodo hanno fatto un po’ di fatica, ma sono riusciti a rimettersi in carreggiata. È un palazzetto difficile, non sarà una passeggiata: dovremo lottare come leoni, soprattutto in casa. Penso che, sulle tre partite, siamo una squadra tosta e difficile da battere due volte di fila, per non dire una sola. Sarà una sfida molto intensa e fisica: nelle loro fila mi vengono in mente Marrocchi e qualche giovane che sta facendo molto bene. Sono un avversario molto tosto, subito dopo Sassari per livello complessivo, ma siamo consapevoli che chiunque ci fosse capitato sarebbe stata una battaglia dall’inizio alla fine. Se vogliamo vincere, dobbiamo battere tutti, ma c’è fiducia di poter fare bene”.
Cosa significherebbe per lei vincere questo Scudetto?
“In carriera ho vinto uno scudetto soltanto: è qualcosa di difficile e particolare. L’anno scorso ho vissuto in prima persona l’esperienza di vincere un trofeo qui a Cassano ed è stato qualcosa di unico. A livello personale, vincere due trofei in due anni, dopo che la società non ne aveva mai vinto uno, sarebbe davvero speciale. Credo che, per quanto fatto, ce lo meriteremmo. Poi, però, dobbiamo dimostrarlo in campo”.
Alessandro Burin


























